«Conosciamo la fotografia dolorosa del Paese», assicura Conte in conferenza stampa. Poi presenta i rimedi senza dimenticare la nota dolente dei ritardi. «Le erogazioni arriveranno ancora più speditamente grazie alle nuove norme», promette. Tutto sarà «semplice, rapido, veloce».
Tagliamo 4 miliardi di tasse per tutte le imprese fino a 250 milioni di fatturato con lo stop alla rata Irap di giugno. Stanziati in particolare 6 miliardi per gli indennizzi alle imprese che fatturano da zero a 5 milioni di euro e che hanno avuto un calo di fatturato del 33% (sostanzialmente la totalità). 1 miliardo e 150 milioni di euro per sostenere la filiera agricola.
Vengono aiutate le famiglie che hanno figli, arriva un reddito di emergenza.
Per i lavoratori risorse previste per 25,6 miliardi di euro. Per gli autonomi e i professionisti iscritti alle gestioni separate Inps arriveranno 600 euro subito
Intervento per 3 miliardi e 250 milioni. Viene istituito il fondo per le strutture semi-residenziali per persone con disabilità prevedendo risorse per 40 milioni.
Via la prima rata Imu per gli alberghi e gli stabilimenti balneari. Ci sarà un tax credit fino a 500 euro per tutte le famiglie con Isee inferiore a 40mila euro. Ristoranti e bar potranno occupare suolo pubblico non pagando la Tosap anche grazie alla collaborazione con Anci.
1,4 miliardi e si prevede l’assunzione di 4.000 nuovi ricercatori.
Fondo Emergenza imprese culturali con 210 milioni di euro per il 2020 a sostenere il mondo del libro e dell’editoria, gli spettacoli, i grandi eventi, le fiere, i congressi e le mostre annullate dall’emergenza Coronavirus e i musei.
I cittadini stranieri, con permesso di soggiorno scaduto tra il 31 ottobre 2019 e il 31 gennaio 2020, potranno richiedere un permesso di soggiorno temporaneo della durata di 6 mesi per svolgere lavori in agricoltura o come colf e badanti. Nella sanatoria rientrano anche i lavoratori italiani impiegati illegalmente.
«Assistenzialismo, burocrazia, statalismo e pochi soldi a pioggia, senza un’idea di sviluppo del Paese e con imprese, Partite Iva, Comuni e produttori da mungere», Salvini e la Lega. proposte della Lega? «Il Parlamento ha autorizzato il Governo a spendere in deficit 80 miliardi per fronteggiare l’emergenza. Conte non dovrebbe raccontarci quante risorse spenderà, ma quando arriveranno a famiglie e imprese», Giorgia Meloni, Fratelli d’Italia.
Critico l’inflessibile Carlo Bonomi, «presidente ancora solo incaricato e figurarsi quando lo sarà a pieno titolo, di Confindustria», commenta sul Manifesto Andrea Colombo. «Gli industriali escono dalla partita con le tasche piene, anche se si può scommettere che oggi piangeranno miseria e chiederanno interventi più incisivi». «È lo slittamento rispetto all’ispirazione del Cura Italia, che rispondeva a un’ispirazione redistributiva e egualitaria riassunta nello slogan ‘Nessuno resterà solo’».