Il governatore di New York Andrew Cuomo parla di almeno 38.000 casi e 385 decessi nello Stato, lanciando l’allarme per gli ospedali dove medici e infermieri descrivono «una situazione apocalittica». Il sindaco Bill de Blasio profetizza che il picco si raggiungerà forse a settembre, prevedendo che «metà della popolazione della metropoli sarà colpita dal coronavirus», il che equivale a quasi quattro milioni di persone.
Il mondo sprofonda e alla Casa bianca l’arroganza straripa. Il negazionista Trump della ‘semplice influenza’ cerca il nemico esterno propone al G7 telematico di chiamare la pandemia ‘Wuhan virus’, a sottintendere provenienza e colpe cinesi. Proposta bocciata dai ministri degli esteri in video conferenza, con comunicati finali separati e molti vaffa sottintesi.
«Quanto suggerito dal Dipartimento di Stato Usa supera una linea rossa», ha dichiarato alla Cnn un diplomatico europeo in forma anonima e riferisce l’Ansa. «Non si può concordare con questa definizione del virus e con il tentativo di comunicarlo così». Rintracciare l’origine del virus è una questione scientifica e non politica, ribatte la Cina contro il segretario di Stato Usa, Mike Pompeo.
«Ho appena concluso un’ottima conversazione con il presidente Xi della Cina. Discusso in dettaglio il CoronaVirus che sta devastando gran parte del nostro Pianeta». Lo scrive su Twitter Trump, come se nulla fosse accaduto poche ore prima al G7. Ed ecco Trottola Trump: «La Cina ha molta esperienza e ha sviluppato una forte conoscenza del virus. Stiamo lavorando a stretto contatto insieme».
Il presidente Xi, nella telefonata con Trump, «ha espresso l’auspicio che Washington prenda ‘azioni reali’ per migliorare i rapporti bilaterali». Fuori diplomazia, smettila di dire scemenze e parliamo di cose reali nei nostri rapporti, dal coronavirus al resto.