Ed è già minaccia criminalità da Coronavirus

Il “lato oscuro” del denaro, quello che in Italia (ma non solo) va per la maggiore. Insomma, riciclaggio, narcodollari, truffe, affari illeciti, malversazioni, false vendite on line, gioco d’azzardo, crowdfounding (raccolta di fondi attraverso internet con varie motivazioni), valute virtuali: settori nei quali si muove a proprio agio la criminalità organizzata, ma anche organi sviati dei vari Stati, potentati economici e privati cittadini organizzati in proprio.

La denuncia della banca d’Italia

Di questa vasta materia si è recentemente occupata l’Unità di informazione finanziaria della banca d’Italia, la quale ha posta particolarmente l’accento sulla “opportunità di vigilare”, specialmente in questa prolungata fase di lockdown che favorisce i male intenzionati. A chi spetta questa vigilanza? Intanto, cominciamo a guardarci da soli, ogni volta che acquistiamo beni o servizi on line, tenendo conto che proprio in questa fase di clausura stanno aumentando in modo esponenziale le truffe. Poi, le istituzioni bancarie e finanziarie, attraverso le quali passano i grandi flussi di denaro che regolano queste operazioni illecite. Ci passano, nonostante le leggi in vigore in molti Stati che tendono a tenere sotto controllo il fenomeno. C’è poi la grande quantità di denaro contante in mano alle organizzazioni criminali che, proprio in questo momento, potrebbe essere usata per acquisire attività imprenditoriali a poco prezzo, o fare prestiti ad usura propedeutici al passaggio di proprietà.

Garanti spesso ‘distratti’

Nel monitoraggio di queste operazioni dovrebbero entrare in campo professionisti (notai, avvocati, commercialisti) in grado di valutarne la legalità e segnalarle a chi di dovere. Come sappiamo, non sempre accade. Sono fin troppi gli esempi pregressi di “colletti bianchi” intenti a coprire gli affari illeciti della criminalità organizzata, se non proprio ad essa contigui . Per quanto riguarda il ruolo delle banche, certo le norme anti riciclaggio vengono applicate, la vigilanza interna si occupa anche di questo, ma siamo sicuri che -per caso, o con preciso intento- sia sempre così? Come spiegare, altrimenti, la presenza di filiali di grandi istituzioni finanziarie internazionali in quei paradisi fiscali dove, attraverso maglie molto larghe, passano tante operazioni illecite?

Banche, distrazione e corruzione

Per non parlare, delle note vicende che hanno investito banche, banchieri e bancari in episodi di “distrazione” o conclamata corruzione. Il ruolo degli Stati, infine. In Italia, la Guardia di Finanza ed altre istituzioni tengono sempre un faro acceso su questo vasto sottobosco. La magistratura è pronta ad intervenire. Succede, purtroppo, che nella realtà molte operazioni riescono a passare anche attraverso la vigilanza di questi meritori organi dello Stato. A volte, si è scoperto che qualcuno di loro è perfino connivente. Come si spiegano indagini perse nel n
ulla? Sequestri di beni, successivamente dissequestrati senza valide spiegazioni?

Garanzie dello Stato e finte imprese

Ampio il capitolo di cui stiamo parlando. Per esempio, il recente decreto governativo che dovrebbe fornire 400 miliardi di garanzie pubbliche agli imprenditori per accedere al credito bancario a basso costo e riprendersi dalla batosta del covid-19. Molti si sono lamentati che non si tratta di finanziamenti a fondo perduto. Dimenticano, o forse fanno finta di non capire, che lo Stato non ha soldi. Specialmente in questo momento. “Si vogliono favorire le banche”, è anche il mantra che va per la maggiore. C’è invece una motivazione più meditata e sottile. Il passaggio di un affidamento attraverso il sistema bancario dovrebbe garantire un controllo più approfondito di finalità e documentazione, proprio a contrasto di operazioni illecite. Per evitare, appunto, che fondi e garanzie pubbliche arrivino ad organizzazioni criminali fintamente imprenditoriali, ma che possono approfittare del momento di confusione per infiltrarsi e captare questo imponente flusso di finanziamenti.

Approfittatori carogna

E’ successo tante volte in passato. Può più facilmente capitare in questa emergenza. La imponente distrazione di fondi comunitari finiti in mani inopportune, con la mediazione di esponenti politici e professionali, è cosa nota da decenni.
In questi ed altri casi, dopo le opportune indagini degli organi preposti, la magistratura è intervenuta con il sequestro di beni anche per notevole entità. Succede, però, in questa nostra povera Italia, che a causa della macchinosità e complessità delle procedure burocratiche e giudiziarie, quei beni – che dovrebbero essere acquisiti al patrimonio pubblico, o monetizzati con la stessa finalità- si deprezzano con il tempo e l’obiettivo non viene conseguito. Ulteriore distruzione di ricchezza senza costrutto.


Il virus uccide e cambia le nostre vite: non permettiamo che ingrassi anche i tanti esponenti di questa zona grigia della società che dell’Italia ha fatto strame per troppo tempo.

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