
Lo spazio, dalle conquiste dell’ingegno umano al suo degrado nell’impiego di armamenti. Si litiga su chi ha cominciato prima a portare la malizia armata in orbita, e Mirko Molteni su Analisi Difesa, punta il dito sul satellite segreto russo ‘Cosmos 2543’. Verità o scusa, gli Stati Uniti inseguono mobilitando anche i civili. Astronauti privati in orbita con la capsula Crew Dragon, che dopo aver soggiornato sulla Stazione Spaziale Soyuz russa, il 2 agosto se ne sono tornati felicemente sulla terre. Ora, i programma altre due altre missioni spaziali ‘private’, lasciando alla ‘Space Forze’ la parte armata.

Il 15 maggio nello Studio Ovale della Casa Bianca, Trump ha presentato la bandiera ufficiale della US Space Force, molto/troppo simile a quella del film noto a tutti. Nell’occasione Trump ha preannunciato un «Super Duper Missile», o ‘missile super ingannatore’ in grado di volare 17 volte più veloce dei missili precedenti. Armi e fantascienza, un po’ come il satellite russo Cosmos 2543. Ma contano le intenzioni, e l’ambasciatore russo negli USA, Anatoly Antonov, ha attaccato Washington: «Gli Stati Uniti, col supporto degli alleati NATO, stanno cercando di trasformare lo spazio in un teatro di combattimento e di scontro fra le nostre nazioni». Da Pechino protesta fotocopia.
«Anche se la paventata militarizzazione dello spazio non è lontanamente paragonabile a quanto accade nei tradizionali ambienti di terra, mare e aria, già la prospettiva di imprevedibili sviluppi futuri basta a far scoppiare una ‘guerra di dichiarazioni’», annota Molteni. Accuse, batti e ribatti. Sottosegretario Usa, «Cina e Russia hanno militarizzato lo spazio. Siamo ancora davanti a loro, ma siamo assolutamente a rischio». Da Mosca, settore spaziale, «La militarizzazione dello spazio e la conseguente promozione USA a ruoli dominanti potrebbero mettere a rischio le già fragili relazioni in questo settore».
Dati dall’UCS Satellite Database al 31 marzo 2020, orbitano attorno alla Terra 2.666 satelliti attivi, esclusi quindi qualche migliaio di oggetti ormai obsoleti e “morti”, rottami o vecchi razzi entrati in orbita. Metà degli oggetti spaziali attivi e utili appartengono ai soli USA, che contano 1327 satelliti in funzione, di cui 965 civili, tra scientifici e commerciali, e 362 governativi e militari. Cina seconda con 363 satelliti e la Russia terza con 169. Da fatto gli americani «a spadroneggiare nell’orbita circumterrestre, con una fitta rete di satelliti che consentono una capacità di ricognizione e comunicazione più intensa di quella dei rivali».
Il 15 aprile, i russi avrebbero effettuato un collaudo del sistema A-235 PL-19 Nudol, missile antisatellite . Per gli americani, il Nudol potrebbe abbattere satelliti fino a 1500, forse 2.000 chilometri; ‘l’orbita bassa’. Oppure, il 15 luglio, un misterioso satellite manovrabile che i russi hanno definito semplicemente “ispettore”. Il Cosmos 2542. E gli Usa denunciano una sorta di inseguimento spaziale tra l’agile cacciatore russo e un satellite loro, fisso nella sua orbita. ‘Pedinamento’ spaziale russo –la denuncia Usa- del veicolo ‘da ricognizione’, ovviamente, americano.
Trattato del 1967 sullo spazio esterno. Proibisce armamenti sulla Luna o gli altri corpi celesti, come gli asteroidi, ma non, teoricamente, nello spazio vuoto che circonda la Terra, il quale del resto già è liberamente transitabile da parte delle testate dei missili balistici sparati dal suolo. Gli Usa hanno più satelliti per controllare gli altri, ma anche più bersagli potenziali, ed ecco ‘Space Force dedicata’. Sulla stessa Analisi Difesa, l’ammissione: «Sia gli Stati Uniti, sia l’asse Russia-Cina, hanno entrambi ragione nell’accusarsi reciprocamente di “militarizzare lo spazio”.