• 28 Febbraio 2020

Pace bluff di Trump per Netanyahu contro i palestinesi e il buonsenso

‘Pace del Secolo’ ma è escluso un contraente ed è subito patacca

Un ‘Piano di pace’ a cui  è presente uno solo dei due contraenti, Israele, che incasserà di fatto tutto o quasi concedendo poco o quasi nulla, e arbitro assolutamente screditato. «Uno stato ai palestinesi, Gerusalemme capitale d’Israele», annuncia Donald Trump, ma esagera come al suo solito e sa anche di mentire. In nominale ‘Stato palestinese’ con poco territorio, e nessuna sovranità reale e prospettiva, il commento facile e diffuso di chi non è presente a Washington, mentre Netanyahu applaude. Poi i due alleati e amici di fanno soci in affari: miliardi di dollari a favore dei palestinesi e dintorni: «Ci sono molti stati pronti ad investire», ha assicurato Trump mercante ammiccando agli amici sauditi, che poi afferma di aver inviato una lettera al presidente dell’Autorità nazionale palestinese Abu Mazen sul piano di pace Usa, e ha evocato un tempo di 4 anni per negoziare (gli altri 4 anni della sua ipotetica presidenza)

Gerusalemme non è in vendita

«Gerusalemme non è in vendita, e i nostri diritti non si barattano», la risposta secca e dovuta del  presidente palestinese Abu Mazen indignato. «Il Piano di Trump è aggressivo e provocherà molta ira», dichiara alla Reuters il portavoce di Hamas secondo cui la parte del Piano che riguarda Gerusalemme “non ha senso”. «Il piano di Trump è destinato al fallimento», rileva con facile immediatezza l’Iran. «Il vergognoso piano americano imposto ai palestinesi è il tradimento del secolo», denuncia il ministero degli esteri di Teheran. Sulla stessa linea gli alleati sciiti libanesi di Teheran, Hezbollah, secondo cui il piano Trump è «un tentativo di eliminare i diritti del popolo palestinese». Imbarazzati e imbarazzanti silenzi (‘prudenze diplomatiche’ le chiamano) da parte del mondo arabo sunnita, Arabia saudita alleata Usa di ferro in testa, e da parte di una afona Europa della Unione e non unita.

Giordania frena, Netanyahu esagera

«Gli Stati Uniti riconosceranno le colonie israeliane nei territori come parte di Israele», la traduzione successiva della ‘Pace del Secolo’ fatta dal premier israeliano Netanyahu anche lui in campagna elettorale. Secondo il piano, ha aggiunto, i rifugiati palestinesi non avranno diritto al ritorno in Israele. Netanyahu si è detto pronto a negoziare con i palestinesi un cammino verso un futuro Stato, ma a condizione che questi riconoscano ‘Israele Stato ebraico’. La nazionale etnico religiosa contro frammenti di popolazione palestinese rinchiusa e sparsa. Sola voce sensata fuori dalla propaganda, quella ministro degli esteri Giordano Ayman Safadi che ha messo in guardia dalle «conseguenze pericolose di qualsiasi misura unilaterale possa essere adottata da Israele e dalla imposizione di fatti sul terreno come la annessione di terreni, la espansione di insediamenti nei territori palestinesi occupati, e la violazione dei Luoghi Santi di Gerusalemme».

Trump e il diritto internazionale

«L’Accordo del secolo, il piano al quale l’Amministrazione Trump ha lavorato per quasi tre anni, a conti fatti è solo la negazione del diritto internazionale e del principio sancito dalle Nazioni Unite dell’uguaglianza dei popoli e del loro diritto alla libertà e alla dignità», la sintesi lapidaria ma difficilmente contestabile che fa Michele Giorgio, NenaNews. «Gli Stati uniti assegnano loro quasi tutto il territorio della Palestina storica a Israele. Ad eccezione di qualche frammento di terra entro i quali il presidente americano prevedono la nascita di uno Stato palestinese senza sovranità, senza controllo del suo spazio aereo e dei suoi confini (di fatto non avrà confini) che di fatto sarà sotto il controllo di Israele». Ai palestinesi una serie ‘bantustan’ in Cisgiordania e la Striscia di Gaza – collegati da una combinazione di strade e tunnel – che saranno chiamati «Stato di Palestina». Solo se Hamas disarmerà e i palestinesi rispetteranno una serie di rigide condizioni di sicurezza e di gestione amministrativa». 

Trump e il gioco delle tre carte

‘Capitale vince, capitale perde, puntate signori…’. Spettacolo triste di truffa planetaria. Lo pseudo Stato di Palestina pensato da Trump -dice il tycoon-  avrà come capitale Gerusalemme Est, la zona araba della città occupata da Israele nel 1967 assieme a Cisgiordania e Gaza. «Come ciò potrà avvenire è un mistero se, come ha enfatizzato, tutta Gerusalemme resterà la capitale indivisa dello Stato di Israele. Funzionari statunitensi spiegano che la capitale palestinese in realtà sarà soltanto in alcune porzioni periferiche di Gerusalemme est». Peggio, «sarà riconosciuta la sovranità israeliana sugli insediamenti coloniali ebraici in Cisgiordania (costruiti in violazione delle leggi internazionali) ma per quattro anni in essi non dovranno realizzarsi nuove costruzioni, per dare la possibilità alle due parti di definire con una trattativa i dettagli di un accordo globale». Ma su questo punto Netanyahu non applaude e se rimane non farà.

All’ultra destra israeliana non basta

Ma al consiglio delle colonie ebraiche, Trump non basta, e dichiara che non accetterà mai l’esistenza di uno Stato palestinese, anche se fantoccio. «considerando che diversi ministri israeliani sono essi stessi coloni e rappresentanti degli insediamenti, Netanyahu non può spaccare la coalizione di destra proprio durante la campagna elettorale per il voto del 2 marzo». Ed ecco che da subito Netanyahu applicherà la parte del piano che prevede l’annessione unilaterale della Valle del Giordano e delle ampie porzioni di Cisgiordania che le mappe presentate dall’Amministrazione Usa assegnano allo Stato di Israele. «Forse già la prossima settimana il governo Netanyahu metterà a punto una legge per l’estensione ufficiale della sovranità israeliana sui territori palestinesi che sono sotto occupazione militare da oltre 50 anni. L’ambasciatore Usa David Friedman ieri sera ha spiegato che Israele è libero di annettersi le colonie in qualsiasi momento».

E’ STATO DETTO

LA ‘PACE DEL SECOLO’ DI TRUMP PIACE SOLO A LUI E A NETANYAHU

Alta tensione nei territori palestinesi. L’esercito israeliano contro i cortei di protesta. Manifestazioni contro gli Stati Uniti anche in Turchia, Iran e Giordania. Sanders e Warren contro Trump, «È un furto». «Abbiamo assistito all’inganno del secolo», denuncia Zvi Schuldiner (https://ilmanifesto.it/abbiamo-assistito-allinganno-del-secolo/ )

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