Dati di inizio d’anno che stavano in un angolo delle notizie di scarso gradimento, seminascosti. 8,3 milioni decessi per inquinamento in tutto il mondo nel 2017, a crescere purtroppo certamente a ieri, ma di questi mancano solo i numeri e non certo i morti. La Serbia -scopriamo grazie a Stefano Giantin, dell’agenzia Ansa- è al primo posto in Europa e al nono posto nel mondo per decessi ‘correlati’, legati all’inquinamento. Lo ha rivelato uno studio di recente pubblicazione prodotto dalla Global Alliance on Health and Pollution (Gahp), associazione internazionale di cui fanno parte esperti e osservatori il cui scopo è trovare risorse e soluzioni ai problemi mondiali legati all’inquinamento.
Secondo lo studio “2019 Pollution and Health Metrics: Global, Regional and Country Analysis”, la Serbia è rientrata tra i primi dieci Paesi al mondo in termini di morti premature attribuite all’inquinamento, con 175 morti su 100.000 persone. I dati fanno riferimento al 2017, gli ultimi disponibili. Il Ciad, pessimo primato, è in cima alla lista con 287 decessi ogni 100.000 persone, seguito dalla Repubblica Centroafricana (251), Corea del Nord (202), Niger (192), Madagascar (183), Papua Nuova Guinea (183), Sudan del Sud (180) e Somalia (175), mentre l’India si è collocata al decimo posto con 174 morti/100.000 abitanti. Quindi, non solo sviluppo e industria, ma molto altro attorno
La Serbia scatta purtroppo per lei al primo posto nella classifica dei Paesi della Regione europea dell’Organizzazione mondiale della sanità. Il Paese balcanico (175) è seguito da Georgia (140 morti/100.000), Bulgaria (137), Ucraina (128), Bosnia-Erzegovina (125), Armenia (117), Croazia (108), Romania (106), Bielorussia e Ungheria (105). Va forse detto che il Kosovo, con grossi problemi ambientali noti, non risulta in classifica perché non è considerato da tutti da tutte le organizzazioni Onu come Stato sovrano. Secondo lo studio, circa 12.300 persone sono morte nel 2017 in Serbia a causa di diversi tipi di inquinamento, incluso quello dell’aria e dell’acqua ma anche per l’inquinamento sul posto di lavoro.
In Europa, il numero più alto di decessi per smog e problemi correlati è stato registrato nella Federazione Russa (118.687), mentre sorprende la Germania (68.300), più facilmente comprensibili Turchia (57.779)e Ucraina (57.258), ma deva farci paura e annche un po’ di motivata rabbia quel quinto posto dell’Italia e, soprattutto, quei 57.033 morti. E non basta certo a consolarci altre cifre iperboliche. La pessima India (oltre 2,3 milioni) al primo posto per numero di decessi precoci per inquinamento, seguita da Cina (1,8 milioni), Nigeria (280.000), Indonesia (232.000) e Pakistan (223.000).
«Non è sorprendente vedere India e Cina in cima a questo elenco. Entrambi i paesi hanno oltre un miliardo di abitanti e si stanno industrializzando rapidamente. Anche altri stati fortemente popolati – come il Pakistan, il Bangladesh e l’Indonesia – sono gravemente colpiti dal problema», si legge nello studio. 8,3 milioni di persone siano morte a causa dell’inquinamento, «la più importante causa ambientale per le morti premature nel pianeta». «Queste morti sono causate dall’esposizione a sostanze tossiche in aria, acqua, suolo e dall’inquinamento chimico a livello globale», ha affermato il rapporto, sottolineando che «l’inquinamento uccide tre volte più persone all’anno che Aids, tubercolosi e malaria messi insieme e 15 volte il numero di decessi causati dalla guerra e altre forme di violenza».
Inquinamento killer globale. «Non importa dove vivi, esso ti troverà», avverte Rachael Kupka, direttore esecutivo ad interim del Gahp. «Lo studio ha avuto un’eco molto ampia in Serbia, dove i media locali hanno sottolineato che il paese balcanico ha registrato un numero più elevato di morti rispetto all’India ed è primo in Europa per mortalità a causa dello smog». Il direttore dell’Istituto per le malattie polmonari e la tubercolosi di Belgrado, Dejan Zujovic, ha riferito ai media serbi che nei giorni scorsi le misurazioni dei dati sull’inquinamento in alcune parti della capitale serba erano «incompatibili con la vita umana».
Dati a metà gennaio del sistema AirVisual mostrano che Sarajevo (Bosnia), Pristina (Kosovo), Skopje (Macedonia del Nord), Sofia (Bulgaria), Zagabria (Croazia) e Belgrado la nostra stanno registrando nuovamente livelli di inquinamento elevati e sono ancora una volta in cima alla lista delle città più inquinate del mondo.