Coronavirus sul mondo, 100mila morti. Italia meno vittime, Usa stato di calamità

100mila le vittime del coronavirus nel mondo, 19.899 in Italia, meno nuove vittime (+431) ma restano ancora alti i contagi. A Milano situazione non ancora sotto controllo. Negli Stati Uniti finalmente Trump riconosce lo stato di calamità nazionale.

Milano, contagio ancora fuori controllo

102.253 i malati in Italia, con un incremento di 1.984 rispetto a ieri, ma meno vittime. Calano per il nono giorno consecutivo i ricoveri in terapia intensiva. Dei 102.253 malati complessivi, 27.847 sono ricoverati con sintomi, 297 in meno rispetto a ieri, e 71.063 sono quelli in isolamento domiciliare. 19.899 le vittime Il numero dei contagiati totali in Italia – compresi morti e guariti – è di 156.363.

Ancora alti i dati del contagio a Milano e provincia: i casi accertati sono 13.682 con +412 (ieri 520. A Milano città i nuovi casi sono 193 (ieri 262 ) per un totale di 5.561. Forte calo dei nuovi contagi nella provincia di Bergamo: +51 (ieri 107) per un totale di 10.309. Qui, nella città simbolo dell’epidemia, fino ad appena 10 giorni fa si contavano oltre 300 nuovi casi al giorno. Resta invece alto quello di Brescia con +269 (totale 10.868).

Resto del mondo, emergenza Usa

Donald Trump approva la dichiarazione di stato di calamità per il Wyoming a causa del coronavirus. Un via libera che per la prima volta nella storia americana fa sì che tutti e 50 gli stati americani siano sotto la dichiarazione di stato calamità. Negli Stati Uniti sono stati superati i 20.000 morti per coronavirus. E’ quanto emerge dai calcoli del New York Times, che confermano il sorpasso dell’Italia da parte degli Usa, dove comunque il numero dei morti pro capite resta inferiore a quello italiano. “In Italia il virus ha ucciso 19.468 persone, circa 32 ogni 100.000. Negli Stati Uniti il numero di morti ogni 100.000 abitanti è di sei”, osserva il New York Times.

Donald economico elettorale

Con più di mezzo milione di casi, gli Stati Uniti si confermano il focolaio mondiale. Nonostante i numeri da brivido, soprattutto nell’area di New York dove solo nelle ultime 24 ore sono morte 783 persone, il dibattuto è acceso su quando riaprire l’America. Donald Trump vuole farlo il prima possibile, ma i governatori dei maggiori stati sono cauti, se non addirittura scettici, all’ipotesi di una riapertura a breve, già in maggio. Decidere come e soprattutto quando ‘liberare’ gli americani dalle restrizioni e consentire alle aziende di tornare operative. Intanto le scuole nella città di New York resteranno chiuse per il resto dell’anno accademico: non riapriranno fino a settembre. New York ha il sistema di scuole pubbliche più grande degli Stati Uniti con 1,1 milioni di studenti. Le scuole nella città sono state chiuse il 16 marzo.

Johnson dimesso ma in Gran Bretagna si muore

Il premier britannico è stato dimesso dall’ospedale, dove era stato ricoverato domenica scorsa per il coronavirus. Lo ha reso noto Downing Street, chiarendo che non tornerà subito al lavoro. Altri 917 morti in Gb, 9.875 totali. Tra loro anche 11enne. I casi di contagio sono 78.991. Delle 917 nuove vittime di Covid-19 registrate nel Regno Unito, 823 sono morte in Inghilterra, precisa il servizio sanitario. La città più colpita è Londra, con 102 vittime. Almeno 33 persone decedute avevano altri problemi di salute ed un’età tra i 29 e i 94 anni. In Scozia, sono state registrate 47 nuove vittime (542 in totale), mentre in Irlanda del Nord 15 (107 in totale).

La Svezia permissiva si pente

Volano i contagi in Svezia, il premier fa mea culpa – “Non abbiamo fatto abbastanza”. Per la prima volta dall’inizio della guerra contro il coronavirus la Svezia ammette che la sua decisione di rimanere neutrale ha fallito. Il premier Stefan Lofven si assume le sue responsabilità ma senza prendere per il momento nessuna decisione sull’inasprimento delle misure nonostante le vittime siano in forte aumento. La Svezia è il Paese con il numero più basso di posti in terapia intensiva. Se la situazione dovesse aggravarsi il Karolinska Institute dell’università di Stoccolma avrebbe chiesto ai medici di fare delle scelte.

Vecchi e malati condannati a morte

Secondo un documento interno pubblicato in questi giorni dal quotidiano Aftonbladet. In pratica gli anziani che hanno più di 80 anni non saranno considerati una priorità così come quelle di 70 anni “che hanno un problema a un organo” e i 60-70enni “sui quali si riscontra una patologia su più di due organi”.

Francia pessima vecchiaia e portaerei

In Francia 353 morti in ospedale, 290 in ospizi. In totale, secondo il direttore generale della Sanità, Jerome Salomon, è quindi di 13.832 morti. Intanto La portaerei nucleare francese “Charles de Gaulle”, sulla quale si trovano 50 marinai positivi al Coronavirus, arriverà domani nel porto di Tolone, nel sud della Francia, dove i contagiati potranno cominciare la quarantena.

Spagna, l’ecatombe frena

In Spagna prosegue il rallentamento dell’epidemia. Nelle ultime 24 si registrano 510 nuove vittime, in calo rispetto alle 605 di venerdì.  Il numero di contagi è di 161.852. Le persone guarite sono 59.109. Il governo spagnolo ha prorogato di due settimane, fino al 25 aprile il controllo alle frontiere terrestri con Francia e Portogallo.

L’Africa di fronte a casa

Ha raggiunto quota 700 il numero di decessi per coronavirus in Africa dove sono stati registrati 13.145 contagi in 52 dei 54 Stati del continente nero. E’ quanto emerge da dati aggiornati da “Africa Cdc”, un’istituzione tecnica dell’Unione african. L’area più colpita, con 5.784 casi e 528 morti, è l’Africa settentrionale, quella a noi più vicina, dove in cima alla classifica c’è l’Egitto, il Paese più popoloso, che dichiara 1.794 contagi e 135 decessi, seguito dall’Algeria (1.761) che però conta più vittime (256). Mancano dati sulla Libia, terra di nostro diretto interesse.

Condividi:
Altri Articoli