‘Riportati‘ un bel nulla, signor ministro. Tornati a casa a loro spese, massimo avete fatto da agenzia di viaggio, e a caro prezzo, ci risulta!
«Scrivono dal Sudamerica, chiedono aiuto via Facebook dall’Australia, organizzano chat sui social, gruppi divisi per nazioni in cerca del volo perduto. Sono almeno settemila gli italiani bloccati dalla pandemia in giro per il mondo, in viaggio di lavoro o di piacere, dall’Australia all’India, dall’Argentina al Marocco. I loro voli acquistati da varie compagnie sono stati cancellati, riprogrammati, cancellati a ripetizione».
In effetti con questo sistema sono tornati a casa gratis oltre trentamila tedeschi, 3400 spagnoli, 2257 austriaci, 2470 belgi. Quasi duemila cechi, ottocento olandesi. E solo mille italiani. Perché?
Farnesina super agenzia: con 500 diverse operazioni ha riportato in Italia dopo il lockdown ben 70 mila persone, si vantano. Ora, a grana sollevata (e dovranno spiegare molto molto bene), il ministero dice di «aver valutato l’opzione ma che l’offerta Ue doveva essere riservata a Paesi in cui non esiste opzione commerciale di rientro». Bruxelles, che ha riportato a casa 500 mila persone, smentisce e aggiunge che «Non c’è alcun limite numerico, basta che i voli portino a bordo alcuni cittadini anche di altri partner Ue». Dubbi tra stupidità e malizia.
Ovviamente però il governo lo deve chiedere quell’aiuto. E l’Italia lo ha chiesto una unica volta, solo a febbraio per un operazione dal Giappone.
La maggior parte dei cittadini degli altri Paesi europei non paga. Se c’è un volo che organizzato costa ad esempio 200 mila euro, l’Europa paga il 75% quindi il Paese organizzatore potrebbe al massimo chiedere il 25% ai passeggeri, ma raramente accade. Salvo che per noi ricchi italiani, sembrerebbe.
Alitalia mai, e neppure altre e altrettanto disgraziate compagnie di bandiera che, per mettere il volo uno delle centinaia di loro aerei a fermi a terra, sarebbero quasi pronte a pagare loro. Sentite cose mi ha raccontato, con documentazione inoppugnabile, una famiglia amica ‘imprigionata del virus’ a Mosca. Ambasciata intermediaria e scoprono che il tanto desiderato e atteso volo non è né Alitalia né l’Aeroflot, ma la privatissima compagnia di voli charter NEOS, 100% della Alpitour.
Al contrario del famoso spot pubblicitario, con NEOS-Alpitour, i nostri disgraziati concittadini scoprono di dover pagare 450 euro per il viaggio di sola andata da Mosca all’Italia, e senza aiuti Ue. ‘Ahi ahi ahi, puzza di bruciato’.
Non ci soffermiamo sui sussurri -possibili prossime grida- su certe ‘vicinanze politiche’ della compagnia prescelta.