L’interesse nazionale, in politica estera, è un fenomeno di relazioni, che coinvolge due o più Stati e che spazia tra conflittualità e collaborazione. Si tratta di una nozione complessa, la cui definizione è legata a una molteplicità di fattori quali le risorse, il territorio, la popolazione di ciascuno Stato. L’interesse nazionale si concentra sull’esigenza di sicurezza, di protezione dalla minaccia esterna, sia diretta verso il territorio, verso i cittadini o verso le risorse (energetiche, materie prime, ecc…). Tra gli interessi nazionali rientra anche il mantenimento di rapporti e alleanze internazionali che possano garantire la sicurezza (anche sanitaria) della propria popolazione, come anche salvaguardare l’approvvigionamento di materie prime e di energia (importazione, estrazione, ecc…) e l’esportazione dei prodotti finiti a prezzi e condizioni vantaggiose per la crescita economica del proprio Paese.
Per garantire i propri interessi nazionali uno Stato impiega la politica estera che, a sua volta, ha a disposizione molti strumenti, i più importanti dei quali sono corpo diplomatico e Forze Armate. Tuttavia, nel nostro mondo globalizzato, dove le notizie viaggiano con sempre maggiore velocità, quasi in tempo reale, e i mercati finanziari reagiscono più in base a ciò che viene percepito che ai fatti reali, anche la comunicazione è diventata un influente strumento politico che incide sensibilmente sulle possibilità di conseguimento dell’interesse nazionale. Attraverso i canali del web, per esempio, vengono immediatamente “consumate” dalla pubblica opinione internazionale, che a sua volta influenza le scelte politiche ed economiche del governo di un altro Stato perché, per quanto forti possano essere, tutti i governi hanno bisogno del sostegno degli elettori.
È, quindi, fondamentale che sulle principali linee della comunicazione (media, televisione, radio e oggi anche i social) viaggino informazioni ponderate, in modo che esse possano informare ma anche trasmettere all’esterno del territorio messaggi corretti.
Troppi comunicatori “fai da te” si disinteressano completamente della veridicità di ciò che dicono e del messaggio reale che essi inviano, dimenticando che la credibilità internazionale di un Paese è fondamentale e, sotto il profilo economico e geopolitico, influisce direttamente sulla sua capacità di raggiungere e tutelare l’interesse nazionale.
Nei rapporti internazionali e in economia la credibilità fa la differenza.
Tutti gli sforzi di coloro che, con enormi sacrifici e talvolta anche a rischio della vita, lavorano per consolidare l’immagine e la credibilità nazionale, possono essere vanificati in un attimo anche da poche manifestazioni impulsive di dilettanti e opportunisti che, per ignoranza o meri interessi elettorali o personali, proiettano all’esterno un’immagine negativa del proprio paese.
I mercati, come detto, reagiscono con estrema rapidità e intransigente severità alle dichiarazioni dei personaggi politici, prima ancora di verificare se queste hanno un fondamento o se sono, come sempre più spesso accade, manifestazioni di incontinenti verbali mentalmente sterili, che non riescono a comprendere le implicazioni geopolitiche di ciò che dicono, essendo troppo concentrati a salvaguardare il loro piccolo e arido orticello.
I fatti di questi ultimi giorni hanno dimostrato che la comunicazione ha un ruolo fondamentale nei meccanismi delle relazioni internazionali ed economiche dei nostri tempi. Un ruolo internazionale che dovrebbe essere ben conosciuto e che trova i suoi limiti nella riservatezza e nella prudenza. Parafrasando un famoso detto «se proprio devi parlare, almeno sii cauto».