Decretone fase 2: ben 21 pagine a dire tutto col rischio di far capire poco

Troppo e troppo burocratico. 21 pagine (tre solo di citazione dei decreti precedenti), e chi ci capisce è bravo e chi lo ha scritto non aiuta usando uno strano italiano tipo, ‘divieto a tutte le persone fisiche di trasferirsi o spostarsi’ (le ‘persone giuridiche’ notoriamente volatili possono andare a spasso?). Burocratese spesso inutile, troppe cose in un solo decreto e troppi dettagli, la maggior parte dei quali richiederanno altre complesso ‘note esplicative’. Lo stesso presidente Conte, ieri sera in tv –nel troppo del decretone- un po’ di confusione l’ha fatta, per non parlare della regia tv che quando lui diceva di 15 dolenti massimi ai funerali, scorreva la scritta con 20 a piangere.

‘Non tutto ma di tutto’, in 21 pagine

Per non scrivere anche noi in burocratese, ci affidiamo alla ‘traduzione’ che ne fa Marco Iasevoli su Avvenire. Con alcuni punti che paiono certi, da titolo e sommario:

«Conte: fase 2 prudente. Il calendario delle aperture. Sì visite ai parenti». Poi, «Mascherine, costo calmierato di 50 cent. Consentite visite ai parenti, ma senza riunioni di famiglia (qui serve traduzione). Negozi il 18 maggio. Bar, ristoranti e parrucchieri l’1 giugno. Aperture differite per lo sport».

«Convivere con il virus»

Dopo #iostoa casa, il nuovo messaggio lanciato da Conte è, «se ami l’Italia, mantieni le distanze». Confena stampa per il lancio della ‘Fase 2’. Una fase in cui «tutto dipende da ciascuno di noi» perché «dovremo convivere con il virus». Una fase durante la quale il governo monitorerà il prevedibile aumento della curva dei contagi in alcune aree del Paese per interventi immediati. Sulla scuola il premier conferma che se ne riparla a settembre, perché riaprire adesso porterebbe «un rischio non calcolato».

L’enormità di 21 Pagine di decreto, (https://www.avvenire.it/c/attualita/Documents/BOZZA%20-DPCM%20FASE%202.doc-convertito.pdf ) che dice forse tutto ma fa capire poco.

Più facile seguire i punti principali evidenziati da Conte

  • Conferma generalizzata della misura di distanziamento sociale
  • i limiti agli spostamenti all’interno della Regione restano intatti, tra le motivazioni che giustificano uno spostamento si aggiunge la visita a parenti (motivazione che sarà aggiunta nell’autocertificazione).
  • Le visite ai parente dovranno avvenire sempre con le mascherine e mantenendo le distanze sociali.
  • resta il divieto di spostarsi in Regioni diverse da quella di residenza, eccetto che per lavoro o salute
  • viene consentito il ritorno presso il domicilio o la residenza di chi è rimasto bloccato nel primo lockdown
  • viene introdotto l’obbligo tassativo di restare a casa se si ha la febbre da 37.5 in su
  • resta il divieto assoluto di party privati
  • viene dato potere ai sindaci per inibire l’accesso a parchi e luoghi pubblici quando non sia possibile regolarne l’accesso; nessuna deroga specifica e nazionale per i bambini, quindi
  • viene autorizzata l’attività motoria solitaria con la distanza sociale di 2 metri
  • sono consentite le sessioni di allenamento a porte chiuse a professionisti di sport individuali
  • dal 4 maggio le attività di ristorazione possono lavorare per asporto, ma senza assembramenti e con ingressi nel locale uno alla volta, senza consumare il cibo davanti al posto di ristoro
  • dal 4 maggio ripartono manifattura, costruzioni e commercio all’ingrosso
  • dal 4 maggio, le aziende del trasporto pubblico locale devono adeguarsi al nuovo protocollo di sicurezza curato dal Ministero dei trasporti con imprese e sindacati
  • entro tre giorni dall’entrata in vigore del Dpcm, un’ordinanza del ministero della Salute indicherà i “valori sentinella” da tenere sotto controllo
  • il 18 maggio partiranno commercio al dettaglio, musei, mostre e biblioteche, con protocolli e misure di sicurezza ad hoc
  • il 18 maggio potrebbero ripartire anche gli allenamenti degli sport a squadre
  • il primo giugno tornano all’attività aperta al pubblico in sede, benché regolamentata, il settore dei bar e delle ristorazioni. Aprono con prenotazioni e un cliente alla volta parrucchieri, centri estetici, barbieri, massaggi

La conferenza è giunta al termine di una cabina di regia tra il premier Conte con i ministri Speranza e Boccia, le Regioni e gli Enti locali, durata circa due ore e terminata alle 18.

All’interno delle forze di maggioranza, ha prevalso la linea della prudenza, portata avanti in modo particolare dal ministro della Salute Roberto Speranza. Insoddisfatta del calendario delle aperture Italia Viva. Critiche tutte le opposizioni.

Tags: Covid
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