• 7 Giugno 2020

Festa del Lavoro che dovrà essere diverso

Il messaggio del presidente della Repubblica per la festa dei lavoratori. «La crisi sia l’occasione per risolvere alcuni nodi storici come precarietà, lavoro nero, disoccupazione nel Mezzogiorno. Ripartire senza dimenticare l’angoscia degli ultimi mesi. Il governo dia indicazioni chiare».

Il presidente il lavoro il virus e la crisi

Il presidente mai come adesso e prima d’oggi, punto di riferimento e di equilibrio politico del Paese. Ascolta l’opposizione oltre le spintonate avanguardiste e sollecita il governo ad una maggiore chiarezza. Ascolta il governo e gli allarmi sanitari e frena sulle spinte centrifughe della periferie del Paese, perché serve ancora rigore per salvarci tutti dal virus e dai suoi mortali ritorni.

La prudenza ancora necessaria

«Non vanno resi vani i sacrifici fatti sin qui se vogliamo assieme riconquistare, senza essere costretti a passi indietro, condizioni di crescente serenità. Non va dimenticata l’angoscia delle settimane precedenti, sotto la violenta e veloce aggressione del virus, né che abbiamo superato i 200mila contagi e che ogni giorno dobbiamo piangere alcune centinaia di vittime. Questo richiede un responsabile clima di leale collaborazione tra le istituzioni e nelle istituzioni. So che possiamo fare affidamento sul senso di responsabilità dei nostri concittadini – manifestato in questo periodo in misura ammirevole dalla loro quasi totalità – perché nelle nuove condizioni, ci si contini a comportare con la necessaria prudenza».

Ripresa possibile

«Appare finalmente possibile un graduale superamento delle restrizioni. Ora guardiamo alla ripresa: ad essa vanno indirizzati, in modo concorde, gli sforzi di tutti, senza distrazioni o negligenze. Va consolidato un equo, efficace, tempestivo, sostegno alle famiglie e alle attività produttive, a quanti sono rimasti disoccupati e senza reddito, in modo da conservare intatte tutte le risorse del nostro capitale sociale».

Lavoro che sarà

«La festa del 1 maggio  cade quest’anno in un periodo drammatico. Milioni di lavoratori sono in cassintegrazione o rischiano di ritrovarsi senza un impiego a causa del coronavirus». «Molto cambierà nella vita delle nostre società. Questo cambiamento andrà sapientemente governato affinché la nuova fase non comporti condizioni di ulteriori precarietà ed esclusioni, ma sia l’occasione, al contrario, per affrontare efficacemente ritardi antichi, come quelli del lavoro per i giovani e le donne, particolarmente acuti nelle aree del Mezzogiorno. Come il lavoro nero o irregolare, da fare emergere per esigenze di giustizia e contro l’insopportabile sfruttamento».

Lavoro che non c’è e il lavoro che uccide

«Pensare che la pandemia e il lockdown potessero far diminuire i morti sul lavoro si sta rivelando una pia illusione. La striscia di sangue non si è mai interrotta e anzi ora sembra riaccelerare», ci ricorda Massimo Franco sul Manifesto. »Solo ieri un operaio è morto ad Ariano Irpino, durante i lavori di manutenzione di un cavalcavia Anas in contrada Torreamando. Nel pomeriggio invece un uomo di 47 anni è morto a Torniella, nel comune di Roccastrada, Grosseto, dopo una caduta da cinque metri di altezza. L’uomo stava potando un albero».

Poi gli ‘infortuni da covid’

Dati Inail: «28mila denunce di infortuni da contagio. Ma sono solo il 40% del totale. Quasi la metà dei casi da contagio riguarda infermieri e tecnici. Il 71% del totale sono donne». Mentre la Federazione degli Ordini sanitari medici stima in 150 i medici e 40 gli infermieri per un totale di 190.

Quasi la metà degli infortuni da contagio (45,7%) riguarda infermieri e altri tecnici della salute, seguiti da operatori socio-sanitari (18,9%), medici (14,2%) e operatori socio-assistenziali (6,2%). Il 67,8% delle 28mila denunce di infortunio arriva dalle quattro regioni più colpite dal Covid19: la Lombardia è la prima per denunce con il 35,1%, seguita dal Piemonte con il 13,4%. L’Emilia Romagna è terza con il 10,1% mentre il Veneto segue con il 9,2%.

Il primo 1°maggio senza piazza

Quello del 2020 è un primo 1° maggio senza manifestazioni, ma con una maggiore attenzione ai lavoratori vista l’emergenza economica che segue la pandemia.

Quella del primo maggio, fra le feste non religiose, è una delle più celebrate al mondo. La giornata dei lavoratori vede abitualmente, ma non in questo 2020 in cui gran parte della popolazione mondiale è in isolamento e non ci possono essere assembramenti, cortei in ogni parte del globo (nella gallery i cortei degli anni passati fra Europa, Sud America, Asia e Africa). Nel 2020 non c’è nemmeno il concertone in piazza San Giovanni a Roma, ma c’è una diretta tv tutta musicale.

Lavoro in Sicurezza: per Costruire il Futuro è lo slogan che Cgil, Cisl e Uil hanno scelto per la giornata. I tre leader sindacali Landini, Furlan e Barbagallo parteciperanno il Primo Maggio in diretta alle 12.20 su Rai Tre ad uno speciale del Tg3 sui temi del lavoro, della ripresa produttiva e dell’emergenza sanitaria. «È importante che il lavoro resti protagonista anche e soprattutto in occasione di questo primo Maggio perché il lavoro è la leva fondamentale per restituire una prospettiva credibile per il futuro del nostro Paese e di coloro che rappresentiamo».

Remocontro

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