GB 14 giorni di quarantena per chi arriva dall’estero: altra follia di Boris dopo l’immunità di gregge

Auto-isolamento per 14 giorni di chi arriva dall’estero, britannici compresi. Dove come e chi controlla non si sa. Turismo ucciso, affari quasi. La rivolta contro chi, per stupidità ha favorito la mezza strage Covid con la irresponsabile trovata della immunità di gregge.

Dall’asettica Ansa la Boris scemenza

«Entrano in vigore oggi nel Regno Unito le nuove regole sulla quarantena di 14 giorni obbligatoria per chi entra nel paese. Si tratta in sostanza di un periodo di auto-isolamento: a chi arriva in aereo, nave o treno – cittadini britannici compresi – dovrà fornire un indirizzo presso il quale intende trascorrere il periodo di isolamento e le multe per le violazioni arrivano fino a mille sterline, ricorda la Bbc».

Seconda ondata di Covid o di stupidità?

La ministro britannica dell’Interno Priti Patel prova a spiegare che la misura è «per impedire una seconda ondata di coronavirus». Critiche trasversali imprenditoriali e politiche di tutto l’arco costituzionale. Alla vigilia il  provvedimento ha già causato code di migliaia di persone agli imbarchi per Dover e Calais. Le maggiori compagnie aeree nazionali avviano un’azione legale contro il governo Johnson.

Subito il caos più totale

Il provvedimento, che si applica agli ingressi in aereo, in nave, in treno o in auto, ha causato ieri sera code di migliaia di persone agli imbarchi dei traghetti per Dover a Calais, con cittadini britannici che cercavano disperatamente di prendere l’ultima imbarcazione in grado di raggiungere la patria prima che a mezzanotte scattasse la nuova regolamentazione. Mentre stamane le tre maggiori compagnie aeree nazionali, British Airways, Ryanair ed EasyJet, hanno avviato un’azione legale contro il governo di Boris Johnson per rescindere la misura che giudicano illecita, inutile e fortemente dannosa per l’industria dell’aviazione e per quella del turismo. Su posizioni analoghe sono l’aeroporto di Heathrow e le agenzie di viaggi che la definiscono un’iniziativa con conseguenze “devastanti”.

L’impossibile per fare ‘ammuina’

Secondo un documento riservato del ministero degli Interni, a suoi dirigenti ammettono l’impossibilità di verificarne l’adempimento. Le critiche sono di vario tipo, annota Franceschini su Repubblica.

  • In quanto Paese europeo con il maggior numero di vittime e di casi di Covid-19, la Gran Bretagna dovrebbe preoccuparsi di ottenere il permesso per i suoi cittadini di entrare in altre nazioni, più che di limitare l’arrivo di stranieri o impedire che i britannici vadano all’estero.
  • In secondo luogo, l’utilità appare dubbia, visto che chi entra, anche se sottoposto a quarantena, avrebbe diritto di raggiungere la propria casa prendendo mezzi pubblici, che sono uno dei metodi principali di contagio.
  • Ma soprattutto la quarantena sembra difficile da fare osservare: la polizia ammette di non avere forze sufficienti per controllare se le persone che arrivano dall’estero resteranno poi effettivamente chiuse per 14 giorni nella propria abitazione.

Populismo alla Boris e discredito

«Ha insomma tutta l’aria di una decisione populista, presa per dare l’impressione di un serio impegno per contenere la pandemia, dopo tutti gli errori e le contraddizioni della politica governativa negli ultimi tre mesi». Altra ipotesi della mattana, far spendere agli inglesi i soldi delle vacanze di questa estate in patria. «Ma sarebbe la classica coperta troppo corta, che scopre le gambe per coprire le braccia, per i danni che causerebbe al settore aereo proprio quando sperava di ripartire dopo i mesi di lockdown, oltre a limitare o di fatto impedire l’accesso in Gran Bretagna a eventuali turisti, visitatori, studenti e persone in viaggio per affari».

Terza possibilità è che, come la Brexit, rifletta la nuova mentalità insulare, sempre alla ricerca di un nemico esterno, in quello che era fino a non molto tempo fa il Paese simbolo della globalizzazione.

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