Sovranismi colpiti da Coronavirus senza cura populista efficace

A maggio, in pieno quarantena Covid, Il Giornale di Berlusconi si chiedeva, ‘Chi sono i sovranisti europei? Cosa vogliono? Sono in grado di cambiare l’Europa? E sono veramente tutti pronti a seguire Matteo Salvini?’. La risposta, dato l’editore che paga, fu un netto No. Delle forze che predicano innanzitutto l’identità nazionale, Orban, Le Pen, i tedeschi AfD, i nazional fideisti polacchi, possono convivere? Altro No. Poi il Coronavirus, e fu la sconfitta storica (ma questo non lo dice Il Giornale).

Coronavirus epidemia per sovranisti

Uno studio realizzato da Politico a fine aprile evidenziava come la Lega e i tedeschi dell’AfD fossero i partiti euroscettici che hanno avuto una maggiore flessione nei sondaggi. In controtendenza Fratelli d’Italia. Secondo uno studio dell’autorevole quotidiano Politico, infatti, a dispetto del ripristino dei confini nazionali e di una generalizzata polemica a livello continentale per la lentezza con la quale l’Unione europea ha inizialmente reagito all’emergenza, nei Paesi Ue si è assistito a un complessivo arretramento dei partiti della destra sovranista. E a un rafforzamento dei consensi verso i governi. Sembra, scriveva Politico, che il fronte sovranista e populista europeo si sia quasi trovato spiazzato di fronte all’insolito spettacolo di una Ue costretta a chiudere i suoi confini e a ripristinare severi controlli anti immigrazione a causa della pandemia.

Salvini e la fine dei sovranismi per eastwest

«La parabola di Salvini non è casuale e trova rispondenza in analoghe storie negli Usa e in Brasile», scrive Giuseppe Scognamiglio il 7 Agosto. Che inizia col difenderlo. «Contrasti con Salvini? Fantasie… Non c’è né scissione, né scalata», dichiarazione attribuita al governatore del Veneto Luca Zaia. Anche se di fatto –valutazione politica elementare- «la Lega Nord è morta, uccisa da Matteo Salvini per lasciare spazio alla Lega nazionale, celebrata nei giorni scorsi alla festa del Carroccio a Cervia». Con qualche ironia da parte dell’autore. «Anche l’acqua del Po è stata ributtata nel fiume, in favore dell’acqua santa e del rosario». Fatto politico vero, «Una vera rivoluzione voluta da Salvini, che in breve tempo ha cambiato il volto della Lega e ha portato il partito del Nord a diventare il primo partito italiano».

Lega frena non solo per colpa di Salvini

Certo, primo inciampo, la crisi di Governo provocata e le mancate elezioni anticipate. Ma molto peggio, con l’esplodere della pandemia coronavirus, i continui cambi di rotta alla Trump (mascherina sì, mascherina no) e la sua plateale inaffidabilità, assieme a quella del caricaturale dittatore presidenziale brasiliano Bolsonaro. Poi la partita nazionale. Il mancato successo in Emilia Romagna, a colpi di ‘sardine’ e la sostanziale vittoria politica di Conte in Europa e il Recovery Fund. Secondo i sondaggi (vatti a fidare), in un anno, Salvini avrebbe perso il 10% del suo elettorato. E i problemi in casa e a destra ora sono reali.  In veneto, Zaia 23%, Lega 18. Ma alle elezioni scorse. Ora (sondaggi), 40% contro 10,5%. Con Fratelli d’Italia di Giorgia Meloni, partito in crescita quotato al 16% che potrebbe vincere in qualche regione.

Covid e superficialità di leader sovranisti 

La grave crisi Covid ha evidenziato la superficialità di alcuni dei leader sovranisti, se al governo, inadeguati a gestire un’emergenza che richiedeva equilibrio e competenza, qualità rigettate per principio populista, se all’opposizione per simili giravolte negazioniste tra il criminale e lo stupido, tra lo Mask e Noi Vax.  «Fine dell’ideologia autartica», sostiene Scognaliglio. «E’ risultato chiaro a tutti, infatti, che la soluzioni a crisi pandemiche globali può trovarsi solo nella collaborazione internazionale, non certo con le modeste risorse nazionali. La sensazione è che il sovranismo sia giunto al capolinea in tutto il mondo. Dobbiamo essere lesti a sostituire questo impianto con una governance internazionale più efficace e autorevole».

Decisivo anche per questo il voto alle presidenziali americane del 3 novembre.

Condividi:
Altri Articoli