• 26 Febbraio 2020

L’Italia nascosta dei dati Eurispes e la vergogna Shoah

Ignoranza, razzismo, svastiche

Il 15,6% degli italiani è convinto che la Shoah, lo sterminio di 6 milioni di ebrei e di razze considerate dai nazisti inferiori, non è mai avvenuto. Il dato è allarmante perché nel Rapporto Italia 2004 la percentuale si fermava al 2,7%. Non solo: c’è un ulteriore 11,1% di italiani che riduce la portata e la gravità di quanto scientificamente compiuto dai nazisti nei confronti degli ebrei. I dati a pochi giorni dal 75° Anniversario della liberazione dei campi di sterminio di Auschwitz-Birkenau da parte dell’Armata Rossa.

Poi il ‘recupero’ di Mussolini

Al campione dell’Eurispes è stato chiesto quali affermazioni esprimono al meglio l’anima politica della maggioranza degli italiani. Trova un “discreto consenso” l’affermazione secondo cui “molti pensano che Mussolini sia stato un grande leader che ha solo commesso qualche sbaglio” (19,8%). Con percentuali di accordo vicine tra loro seguono “gli italiani non sono fascisti ma amano le personalità forti” (14,3%), “siamo un popolo prevalentemente di destra” (14,1%), “molti italiani sono fascisti” (12,8%) e, infine, “ordine e disciplina sono valori molto amati dagli italiani” (12,7%). Oltre un italiano su quattro (26,2%) non condivide nessuna delle opinioni proposte.

Antisemitismo ‘social’

Secondo la maggioranza degli italiani, recenti episodi di antisemitismo sono casi isolati, che non sono indice di un reale problema di antisemitismo nel nostro Paese (61,7%). Al tempo stesso, il 60,6% ritiene che questi episodi siano la conseguenza di un diffuso linguaggio basato su odio e razzismo.

Cittadinanza e immigrazione

Un quarto degli italiani ha un rapporto negativo con gli immigrati visti come una minaccia all’identità nazionale. Cresce anche la convinzione che gli stranieri tolgano lavoro agli italiani e per contrastare l’immigrazione clandestina l’ipotesi prevalente è ‘aiutiamoli a casa loro’. Quattro italiani su dieci (40,3%) definiscono il proprio rapporto con gli immigrati ‘normale’, quasi uno su cinque (19,4%) parla di reciproca indifferenza, il 14,4% di reciproca disponibilità, mentre un decimo trova gli immigrati ostili (10,1%), l’8,1% li trova insopportabili, il 7,7% afferma di temerli.

Sicurezza e reddito

Il 53,2% degli italiani ritiene di vivere in una città abbastanza (44,1%) e molto (9,1%) sicura; sul versante opposto, il 30,4% giudica la propria città come poco (26,3%) e per niente sicura (4,1%).  Meno percezione di sicurezza nele Regioni del Centro (34,6%) e del Sud Italia (35%). Nelle isole il disagio di un’economia negativa – sostiene l’Eurispes – arriva al 72%, con una distanza con le altre aree geografiche del Paese che arriva a segnare un divario tra i 30 e oltre i 40 punti percentuali. Quasi la metà delle famiglie (47,7%) è costretta ad utilizzare i risparmi per arrivare a fine mese (+2,6% rispetto al 2019); ma crescono seppur di poco quelle che riescono a risparmiare (23,7%; +1,7%).

Disoccupazione, tasse e ambiente

Dopo la disoccupazione (56%) e l’esosità delle tasse (39%), la tutela dell’ambiente è la terza preoccupazione degli italiani (37%). Ma l’Italia è il maggiore produttore al mondo di beni di consumo di plastica: ogni anno 2,1 milioni di tonnellate di plastica vengono usati per imballaggi e il 76% di questi per il settore food & beverage. Più di un terzo degli italiani (34,7%) è disposto a ridurre i consumi quotidiani per limitare il riscaldamento terrestre (nel 2018 erano il 23%,); un altro terzo (33,2%) crede possa servire se lo fanno in tanti tutti i giorni (41,1% nel 2018,); l’ultimo terzo (32,1%) crede sia un problema troppo grande da risolvere attraverso i comportamenti dei singoli.

Comunicazione, tv ma sempre meno

La Tv, anche se in calo, rimane sempre il mezzo più credibile per gli italiani, mentre i social non vengono considerati affidabili. Quelli che considerano ancora la televisione il mezzo più attendibile sono il 64,6%; seguono giornali radio (59,8%), quotidiani (55,3%), quotidiani online (51,1%), talk televisivi (42,4%), forum o i blog (41,1%) e social network (35,4%). Ad influenzare maggiormente le scelte di voto sono i valori e le opinioni personali (32,6%) seguono la propria situazione economica/lavorativa (16,8%), la propria visione del futuro (14,8%), la situazione familiare (10,5%), la tradizione familiare (9,6%) e l’opinione di parenti ed amici (8,8%).

Frattura tra Sistema e Paese

Si allarga sempre più “la frattura tra Sistema e Paese che produce numerosi danni anche sul piano economico e mette in discussione la stessa tenuta sociale”, avverte Eurispes. Colpevoli la mancata crescita del Paese ‘che è divenuta strutturale’, e «l’imbarbarimento del clima del pubblico dibattito, con la sterile litigiosità che si rispecchia in un sistema dei media il quale si nutre più di elementi distruttivi che costruttivi, con l’inefficienza della Pubblica amministrazione, con i fenomeni endemici della corruzione, con l’illegalità diffusa, con la sostanziale irresponsabilità della classe dirigente».

Remocontro

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