L’unica condizione è che questi soldi siano impiegati per implementare il sistema sanitario: quindi, strutture, apparecchiature, ricerca, medicine, vaccini e quant’altro. Nel novero mettiamo anche un poco di soddisfazione e di riconoscimento materiale per quei famosi “eroi”, il personale sanitario sulle cui spalle è caduto, praticamente in toto, il compito di fare fronte alla crisi.
Tale opportunità si confronta con l’alternativa di approvvigionarsi emettendo titoli di Stato che, per fortuna, trovano ancora buona accoglienza tra investitori e risparmiatori nazionali ed internazionali. La trovano per un motivo molto semplice: perché, a seconda dell’andamento del famoso spread, il Tesoro italiano paga interessi tra l’1,5% ed il 2%. Quindi, per la somma di cui stiamo parlando, se dovesse emettere il BTP a dieci anni (tale è la durata presa in considerazione), a grandi linee sarebbero circa 500 milioni di interessi all’anno. Cinque miliardi il totale nel periodo considerato. C’è chi pensa che siano pochi. Per il comune cittadino che ragiona con la sua testa non è così e pensa ai tanti servizi, riduzione di tasse e contributi che si potrebbero ottenere con questi risparmi. Paghiamo circa 60 miliardi di interessi all’anno sul debito, pagati con le nostre tasse, risparmiare qualcosa non sarebbe quindi sbagliato. Cosa ne pensa la Corte dei Conti?
Un altro punto da chiarire è che la linea di credito di cui stiamo parlando è cosa ben diversa dal Mes e non riusciamo a comprendere se la confusione nasca da limitazione cognitiva, o piuttosto da interesse politico e cattiva fede, come molto più probabile. Sul Mes – tra l’altro emendato rispetto all’impostazione originaria davvero seriamente insopportabile – ci siamo occupati su RemoContro in un articolo del nove dicembre 2019, cui rimandiamo. (MES, rissa e bugie senza spiegare: noi adesso ci proviamo https://www.remocontro.it/2019/12/09/mes-rissa-e-bugie-senza-spiegare-noi-adesso-ci-proviamo/)
Richiamiamo qualche passaggio fondamentale. Il suo utilizzo è previsto solo in caso di gravi difficoltà finanziarie di un Paese e del suo sistema bancario. Prevede alcune condizionalità che, se applicate, effettivamente potrebbero incidere sull’autonomia di quel Paese e sulla disponibilità di investimenti in titoli di Stato da parte di privati ed istituzioni. Serve, però, l’unanimità nelle decisioni e l’Italia dispone di un potere di veto del 18%, pari alla sua quota di partecipazione. Un meccanismo al quale effettivamente bisognerebbe accedere solo, per esempio, se lo Stato italiano – in grave crisi di credibilità sui mercati finanziari – non riesce più a trovare acquirenti dei suoi titoli sul mercato, o li trova a tassi da usura. Oggi, per fortuna, “l’ombrello europeo”, come lo abbiamo sempre definito, è così ampio e diversificato, ed il risparmio privato italiano è così consistente, che questa ipotesi sembra davvero remota. Conclusione: anche noi esprimiamo qualche riserva sul suo eventuale utilizzo.
Il ministro dell’economia, Roberto Gualtieri, sta preparando un piano di investimenti nel settore sanitario che ammonta a circa 32 miliardi. Facile pensare che si faccia strada, in alcune componenti governative, l’idea di mettere da parte ogni remora e prendere questi soldi che rappresentano una opportunità, e non un rischio. “Allora perché altri Paesi non l’hanno richiesto?” chiede qualcuno. Per due motivi: perché per alcuni Paesi, ma non per l’Italia, è economicamente indifferente usare questo strumento o emettere titoli di Stato; perché altri governi stanno ancora riflettendo ed è questo il motivo per cui il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, si appresta ad andare in Spagna e Portogallo per lavorare in sintonia con quei governi e superare anche questa perplessità.
Ulteriore notazione. Il prossimo 17 luglio dovrebbe esserci la decisione sul recovery fond, il fondo per la ricostruzione da cui dipende gran parte del nostro futuro economico. C’è chi all’estero, con una buona dose di malizia, ha già chiesto: “se non utilizzate il Mes, che motivo c’è di chiedere altri soldi”? Motivazioni di opportunità politica consiglierebbero di arrivare a quella riunione già con una scelta chiara, tacitando questi strani e malevoli personaggi che oggi sembra imperversino nel panorama politico internazionale.
Intanto, imperterrito, il Tesoro si prepara ad emettere un ulteriore lotto di Btp, destinato al popolo dei risparmiatori a condizioni davvero accattivanti. Siamo convinti che sarà un grande successo. Proprio perché chi li sottoscrive li trova convenienti. Ma non li può trovare tali quella gran parte del popolo italiano che questa opportunità di guadagno non la può sfruttare, mentre si vede caricato di altri interessi da pagare. Per questo motivo, forse è il caso di rinsavire e prendere al volo le opportunità. Non è detto che si presentino sempre in futuro.