Polonia. Domenica prossima si vota per il secondo turno delle presidenziali e i toni duri della maggioranza sovranista al potere, in bilico nei sondaggi, diventano isterici. Tipo, ingiungere all’ambasciatore tedesco di vietare a ogni media polacco di proprietà tedesca di pubblicare qualsiasi articolo o commento critico verso il presidente nazional conservatore in carica, Andrzej Duda. Ci manca la traduzione del vaffa in diplomatico arrivata da Berlino. Forse la semplice spiegazione che in Germania e nell’Ue, di cui anche la Polonia dei sovranisti bigotti di Katzinsky fa parte, i media sono liberi.
«Gli articoli critici contro Duda che hanno irritato la maggioranza sono usciti sul foglio popolare polacco Fakt, di proprietà del gruppo editoriale tedesco Axel Springer», precisa Andrea Tarquini su Repubblioca. Negli ultimi sondaggi Duda appare in vantaggio, ma lieve, sul suo sfidante, il liberalconservatore ed europeista Rafal Trzaskoswki. Dopo la “lobby lgbtq”, nemico giurato di ogni infuocato comizio e spesso predica dai pulpiti di una chiesa polacca molto/troppo schierata, ora i sovranisti polacchi, esaurito per troppo uso il nemico esterno russo, tornano alla Germania raccontandola alla nazista.
Il governo sovranista ungherese, anche lui sommo difensore di famiglia, infanzia e dei valori tradizionali, ed Gabor Kaleta, diplomatico magiaro scoperto in Perú come dedito ad atti pedofili e traffico di materiale pedopornografico grazie a indagini rigorose made in Usa. L’indagine internazionale contro le reti di pedofili e commerci di pedo pornografia aveva scoperto che sul computer de diplomatico c’erano ben 19mila filmati e foto di violenti atti sessuali su minori. «Ma, come scrive quel poco che resta dei media indipendenti ungheresi, se godi della stretta amicizia del primo ministro Orban, te la cavi con una condanna mite». E soprattutto, niente carcere.
Secondo l’agenzia Ansa che cita i media indipendenti magiari, il premier e il suo governo avrebbero preferito tenere segreta la notizia, che invece è divenuta pubblica solo grazie al coraggio di qualche investigative reporter.