Bielorussia, la candidata d’opposizione costretta all’autoesilio in Lituania, continuano le proteste anti Lukashenko

Repressione dura della piazza, polizia segreta e ricatti alle famiglie degli oppositori (il marito di Svetlana Tikhanovskaja, detenuto politico che resta nelle mani del regime), non fermano le proteste contro Lukashenko: catene umane e scioperi stanno attraversando tutta la Bielorussia, oltre la capitale Minsk.

Regime feroce e debolezza politica

«Donne vestite di bianco sono scese in strada chiedendo notizie dei propri cari detenuti. Gli operai dell’azienda automobilistica nazionale che incrociano le braccia. Da domenica -elezioni farsa per il trionfo farsa del despota- quasi 7mila persone sono state arrestate, 250 ferite e almeno 2 sono morte. Si teme altro sangue: le forze di sicurezza sono state dotate di vere munizioni. Raid negli uffici di Yandex e Uber» Notizie d’agenzia dal ‘Fronte occidentale’, quindi potenzialmente sospettabili di strumentalità. E noi andiamo a cercare ‘l’altra campana’

Agenzia russa Sputnik

Dal ‘Fronte occidentale’ a quello orientale. «Le proteste di massa che si sono trasformate in rivolte sono iniziate in tutta la Bielorussia la sera del 9 agosto..». «Circa 5.000 persone sono state arrestate durante le manifestazioni. Secondo il ministero dell’Interno, un uomo è morto mentre tentava di lanciare un ordigno esplosivo non identificato contro le forze dell’ordine». Ipotesi sanzioni europee, «dopo che il presidente forte Alexander Lukashenko ha represso le proteste innescate da un voto contestato». «Alcuni Paesi, come Germania, Lituania, Lettonia e Svezia si sono espresse pubblicamente a favore delle sanzioni».

Sull’esagerato Lukashenko fuoco amico

Dunque, la arroganza politica di un successo talmente fuori misura da costringere alla certezza di brogli anche gli ‘amici’, danno il segno di una stupidità politica dei vertici bielorussi avviati, col loro despota tanto amato e votato, all’inevitabile epilogo. Ma nei guai veri, a soffrirne da adesso sino all’imprevedibile epilogo della vicenda , una popolazione già stremata dalla crisi economica e dal Covid che non ha vaccino e poche cure. Poi, ovviamente, gli avversari politici di sempre, quelli regionali tutti attorno, e quelli internazionali  parte della eredità sovietica del loro presidente mai pentito, ad approfittarne.

Probabili sanzioni Ue con moderazione

Bielorussia L’Unione Europea sta valutando di imporre nuove sanzioni alla Bielorussia. Lo riferisce Reuters, citando diplomatici e funzionari europei. I provvedimenti potrebbero essere adottati immediatamente, già da questo mese. Le sanzioni potrebbero essere discusse durante una riunione di emergenza dei ministri degli esteri dell’UE venerdì. I Paesi del Triangolo di Lublino, Polonia, Lituania e Ucraina, in una dichiarazione congiunta si sono detti preoccupati per l’escalation della situazione. Contraddizioni Usa tra embargo contro il despota -Pompeo che parla senza dire-, e quel petrolio Usa promesso in chiave anti russa.

Ma torniamo alla piazza

Migliaia di persone sono tornate in strada sin dal primo mattino a Minsk e in altre città della Bielorussia per il quinto giorno consecutivo. «Proteste sparpagliate, decentralizzate, coordinate sull’app di messaggistica istantanea cifrata Telegram per evitare censure e aggirare i continui blocchi di Internet», scrive Rosalba Castelletti su Repubblica. DIMETTITI l’imperativo senza condizioni.  «Il coro della Filarmonica di Minsk lo hanno fatto cantando e tenendo in mano le lettere che compongono la scritta: “Il mio voto è stato rubato”. Ex militari che danno fuoco alle divise. Dipendenti statali e presentatori tv hanno dato le dimissioni, come il noto giornalista Evgenij Perlin».

‘Fermati vecchio pazzo’

Dopo un blackout di tre giorni, da ieri parzialmente ripristinate le telecomunicazioni. Solo i video della repressione, a far paura. «Ma la mossa si è rivelata un boomerang. Le tante immagini di resistenza e solidarietà diffuse sembrerebbero aver rinfocolato l’opposizione». E circa 500 amministratori delegati di aziende tecnologiche hanno minacciato di trasferire le loro imprese all’estero se la repressione non cesserà. «E per l’economia del Paese, dove sono nate app come Viber, Msqrd e il videogioco Word of Tanks, sarebbe un duro colpo». La repressione però continua. «In quattro giorni almeno due persone sono morte, oltre 250 sono state ferite e quasi 7mila sono state arrestate».

La Yandex russa bersaglio di chi?

La compagnia Yandex ha confermato che un gruppo di persone armate si è introdotto all’interno di un ufficio della compagnia a Minsk. «L’edificio della compagnia in questione si trova su Corso Dzherzhinsky, ben lontano dal centro dove in questi giorni sono in corso degli scontri tra i manifestanti e le forze dell’ordine», sottolinea l’agenzia russa Sputnik senza dire, ma facendo chiaramente sospettare, dopo lo striminzito messaggio di congratulazioni da parte di Putin. E ‘Yandex N.V.’ è una multinazionale russa specializzata in prodotti legati ad Internet, che vanno dalla pronta consegna di cibo e bevande a servizi di taxi e di e-commerce.

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AVEVAMO DETTO

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