• 26 Febbraio 2020

La nuova Russia progettata da Putin nei ritocchi alla costituzione

Bozza di riforma con la firma di Putin

«Il presidente russo Vladimir Putin ha presentato la bozza di riforma sugli emendamenti alla Costituzione della Federazione Russa alla Duma. I rappresentanti del presidente russo durante l’esame della bozza di riforma nella Duma saranno i co-presidenti della commissione costituzionale Klishas, Krasheninnikov e Khabriev», ha dichiarato ai giornalisti oggi durante la conferenza stampa il portavoce del Cremlino Dmitry Peskov.

Emendamenti proposti

  • La stessa persona non può ricoprire la carica di presidente della Russia per più di due mandati;
  • Il presidente della Federazione Russa può essere un cittadino che abbia compiuto almeno 35 anni, che abbia la residenza nel Paese da almeno 25 anni e non abbia una cittadinanza straniera;
  • Il premier ed i ministri del governo vengono nominati dal presidente dopo la conferma da parte della Duma (è eleggibile come premier e ministro un cittadino che abbia compiuto almeno 30 anni e non abbia la cittadinanza straniera o il permesso di soggiorno);
  • Il presidente del Consiglio dei Ministri non presenta al presidente le proposte sulla struttura delle autorità federali;
  • Il Procuratore Generale ed i suoi vice sono nominati e sollevati dall’incarico dal Consiglio della Federazione (camera alta del Parlamento russo – ndr) su presentazione del presidente;
  • Il Presidente della Federazione Russa formerà il Consiglio di Stato, il cui status sarà determinato da una legge federale separata;
  • E’ eleggibile come deputato della Duma di Stato un cittadino che abbia compiuto almeno 21 anni e non abbia la cittadinanza straniera o il permesso di soggiorno;
  • La Corte Costituzionale su richiesta del presidente verificherà la costituzionalità delle leggi prima della firma del capo di Stato;
  • La nomina dei presidenti della Corte Costituzionale e della Corte Suprema, così come dei loro vice e dei giudici, spetta al Consiglio della Federazione su presentazione del presidente.

Secondo gli autori della bozza di riforma, una delle questioni chiave dovrebbe essere la determinazione del ruolo e dello status del Consiglio di Stato nel sistema di potere e lo sviluppo dei principi chiave per la sua interazione con gli altri organi statali.

Una prima traduzione di corsa

Ci prova Giorgio Ferrari su Avvenire. «Formalmente la riforma costituzionale annunciata da Vladimir Putin allo scoccare dei vent’anni della sua salita al potere e a quattro anni di distanza dalla scadenza del suo mandato sembrerebbe congegnata per indebolire i poteri presidenziali a favore di una ridistribuzione della sovranità nei confronti della Duma e dei governatori offrendo al Parlamento il potere di confermare il primo ministro e il suo governo e preparare così una successione non traumatica al putinismo.

La successione al putinismo

  1. Democrazia liberale, la stessa e il bilanciamento dei poteri. «la Costituzione della Federazione Russa dovrà avere la precedenza sul diritto internazionale»,  parole del ministro degli Affari Esteri Sergej Lavrov. «In sostanza le risoluzioni dell’Onu, del Consiglio d’Europa e i verdetti dei tribunali internazionali non avrebbero più valore sul territorio russo».
  2. Il potere, «quello vero passerebbe a quel Consiglio di Sicurezza finora organo consultivo del quale Putin resterebbe a capo conferendogli uno status costituzionale, e all’ancora nebuloso Consiglio di Stato, una sorta di copia un po’ sbiadita ma molto simile al Politburo di gloriosa memoria (per la nomenklatura, ovviamente).
  3. Con le nuove norme, solo le persone che hanno soggiornato in Russia ininterrottamente per più di 25 anni e che non hanno mai posseduto un passaporto straniero o un permesso di soggiorno permanente potranno candidarsi alla presidenza:« ricetta ritagliata su misura per oppositori pericolosi come Aleksej Navalny (già studente di Yale) o l’esule a Londra Mikhail Khodorovskij».

Putin oltre il 2024 come?

Putin, «Il quale, lo si capisce bene, non ha alcuna intenzione di lasciare il potere fra tre anni, semmai ha la ferma volontà di eternizzarlo, come sta tentando di fare in Turchia Erdogan, come ha fatto in Cina Xi Jinping, come provano a fare tutti i leader delle democrazie autoritarie, dal brasiliano Bolsonaro all’indiano Modi, solo che Putin cerca di farlo usando i guanti bianchi».

«Quale formula troverà maggiormente conveniente per perpetuare la sua presenza ai vertici della Federazione Russa non è dato al momento sapere. Potrebbe astutamente mettersi da parte come fece Deng Xiaoping mantenendo un controllo d’acciaio sulle leve del potere cinese, oppure trasferirlo a un organismo esterno al Parlamento e ai singoli ministeri come ha fatto il kazako Nazarbaev».

Le tre piaghe della Russia oggi

Tre piaghe affliggono la Russia di oggi: il drammatico crollo demografico, la crisi economica (i salari medi prossimi al livello di guardia, la contestata riforma delle pensioni) aggravata dalle sanzioni insieme con il calo del prezzo delle materie prime.
Governo sotto tiro e popolarità dello stesso «Putin in calo, al quale non bastano gli indubitabili successi in politica estera -in primis il ruolo di nuovo grande arbitro dello scacchiere mediorientale- per rimontare la china». E Giorgio Ferrari ripesca addirittura Machiavelli nel principe.

«Gli uomini sono ’ingrati, volubili, simulatori, fuggitori de’ pericoli, cupidi di guadagno, quando il bisogno è discosto; ma, quando ti si appressa, si rivoltano. E quel Principe che si è tutto fondato in sulle parole loro, trovandosi nudo di altri preparamenti, rovina».
«E sulla mutevolezza di amici e alleati l’ex dirigente del Kgb Vladimir Putin ha una vastissima esperienza e qualche nervo scoperto».

rem

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