Europa, l’ora dei falchi e qualche avvoltoio

Austria, Olanda, Svezia e Danimarca contro la proposta Merkel-Macron: «Gli aiuti vanno restituiti e servono riforme strutturali». Prestiti invece che sussidi a fondo perduto; riforme strutturali e investimenti adeguati alla crescita in cambio di soldi i paletti posti dai 4 paesi recalcitranti

Pagheremo forse poco ma pagheremo tutto

L’Austria annuncia una controproposta con Paesi Bassi, Danimarca e Svezia mentre l’Italia rilancia dicendo che i soldi Comunque messi in campo dall’Ue, donazioni o prestiti che siano, sono pochi rispetto alla dimensione della crisi. «Nei prossimi giorni presenteremo una proposta con una serie di idee» annuncia il cancelliere austriaco Sebastian Kurtz. Il contropiano che l’Austria si accinge a presentare con Olanda, Danimarca e Svezia lo svela la sua ministra degli Esteri Karoline Edtstadler: «Una cosa è certa: i soldi che ora vanno a Italia, Spagna oppure Francia per superare la crisi vanno restituiti».

Perché in ballo c’è la condivisione del debito e quella, per gli austriaci e gli olandesi anche se non più per i tedeschi, resta la bestia più nera.

Il Nord degli ingenerosi rigoristi?

Per Conte, ma anche per Francia e Spagna e almeno una parte di Germania, «Certe posizioni riflettono l’incapacità di comprendere le sfide storiche che affrontiamo». «Se l’Ue fallisce alimenteremo le fiamme del nazionalismo e allargheremo le divisioni».

Controproposte contro

«Nei prossimi giorni presenteremo una proposta con una serie di idee» annuncia il cancelliere austriaco Sebastian Kurtz. Il contropiano che l’Austria si accinge a presentare con Olanda, Danimarca e Svezia lo svela la sua ministra degli Esteri Karoline Edtstadler: «Una cosa è certa: i soldi che ora vanno a Italia, Spagna oppure Francia per superare la crisi vanno restituiti».

Perché in ballo c’è la condivisione del debito e quella, per gli austriaci e gli olandesi anche se non più per i tedeschi, resta la bestia più nera.

Schermaglie prima della partita vera

Schermaglie, per ora. Le vere minacce, avverte Andrea Colombo, sono altre. «Anche perché la Germania ha strumenti potenti per condizionare Austria e Olanda mentre la strada potrebbe rivelarsi più difficile con la Danimarca, che non fa parte dell’Eurogruppo». La vera offensiva del fronte rigorista, tutt’altro che debellato nella stessa Germania, si riassume nella formula «riforme di struttura». «Raccomandazioni che fungeranno da guida nel preparare i piani nazionali di ripresa».

«Raccomandazioni» cosa?

«Raccomandazioni» modello Grecia, è l’incubo. «Il premier olandese Mark Rutte è più esplicito e più brutale (stile molto trumpiano, stessa simpatia). Annuncia anche lui la controproposta basata su prestiti e non su sovvenzioni ma aggiunge che «le nostre proposte renderanno molto chiaro che se chiedi aiuto devi attuare riforme di vasta portata per essere autosufficiente la prossima volta». Europeismo usuraio con l’ultra destra, prima l’AfD in Germania, che spara già ad alzo zero contro il piano franco-tedesco.

Sono esattamente i paletti posti dai 4 paesi recalcitranti: prestiti invece che sussidi a fondo perduto; riforme strutturali e investimenti adeguati alla crescita in cambio di soldi.

Non solo scontro Covid

La vera posta in gioco è l’intera fisionomia della Ue futura. Ieri in commissari Dombrovskis e Paolo Gentiloni hanno preso atto dello sforamento del tetto del 3% da parte di tutti e 27 i Paesi ma hanno evitato rampogne di sorta. «Il coronavirus ci ha colpiti come un meteorite e ha lasciato un cratere nell’economia della Ue», spiega il vicepresidente.  Già, ma fino a quando? Dubbio del Manifesto. «Perché a quel punto non è detto che il Patto sia ancora quello che abbiamo sin qui conosciuto».

Rigoristi per politica interna

«Qualunque proposta sul piano di ripresa europeo deve passare dai loro Parlamenti nazionali, oltre che ottenere l’unanimità in Consiglio europeo», sottolinea Angela Mauro sull’HuffPost. Ed il vicepresidente della Commissione europea Valdis Dombrovskis, da sempre punto di riferimento dell’ala rigorista dell’Ue, che parla di oltre mille miliardi: «Stiamo parlando sia di prestiti che di sovvenzioni, questo è il livello di ambizione di cui stiamo discutendo».

Il commissario Gentiloni

Anche per Gentiloni il fondo di ripresa europeo si avvicinerà ai “mille miliardi”, tra prestiti e sovvenzioni. Soldi che verranno controllati dall’Ue? «Più che controlli, si tratterà di concordare le finalità», dice. «E la Commissione lo farà nell’ambito delle attività di sorveglianza consuete e di sua competenza». Niente ‘Troika’ armata, modello Grecia, ne sceriffi nordici.

Altro clima attorno alla crisi

La Germania cambia campo e gioca con i paesi più in difficoltà. Altro segnale di cambiamento di clima arriva dalla presidente della Bce Christine Lagarde, favorevole a rivedere il Patto di stabilità e crescita e le sue regole ferree su deficit e debito. Non ne vuole sapere l’Austria, ovviamente, ma il giovin cancelliere col sostegno a destra deve badare a se stesso. Dombrovskis, l’ala intelligente dei rigoristi: «Bisogna creare consenso per non cadere in un dibattito divisivo. a fine emergenza, ci ritroveremo di fronte a deficit e debiti alti». «Magari la pandemia deciderà per l’Ue», annota Angela Mauro.

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