Cara Farnesina, sugli italiani bloccati all’estero due domande facili facili

La sofferenza e in molti casi la vera e propria disperazione di migliaia di connazionali ormai da due mesi bloccati all’estero dall’emergenza coronavirus, sottoposti a vincoli locali, persino il coprifuoco, spesso senza più mezzi di sopravvivenza e senza prospettive di ritorno a casa, salvo incerti e costosissimi voli. E Remocontro insiste a denunciare per aiutare e allontanare fastidiosi sospetti

Le due domande facili facili

Quesito chiave, perché più di 50 mila cittadini Ue hanno ottenuto l’auto finanziario chiesto dagli Stati, contro soltanto 1000 italiani? Quanti voli privati e con quali accordi finanziari avete organizzato?

Sintesi delle puntate precedenti

  1. Strani voli di rimpatrio da coronavirus, l’Ue finanzia ma gli italiani pagano caro e tutto http://www.remocontro.it/2020/04/30/strani-voli-di-rimpatrio-da-coronavirus-lue-finanzia-ma-gli-italiani-pagano-caro-e-tutto/
  2. Rimpatri da coronavirus costosi e aiuti Ue: qualche spiegazione e molti dubbi http://www.remocontro.it/2020/05/01/rimpatri-da-coronavirus-costosi-e-aiuti-ue-qualche-spiegazione-e-molti-dubbi/
  3. Rimpatri italiani da coronavirus: i numeri scandalo dall’Ue e ora la Farnesina spieghi veramente https://www.remocontro.it/2020/05/04/rimpatri-italiani-da-coronavirus-i-numeri-scandalo-dallue-e-ora-spieghi-la-farnesina/
  4. Infinita quarantena degli italiani all’estero, tra dramma e scandalo http://www.remocontro.it/2020/05/07/infinita-quarantena-degli-italiani-allestero-tra-dramma-e-scandalo/

Le due domande facili facili alla Cara Farnesina

Gentile Min. Plen. Giovanni Pugliese
Capo del Servizio Stampa e Informazione
Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale

Gentile dottor Giovanni Pugliese,
sono Ennio Remondino, vecchio corrispondente estero Rai. Attualmente coordino il blog di informazione internazionale Remocontro.it. Mi sto occupando del difficile rientro dei connazionali bloccati all’estero dall’emergenza coronavirus.
Sono a conoscenza delle spiegazioni fornite dal ministero sulla materia e debbo sinceramente confessare che non trovo -forse per mia carenza- nessuna spiegazione valida ai 58 mila cittadini comunitari rientrati con l’aiuto finanziario Ue e i soli 1000 italiani (unico volo organizzato dal nostro Paese per 19 concittadini dal Giappone) che hanno potuto fruire del 75% di aiuto comunitario previsto.

O esiste un indirizzo politico contrario alle disponibilità comunitarie che dovrebbe comunque essere reso noto, o insistono delle ragioni tecniche che sicuramente non traspaiono nella dovuta evidenza a noi cittadini coinvolti con familiari o amici o semplicemente interessati
Dopo attenta lettura delle disposizioni Ue e delle sue note stampa, riesce difficile spiegarsi il divario tra i 32 mila cittadini tedeschi (un esempio tra i molti possibili) ‘aiutati’ e i circa 1000 italiani ospiti di voli altrui. Con tutti di altri -70 mila nostri concittadini mi sembra rilevi il suo ministero-, rientrati a loro spese, spesso molto onerose.
Alla conclusione di tali premesse, due domande secche all’ufficio stampa che lei dirige.

1, Non era oggettivamente (tecnicamente o legalmente) possibile estendere a più cittadini italiani l’aiuto finanziario comunitario per il rientro?
2, Quanti (e se possibile quali) voli privati sono stati organizzati e attraverso quali procedure di approccio con le diverse compagnie aeree utilizzate.

Attendo con ansia una sua cortese risposta. Per correttezza, le segnalo che la mia stessa lettera potrà eventualmente diventare parte di un articolo che spero comprenderà anche la sua risposta.
Cordialmente
Ennio Remondino, giornalista

Cortesia e non risposta alle domande

Un cortese Ministro Plenipotenziario anticipa con una telefonata la dichiarazione stampa fotocopia, a dire quello che vuoi/puoi rendere pubblico, senza rispondere.


Sintesi necessaria di quanto afferma il ministero
«Sin dalla prima decade di marzo, in concomitanza con la progressiva contrazione del traffico aereo internazionale, la Farnesina ha valutato la possibilità di avvalersi del Meccanismo Unionale di Protezione Civile per favorire il rientro dei connazionali temporaneamente all’estero»
Poi, l’interpretazione italiana del meccanismo Ue evidentemente molto più restrittiva di altri Paesi, dati i risultati per i nostri sfortunati viaggiatori. Parliamo di una partita finanziaria miliardaria (250mila euro a volo citano). Se abbiamo capito, il Paese richiedente anticipa i soldi del volo e poi l’Unione rimborsa una parte (se e quanto sarà valutato), e il resto dovrà essere riscosso dal singolo passeggero. Ad evitare di tirare fuori un sacco di soldi a rischio di non vederli più tornare (e ad evitare procedure laboriose, il nostro sospetto), l’Italia questa volta fa la virtuosa comunitaria. Mentre intanto gli aerei devono viaggiare con metà passeggeri possibili, per ‘distanza sociale’. Quindi costi, quelli sì che volano.
Farnesina dopo ampie premesse conclude: «Abbiamo quindi optato per l’utilizzo del meccanismo, attivato da altri Stati Membri, nei Paesi in cui registriamo gruppi numericamente contenuti di connazionali da Paesi da cui non è possibile alcuna altra opzione commerciale (Laos, Cambogia, Bolivia, Guatemala, Honduras, solo per citarne alcuni). Hanno beneficiato di questo strumento circa 1.000 connazionali da tutto il mondo». Voli altrui ed applausi rivendicati in casa.
«Questa strategia ci ha consentito di assicurare il rientro, al 30 aprile, di circa 71 .000 connazionali, grazie a circa 550 operazioni tra voli e altri mezzi, a fronte dei circa 59.000 cittadini rimpatriati con voli UE […]. Con i voli realizzati nell’ambito del meccanismo UE sono rientrati invece circa 59.000 cittadini, di cui circa 53.000 UE e 6.000 UK»
.

La Farnesina dice ciò che le va di dire, ma non spiega

E allora ripetiamo per chi non vuole intendere. Perché i nostri concittadini sono stati di fatto costretti a pagare integralmente costosissimi e sofferti rientri rispetto ad altri più fortunati cittadini europei?
Seconda domanda apparentemente tecnica : «quanti e quali voli, esercitati da chi e come selezionati»? Quesito necessario per allontanare maliziosi sospetti su ipotetici privilegi a compagnie aeree di casa in crisi profonda.
Meccanismi europei burocraticamente onerosi per gli eventuali aiuti finanziari ai singoli, e ‘gare europee’ (valgono forse per le stesse mascherine) certamente necessarie per l’assegnazione di voli charter ad onere parziale Ue?

Domande semplici semplici, dicevamo, le nostre. Risposte non pervenute. Domande che potrebbero essere riproposte con maggiore autorevolezza in diverse sedi istituzionali.

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