Riapertura ‘fai da te’: 100mila aziende ‘autocertificate’, i furbi e l’azzardo

La tanto evocata riapertura c’è già stata, senza aspettare il 4 maggio. Oltre 100mila aziende che hanno di fatto aggirato il blocco con una semplice lettera al Prefetto in cui autocertificavano di avere qualcosa in comune ai «settori essenziali», segnala quasi solitario il Manifesto.
E tante e grosse che hanno riaperto ieri, a partire dal gigante Fincantieri -capofila della linea dura- che si è unita alle già ripartite Ast acciaierie di Terni e la Michelin di Cuneo con migliaia di operai rientrati.

Fincantieri che l’inizio del contagio voleva i lavoratori in ferie

«Riaperti tutti gli otto cantieri navali  dell’azienda guidata da due decenni da Giuseppe Bono: Palermo, Castellammare, Ancona, Marghera, Monfalcone, sede di Trieste, Sestri, Riva Trigoso», scrive Massimo Franchi. Proprio a Riva Trigoso, levante di Genova lo scontro più duro in corso, con prova di forza aziendale e ieri lo sciopero Fiom che oggi potrebbe trasformarsi in «autotutela» per i lavoratori che non vorranno entrare in servizio. «Produrre navi di difesa non è un servizio essenziale», sostiene il sindacato, ed è un po’ difficile da contestare. Linea dura del vertice aziendale riconfermato dal governo Conte-1 che rifiuta la proposta di sentire prima i consulenti virologi della commissione pubblica.

Lombardia, record di morti e riaperture

«La Lombardia del neo presidente di Confindustria Carlo Bonomi e dell’ineguagliato e ancora attuale record di morti e contagi giornalieri è tra le capofila sia nelle riaperture che nella poca sicurezza», sottolinea  Franchi. 18mila richieste di deroghe ai prefetti, «e una percentuale infinitesimale sono state respinte», denuncia la Cgil.  

«A più di un mese dalla sottoscrizione del Protocollo condiviso da governo e parti sociali, nelle aziende operanti in città e provincia solo il 30% di quelle in continuità produttiva risulta aver attivato i previsti comitati»

La denuncia è delle autorità sanitarie  città di Milano: «Su oltre 12 mila invii alle aziende delle disposizioni per le aziende che possono riprendere a lavorare,  solo  2.230 hanno dato riscontro e di queste 660 hanno attivato i comitati. Dati che preoccupano perché segnalano il mancato adempimento a una richiesta di un’autorità pubblica sulla sicurezza sul lavoro e un’elusione delle norme a tutela dei lavoratori».

E-commerce libero mentre Covid corre

Sempre in Lombardia, riapertura totale dell’e-commerce, qualsiasi cosa si potrà richiedere via web non limitata agli oggetti essenziali. Disposizione regionale in contrasto con decreto governativo, e ricorso al Tar della Lombardia da parte del sindacato.  «È da settimane che denunciamo che i magazzini della logistica si trasformano in veri e propri focolai», la denuncia.  «Già la quarantena ha raddoppiato le consegne di fattorini e driver, intasando i magazzini di pacchi in una condizione in cui non si riesce a rispettare il metro di distanza, spesso non vi sono i Dispositivi di protezione individuale e alcune aziende non contrastano il virus. E in questa situazione il rischio è quello di compromettere tutti gli sforzi fatti finora da tutti i cittadini».

Edilizia e Cantieri pubblici

Uno dei settori per cui il via libera governativo potrebbe arrivare anche in anticipo rispetto al 4 maggio è l’edilizia con i cantieri pubblici: ieri è ripartito il cantiere dell’Alta velocità Milano-Venezia vicino Brescia. «La riapertura dei cantieri si può fare solo a precise condizioni e dopo che le autorità sanitarie abbiano dato il loro benestare a fronte di valutazioni scientifiche con la previsione precisa di sanzioni in caso di mancato rispetto dei protocolli previsti e controllabili dai rappresentanti dei lavoratori per la sicurezza», ricordano sempre i vertici sindacali.

I furbetti dell’autorizzazione

«Cinque team di lavoro per definire entro dieci giorni prassi e metodologie da adottare in aziende manifatturiere, magazzini, esercizi commerciali e aeroporti», scriveva a inizio aprile il Sole24ore. Molto più di 10 giorni dopo, scopriamo di oltre 100mila aziende che hanno di fatto aggirato il blocco con una semplice lettera al prefetto. Vademecum dal Politecnico di Torino, che fissava misure per garantire la piena sicurezza sul posto di lavoro. Alla luce del primo sciopero a rivendicare il semplice rispetto della regole (pro memoria Fincantieri), «Regole per tutte le imprese, dalle piccole e medie  alle grandi aziende, di impostare rigorosamente tali procedure in vista del periodo durante il quale sarà necessario applicarle, che potrebbe protrarsi fino a un anno».

Forse, dal controllo del  footing oltre i 200 metri dall’abitazione, potrebbe essere utile passare ad una vigilanza più attenta sulla serietà antivirus nei posti di lavoro.

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