• 26 Febbraio 2020

Stato dell’Unione e Trump Super Io, ‘Altri 4 anni’, teatro e sgarberie

Trump: «Il meglio deve ancora venire», mezzo Congresso applaude, mezzo mondo trema

Il presidente Usa ha parlato a un Congresso spaccato in due come non mai, e non ha mai menzionato l’impeachment rileva Alberto Custodero per Repubblica. Auto elogio smisurato e parole dure e cattive agli avversari, tirate demagogiche e trovate da prestidigitatore, il coniglio venezuelano Guaidò tirato fuori dal cappello magico, ad incasso elettorale grazie alla diretta tv, e nel Congresso gli onorevoli tifosi come sugli spalti a fare Ola o Buu. Show alla Sanremo in gara con Fiorello-Amadeus.

La strategia di Trump per la rielezione

Ed è subito sgarberia. «Il presidente Trump ha evitato di stringere la mano alla Speaker della Camera Nancy Pelosi –la ‘padrona di casa’- al suo arrivo al Congresso per il discorso sullo Stato dell’Unione. «Sembra che i due non si parlino da 4 mesi. Nancy Pelosi, appena il presidente ha terminato il suo intervento, ha strappato la copia del discorso», annota Custodero. «Era la cosa più cortese da fare considerato quali potevano essere le alternative» (quali, schiaffi?), ha poi dichiarato la speaker della Camera a spiegazione del suo gesto.

Congresso da Stadio stile Ultras

Congresso spaccato come non mai. Deputati e senatori repubblicani che applaudono praticamente ad ogni passaggio le parole del presidente e in una occasione intonano persino in coro “4 more years”, altri quattro anni. “Non lascerò che il socialismo distrugga l’America”, ha dichiarato in un passaggio. Deputati e senatori democratici seduti immobili, mentre quando Trump le  spara davvero grosse, alle sue spalle la speaker della Camera Nancy Pelosi fa ‘no’ con la testa in maniera evidente, per farsi vedere.

Nessuno come me, meglio di me

«Il meglio deve ancora venire» ha promesso il miliardario che si auto esalta. «Dalla mia elezione – ha sottolineato – i mercati azionari Usa sono saliti del 70% , aggiungendo oltre 12.000 miliardi alla ricchezza della nostra nazione, trascendendo ogni cosa considerata possibile». «È un record – ha aggiunto – qualcosa a cui tutti i Paesi del mondo guardano e che ammirano». Lui eccellente rispetto al pessimo predecessore. ‘Complesso Obama’ che ritorna, in particolare nei confronti di Cuba e Iran. Trump ha dunque rivendicato di aver creato più posti di lavoro di Obama e di aver portato la disoccupazione ai minimi storici.

Il mondo letto da Trump

Il mondo di Trump. «Dai rapporti con gli alleati Nato (“Stiamo spingendoli a pagare il giusto”) ai progetti spaziali (“Sia americana la prima bandiera su Marte”), dalla lotta al terrorismo (“Non sfuggirete alla nostra giustizia”) all’immigrazione (“Gli Usa siano il santuario dei cittadini che rispettano la legge e non di stranieri criminali”. E poi, a proposito della tensione con l’Iran, l’appello che pare un’invettiva: “Abbandoni il programma delle armi di distruzione di massa”» (quale?). Tema Afghanistan con più prudenza. «Lavoriamo – ha detto – per porre finalmente fine alla guerra più lunga dell’America e per riportare le nostre truppe a casa».

Coup de théâtre Juan Guaidò

Presidente ‘fiume in piena’ con il coup de théâtre della presenza al discorso di Juan Guaidò, leader di scelta Usa tra l’opposizione in Venezuela che lo ha di fatto rinnegato. «Rivolgendosi a lui, Trump ha minacciosamente detto che “la tirannia di Maduro sarà schiacciata”», e ha definito Guaidò “presidente legittimo”. «Un uomo molto coraggioso che rappresenta la speranza e le aspirazioni di tutti i venezuelani”». Gran finale da reality show, la famiglia di un militare Usa che ha riabbracciato in Congresso la moglie e i figli che non vedeva da 7 mesi. «Sono felice di informarti che tuo marito è tornato».

Impeachment ignota

«Il presidente Trump ha chiuso il suo terzo discorso sullo Stato dell’Unione, durato un’ora e mezza, senza mai menzionare l’impeachment», annota Repubblica. Trump che quando dice spesso offende, ma anche quanto tace riesce scolpire, esibisce la sua noncuranza alla messa in stato di accusa, certo com’è (lui e noi) della sua imminente ‘assoluzione politica’ da parte del senato tribunale per sua natura di parte. Mesi di fuoco per la politica Usa da qui a novembre con Trump che deve giocarsi tutto per la rielezione, anche qualche pezzettino di mondo che potrebbe riguardarci.

Primarie Democratici Iowa, addio Biden

Pete Buttigieg è avanti nelle elezioni primarie in Iowa col 26,9% dei voti, seguito da Bernie Sanders al 25,1%, quando sono state scrutinate le schede del 62% dei distretti dello stato. Terza è Elizabeth Warren col 18,3% e solo quarto Joe Biden col 15,6%. “Chiediamo scusa” per il ritardo con cui vengono comunicati i risultati dei caucus. Caustico Donald Trump: «Il caucus dei democratici è un disastro totale. Non funziona niente, proprio come hanno guidato il Paese», scrive il presidente su Twitter, e con modestia nota, «l’unica persona che può cantare una grandissima vittoria in Iowa la notte scorsa è Trump».

Remocontro

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