La ministro britannica dell’Interno Priti Patel prova a spiegare che la misura è «per impedire una seconda ondata di coronavirus». Critiche trasversali imprenditoriali e politiche di tutto l’arco costituzionale. Alla vigilia il provvedimento ha già causato code di migliaia di persone agli imbarchi per Dover e Calais. Le maggiori compagnie aeree nazionali avviano un’azione legale contro il governo Johnson.
Il provvedimento, che si applica agli ingressi in aereo, in nave, in treno o in auto, ha causato ieri sera code di migliaia di persone agli imbarchi dei traghetti per Dover a Calais, con cittadini britannici che cercavano disperatamente di prendere l’ultima imbarcazione in grado di raggiungere la patria prima che a mezzanotte scattasse la nuova regolamentazione. Mentre stamane le tre maggiori compagnie aeree nazionali, British Airways, Ryanair ed EasyJet, hanno avviato un’azione legale contro il governo di Boris Johnson per rescindere la misura che giudicano illecita, inutile e fortemente dannosa per l’industria dell’aviazione e per quella del turismo. Su posizioni analoghe sono l’aeroporto di Heathrow e le agenzie di viaggi che la definiscono un’iniziativa con conseguenze “devastanti”.
Secondo un documento riservato del ministero degli Interni, a suoi dirigenti ammettono l’impossibilità di verificarne l’adempimento. Le critiche sono di vario tipo, annota Franceschini su Repubblica.
«Ha insomma tutta l’aria di una decisione populista, presa per dare l’impressione di un serio impegno per contenere la pandemia, dopo tutti gli errori e le contraddizioni della politica governativa negli ultimi tre mesi». Altra ipotesi della mattana, far spendere agli inglesi i soldi delle vacanze di questa estate in patria. «Ma sarebbe la classica coperta troppo corta, che scopre le gambe per coprire le braccia, per i danni che causerebbe al settore aereo proprio quando sperava di ripartire dopo i mesi di lockdown, oltre a limitare o di fatto impedire l’accesso in Gran Bretagna a eventuali turisti, visitatori, studenti e persone in viaggio per affari».
Terza possibilità è che, come la Brexit, rifletta la nuova mentalità insulare, sempre alla ricerca di un nemico esterno, in quello che era fino a non molto tempo fa il Paese simbolo della globalizzazione.