• 26 Febbraio 2020

Paura di futuro, Italia senza figli, 116 mila in meno in un anno

Un Paese che ha paura del futuro

Numeri che raccontano un Paese che ha paura del suo futuro. Analisi non inedita dell’Istat su un paese dove nascono sempre meno bambini (435 mila nel 2019, mai così pochi), e dove il «ricambio naturale», il soldo tra nascite e decessi, è il più basso degli ultimi 102 anni. Proviamo a dirlo diversamente: ‘entrate uscite’, nati e morti, 212 mila morti in più rispetto ai nati.  Molti più funerali che culle e calo della popolazione costante nonostante la minacciata ‘invasione’ dei migranti: -116 mila persone in un anno.Italia più vecchia, Italia più piccola, Italia da dove scappare:  aumenta la fuga all’estero di tremila persone per un totale di 120 mila nel solo 2019.

«Chi è anziano come me ha ben presente l’abbassamento di scala della natalità nelle generazioni. Due generazioni prima della mia i figli erano numerosi; poi si sono ridotti ancora. E questo è un problema che riguarda l’esistenza del nostro paese» ha detto il presidente della Repubblica Sergio Mattarella.

‘Capitalismo avanzato’ avaro ed egoista

Sempre che il processo di denatalizzazione sia ricorrente ne i paesi a capitalismo avanzato, anche se è esacerbato in Italia dalla «drammatica assenza di una politica dei salari e dei redditi, di un welfare realmente giusto e universale, di squilibri sociali territoriali e diseguaglianze colossali, mai affrontate seriamente da nessuno». Non soltanto. Il rischio di limitare l’analisi di questo processo alla sola demografia, «un fattore macroeconomico e non indice di una condizione sociale drammatica per milioni di persone». Non solo e non tanto l’esistenza del paese a rischio, ma quella delle persone, donne e uomini in carne ed ossa, messi in condizione di non potere condurre un’esistenza dignitosa che consenta di guardare al futuro per se per dei figli.

Meno lavoro pagato sempre peggio

Il capitalismo selvaggio e la sua versione ‘poveraccia’. Una Italia dove si lavora sempre meno e si è pagati peggio, dove non è possibile garantire un’esistenza degna troppo spesso neppure a se stessi. «Anche per questa ragione si rinuncia ai figli, oppure si concepiscono bambini sempre più tardi». Secondo l’Istat fanno più figli le donne ultraquarantenni di quanti ne facciano le giovani sotto i 20 anni. Il dato sarebbe ancora più evidente senza le nascite da parte delle donne immigrate. Circa un quinto di bimbi nati nel 2019 ha madre di cittadinanza non italiana. Su 85 mila nascite, 63 mila sono state il frutto di un’unione con un cittadino straniero, 22mila quelle con uno italiano. Dati da ricordare quando questo, o il prossimo governo, rinvierà, o negherà, il riconoscimento di una cittadinanza a queste persone.

Geografia sociale Nord Sud

Il calo demografico è inoltre l’effetto di una geografia sociale sempre più divisa in due: «il Nord in continua crescita mentre nel Sud c’è una speranza di vita più bassa e uno spopolamento prodotto dalle migrazioni interne». I bambini nascono di più nelle province autonome di Bolzano e Trento. Rilevante anche l’incremento di popolazione osservato in Lombardia (+3,4 per mille) ed Emilia-Romagna (+2,8). Opposte le condizioni nel Mezzogiorno.
La popolazione in Sardegna è calata del -5,3 per mille. In un anno Molise e Basilicata hanno perso circa l’1%. Il saldo tra chi ha lasciato un comune al Sud e chi lo ha eletto a residenza è meno 77mila unità, in crescita dal 2018 quando è stato registrato un saldo di meno 73mila unità. Flussi migratori netti positivi sono stati registrati solo in Lombardia (+3 per mille), nelle Province di Trento (+3,9), Bolzano (+3,4), in Emilia-Romagna (+3,7).

Questione sociale non solo demografica

‘Questione sociale‘ grave e non solo demografica recepita dalla politica senza che la stessa sia per ora riuscita a trovare rimedi minimamente credibili.  Governi a diversità cromatica (giallo verde o giallo rosso che sia), ma ad analoga incertezza. Più speranza che convinzione sui pochi fondi stanziati dal governo che possano rilanciare la natalità: 600 milioni di euro nel 2020 e oltre 1 miliardo nel 2021.  Sul tavolo il governo un «Family Act», dopo decenni di disinteresse per il tema-famiglia che hanno creato l’attuale deserto culturale e di sostegni.

Giovani coppie che hanno capito di non avere futuro lavorativo e hanno messo da parte l’idea dei figli. Intanto, il 60% della spesa pubblica viene investita in pensioni e solo il 5,8% per la famiglia.

Remocontro

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