• 29 Marzo 2020

Libia, finta tregua guerra vera, navi turche soccorsi o armi?

Libia devastata e mondo impotente

Soli dieci giorni e la conferenza di Berlino sulla Libia –mezzo mondo che conta (o e che dice di contare)- e la decantata tregua e sepolta e già dimenticata. Peggio, denuncia Vincenza Nigro su Repubblica, «i due fronti, quello del governo di Tripoli di Fayez Serraj e quello del generale Khalifa Haftar, stanno accumulando armi e mercenari in quantità notevoli e sono pronti a far ripartire la guerra alla grande».

Chi come e cosa?

«Stamattina all’alba due navi da guerra turche sono entrate in porto a Tripoli. Hanno scortato un’importante nave mercantile che ha scaricato nella capitale libica decine di carri armati, blindati e di altri mezzi militari destinati all’esercito di Tripoli. In questi giorni sarebbero arrivati anche gli ultimi dei 3000 mercenari turcomanni siriani schierati a protezione di Tripoli». Nave ‘umanitaria’ replica Ankara.

Il più sano e la rogna

La fregata turca Tcg Gaziantep che oggi incrociava al largo della Libia per soccorrere dei migranti in mare, mentre per i media vicini al generale Khalifa Haftar la nave ha trasportato uomini e mezzi a Tripoli per schierarli al fianco delle forze del premier libico Fayez al Sarraj. E’ stato il ministero della Difesa turco ad annunciare per primo, in un tweet, di 30 migranti a soccorsi bordo di un gommone. Bah.

La Turchia Nato furba

L’Alleanza atlantica ha smentito che al momento dell’intervento la Gaziantep si trovasse sotto il suo comando. Fonti negli Emirati, sponsor di Haftar, hanno riferito che oltre alla Gaziantep c’era anche una seconda fregata e che insieme sono entrate “all’alba nel porto di Tripoli” facendo sbarcare “soldati turchi”, mentre un “cargo” portava “carri armati e blindati” dopo gli impegni presi da Erdogan a Berlino.

Kalifa pessimo Haftar

Sull’altro fronte, a bilanciare il ruolo dei cattivi, il generale Haftar continua a ordinare ai suoi miliziani di bombardare la periferia Sud di Tripoli (4 bambini sono morti per un razzo caduto nel cortile di una scuola) e continua anche a stringere l’assedio sulla città di Misurata. E la politica internazionale beffata da piccoli ma prepotenti personaggi prova ad arrabbiarsi senza sapere però come reagire.

Macron e Italia stesse grida

Ieri il presidente francese Macron ha accusato direttamente il presidente turco Erdogan: «Navi turche hanno fatto sbarcare mercenari siriani sul suolo libico, il presidente turco non mantiene la parola data». Anche l’Italia scrive ad Ankara, ma poi denuncia anche il blocco del petrolio deciso da Haftar, «un vero e proprio “atto di guerra” messo in atto già 2 giorni prima della conferenza di Berlino».

Strangolamento da petrolio

Denuncia Eni. «Siamo a 12 giorni di produzione bloccata, ma quello per la Libia è ossigeno. I nostri colleghi della compagnia libica hanno espresso una grande preoccupazione che va capita e amplificata». La situazione dell’Eni libica, «Difficoltà sempre maggiori. E in tutto questo il cessate-il-fuoco neanche è stato innescato e la diplomazia internazionale deve occuparsi costantemente di questo problema».

Remocontro

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