• 28 Febbraio 2020

Coronavirus, ora è minaccia grave ed è tragedia per la Cina

POSSIBILE TRASFERIMENTO AEREO PER L’EVENTUALE RIENTRO DEGLI ITALIANI BLOCCATI A WUHAN

Gli italiani bloccati a Wuhan sono circa una settantina e tutti in buona salute. Esclusa per gli italiani bloccati in Cina l’idea di un “trasferimento via terra, che implica quarantene piuttosto complesse”, la Farnesina “sta valutando insieme anche con altri soggetti tra cui l’istituto Spallanzani, il ministero della Sanità e il centro interforze l’idea di un trasferimento aereo”, che comunque “sarà complesso” per le fasi di quarantena comunque necessarie. Lo ha detto il capo dell’Unità di Crisi Stefano Verrecchia, a Unomattina.

Oms: il rischio a livello globale è elevato

Confermati 26 nuovi decessi, a quota 106 totali, casi d’infezione accertati saliti a 4.515 unità, quasi raddoppiati in 24 ore sulle 2.744 unità di ieri. Allo stato, 7.000 casi sospetti in attesa di conferma.

Alle 82 vittime registrate fino a ieri si sono sommate le 24 annunciate oggi dalla Commissione sanitaria dell’Hubei, che portano il bilancio nella provincia centrale cinese da dove è partita l’epidemia sopra quota 100. I nuovi casi accertati sono stati 1.291, spingendo il totale su scala mondiale  coinvolgendo una dozzina di Paesi (da ultimo anche la Germania), oltre quota 4.000. La Cina ha deciso il rinvio sine die dell’inizio del secondo semestre per scuole e università, lasciando gli studenti a casa per le vacanze del Capodanno lunare.

Primo caso in Germania

C’è un primo caso confermato di coronavirus cinese in Germania, nello stato della Baviera. Lo rendo noto il ministero della Salute bavarese. La Germania diventa così il secondo paese in Europa ad essere colpito dal coronavirus, dopo tre casi in Francia confermati il 24 gennaio. I tre pazienti, uno a Bordeaux e due a Parigi, avevano recentemente viaggiato in Cina. Berlino sta inoltre prendendo in considerazione una “possibile evacuazione” dei suoi cittadini dalla città cinese di Wuhan, epicentro del virus.

Minaccia sino a maggio

Il team di esperti di Hong Kong stima il picco dell’epidemia da coronavirus in 5 megacittà cinesi (Pechino, Shanghai, Guangzhou, Shenzhen e Chongqing) tra fine aprile e inizio maggio. Solo a Chongqing, che ha oltre 30 milioni di abitanti, potrebbero esserci 150.000 nuovi casi al giorno per gli alti volumi di viaggi della popolazione verso Wuhan. Proiezioni forse troppo pessimiste perché valutano la stretta su Wuhan, ma non altri possibili interventi.

L’OMS ci ripensa

Oggi l’Organizzazione mondiale della sanità ha dichiarato che il rischio globale derivante dal coronavirus cinese è “elevato”, ammettendo un errore nei suoi precedenti rapporti in cui riferiva che il rischio fosse “moderato”. L’ultimo rapporto dell’organismo Onu, diffuso domenica sera, ha rilevato un rischio “molto alto in Cina, alto a livello regionale e alto a livello globale”. In una nota aggiunge che nelle comunicazioni dei giorni precedenti era stato detto erroneamente «che il rischio era ‘moderato’», dichiara all’Ansa Ranieri Guerra, direttore generale aggiunto dell’Oms.

Hong Kong pessimista

Un team di esperti di Hong Kong al lavoro sull’emergenza del coronavirus fa previsioni molto peggiori, stimando che a Wuhan, il focolaio dell’infezione, ci sarebbero già 44.000 infettati. E Gabriel Leung, preside della facoltà di medicina dell’Hong Kong University, ha tracciato scenari da incubo per l’accelerata della diffusione nelle principali città cinesi. «Dobbiamo essere pronti al fatto che l’epidemia possa diventare una a livello globale».

Göttingen peggio

Secondo uno studio della University of Göttingen, pur ipotizzando che la quarantena riesca a coprire il 90% dei pazienti, al ritmo attuale si prevedono in tutto 59.000 infezioni e 1.500 decessi; pari a due volte il bilancio della Sars. Anche senza arrivare a tanto, un’interruzione prolungata della mobilità interna potrebbe costare alla Cina un calo del Pil dell’1% nel 2020.

Università di Boston

Secondo le ultime stime dell’università di Northeastern di Boston, il numero di persone infette potrebbe aggirarsi tra quindicimila e trentamila. La differenza tra casi effettivi e stime si spiega con il numero di persone infette asintomatiche o quasi, che dunque non si rivolgono ai medici. L’università di Hong Kong ha rivisto anche il tasso di trasmissibilità del virus, stimando che i casi raddoppino ogni sei giorni circa.

Remocontro

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