Disarmo da Covid: Mosca taglierà le spese militari

Il ministero delle Finanze russo ha proposto  di ridurre la parte ‘non protetta ‘delle dotazioni del bilancio federale del 10% nel 2021-2023. In sostanza verranno ridotti i costi a oltre 50 voci, ad eccezione dei sussidi ai bilanci regionali, prestazioni sociali, pensioni e spese per il mantenimento del sistema giudiziario.

Covid e crollo del petrolio

Un taglio di bilancio di simile entità venne attuato nel 2016, dopo la caduta dei prezzi del petrolio e la riduzione delle entrate energetiche. «Tra le misure previste per “garantire l’equilibrio del bilancio federale” nei prossimi tre anni -scrive Analisi Difesa-, vi sono l’abbandono dell’indicizzazione degli stipendi dei funzionari federali, il rinvio oltre il 2023 della riforma salariale per questa categoria, ma soprattutto,  

la riduzione del 5% degli stanziamenti per il programma di armamenti statali, anche se non ci sono dettagli sui tagli ai singoli programmi.

Pil Covid, -6%

Mosca prevede di dover fare i conti con ristrettezze di bilancio a causa degli effetti dell’epidemia di  Covis e la la Banca Mondiale prevede, per la Russia, una caduta del PIL del 6 per cento quest’anno, assieme al crollo dei prezzi del petrolio.

Corsa armamenti 2019

Nel 2019 le spese militari di Mosca aumentarono del 4,5 per cento rispetto all’anno precedente raggiungendo i 65,1 miliardi di dollari (meno di un decimo delle spese statunitensi e un quarto di quelle cinesi), pari al 3,9 per cento del Prodotto Interno lordo.

Le promesse di Putin

Nel 2018 il presidente Vladimir Putin annunciò che le spese militari sarebbero scese entro cinque anni a meno del 3% del PIL mentre nello stesso anno venne annunciato un piano decennale per investire 20 trilioni di rubli (282 miliardi di dollari) in nuove infrastrutture, tecnologie ed equipaggiamenti entro il 2027.

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