Falce e macello – Mattatoio vergogna in Germania, l’infezione Covid si propaga e torna il confinamento

Colpo di coda del Covid  in Europa. Nel mattatoio del Gruppo Tönnies volano i contagi e sfondano quota 1550, complici le condizioni assurde di lavoro.  Per circa 370 mila abitanti significa che chiudono nuovamente locali, scuole, ristoranti, negozi, palestre e piscine. E fino al 30 giugno si potrà uscire di casa al massimo in due. 

In Germania torna l’incubo dell’epidemia

Dopo la fiammata di contagi nel mattatoio di Rheda-Wiedenbrück -1.553 i lavoratori contagiati- il governatore del Nordreno-Westfalia, Armin Laschet, ha deciso il lockdown, la chiusura dell’area. Quello di Rheda-Wiedenbrück è “il più grande singolo focolaio della Germania” e rischia anche di essere più ampio rispetto ai 1.553 lavoratori positivi al test intercettati finora. Si teme che abbiano contagiato anche le loro famiglie. Per i lavoratori del mattatoio dove il virus si è diffuso, vale la quarantena obbligatoria. Ma nei giorni scorsi era emerso che molti erano già scappati nei loro Paesi d’origine. La stragrande maggioranza proviene dall’Est Europa, prevalentemente da Polonia e Romania.

Macello e padrone macellaio

Il più grande impianto per la lavorazione delle carni d’Europa di proprietà del miliardario Clemens Tönnies, ex presidente della squadra di calcio Schalke 04. Mattatoio vergogna che si rivela un vero macello anche per chi vi lavora, de nuncia Sebastiano Canetta del Manifesto. L’infezione è nata e si propaga a macchia d’olio proprio grazie alle disumane condizioni di lavoro dei circa 7000 dipendenti impiegati nel mattatoio-lager, dove vige la regola dello sfruttamento incondizionato dei «Gastarbeiter», ammassati sul posto di lavoro quanto negli alloggi abitati anche da dieci persone per stanza.

Clemens Tönnies stramiliardario

Igiene e fruttamento vergogna

Clemens Tönnies stramiliardario, modello antico ‘padrone delle ferriere’, nega ogni responsabilità e vuole insistere. 16 milioni di suini macellati ogni anno e centinaia di i supermercati dei 16 Land tedeschi. Ed è il nipote Robert Tönnies che da sette anni denuncia le pratiche scandalose dello zio «schiavista». Nel 2013 aveva sollevato pubblicamente il caso della busta paga da fame dei lavoratori quasi tutti stranieri: 5 euro all’ora contro i 15 pagati dai diretti concorrenti. «Al di là dei contratti, la condizione di lavoro è inaccettabile: i nostri collaboratori non hanno diritto neppure al minimo livello del diritto alla salute e della sicurezza sul posto di lavoro» scriveva allora allo studio legale dell’azienda Robert Tönnies.

Tags: Contagi Covid
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