• 26 Febbraio 2020

La polmonite virale dalla Cina tra prevenzione e allarmismo

Allarme dovuto e allarmismo

Altre due persone sono morte in Cina dopo essere state contagiate da un misterioso virus, portando così a sei le vittime totali. I nuovi casi di infezione salgono a 77 nel Paese, dove si contano in totale 291 persone contagiate. Sono stati segnalati casi a Pechino e Guandong in Cina, e poi in Thailandia, Giappone e Corea del Sud. Il punto sulla diffusione è anche il Centro europeo per il controllo delle malattie (Ecdc), che ritiene comunque ancora basso il rischio dell’arrivo del virus in Europa. Ieri sono stati gli stessi esperti della commissione della salute cinese a confermare che il virus è trasmissibile da uomo a uomo. L’Organizzazione Mondiale della Sanità ha convocato per domani un Comitato di emergenza».

300 i casi di «polmonite virale»

Salgono quasi a 300 i casi di polmonite virale divampata il mese scorso a Wuhan, Cina centrale, mentre si sospettano altri casi nelle province dello Yunnan, Zhejiang, Sichuan e Guangxi, la malattia ha raggiunto anche Corea del Sud, del Nord, Giappone e Thailandia. Tutti i contagiati erano stati a Wuhan, sebbene solo alcuni hanno riferito di aver visitato il mercato alimentare da cui gli esperti sostengono sia partito il focolaio. Ad oggi risultano appena quattro decessi. Circa una ventina di persone sono da considerarsi in fase di guarigione. Ma i numeri reali potrebbero essere notevolmente maggiori. Secondo ricercatori dell’Imperial College London, tenendo conto dei tempi di incubazione e diagnosi della malattia, solo a Wuhan, potrebbero essere più di 1.700 le persone colpite.

Oms: «Si diffonde da uomo a uomo»

«Sebbene non siano stati riportate infezioni tra gli operatori sanitari, la progressiva diffusione dell’epidemia ha spinto l’Organizzazione mondiale della sanità (Oms) a confermarne la «limitata trasmissibilità da uomo a uomo», segnala sul Manifesto Alessandra Colarizi. Segno che il virus (una nuova tipologia di coronavirus), pur appartenendo alla stessa famiglia non possiede l’aggressività della Sars, la sindrome respiratoria che nel 2002 si propagò dalla Cina in altri 25 paesi, infettando 8 mila persone e uccidendone 700. «Secondo la Commissione sanitaria di Wuhan è possibile che la malattia sia stata trasmessa all’uomo tramite agenti patogeni animali, dopo essersi sviluppata in ambienti poco igienici come i mercati del pesce della città».

L’esodo per il Capodanno lunare

«L’inizio dell’esodo per il Capodanno lunare – che vede milioni di cinesi viaggiare all’estero e spostarsi da una parte all’altra del paese – rischia di complicare gli sforzi messi in campo dal governo per contenere l’epidemia». Massima allerta anche oltre i confini nazionali (controlli sanitari anche agli arrivi di Fiumicino). Dopo le misure a Wuhan, Hong Kong e altre città asiatiche per monitorare la temperatura dei passeggeri in transito, da venerdì anche gli aeroporti internazionali di New York, Los Angeles e San Francisco hanno introdotto nuovi controlli.

Allarmismi criminali

«La vita e la salute delle persone è di massima priorità e la diffusione dell’epidemia deve essere arrestata», ha dichiarato il presidente Xi Jinping. Parole che difficilmente basteranno a diradare i timori di quanti ricordano la scarsa trasparenza con cui Pechino gestì la Sars. Il 1° gennaio, otto persone sono state «punite secondo la legge» per aver diffuso online informazioni “non veritiere” sul contagio.
Ma quali sono le informazioni a cui prestare fede e da diffondere nell’interesse pubblico?

Remocontro

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