• 26 Febbraio 2020

Polonia Ungheria nazionalpopuliste, Stato di diritto a rischio

(ANSA) – STRASBURGO – La situazione sullo stato di diritto in Polonia e Ungheria è deteriorata. Il Parlamento ha affermato che le audizioni in corso con Polonia e Ungheria non hanno portato questi paesi a riallinearsi ai valori fondanti dell’Unione europea. […] e che le dichiarazioni della Commissione e degli organismi internazionali, quali l’Onu, l’Osce e il Consiglio d’Europa, indicano che “la situazione sia in Polonia che in Ungheria si è deteriorata […]                                             

Nazional populismo e democrazia a rischio

Europarlamento in larga compagnia, dalla lenta Commissione Ue, all’Onu, Osce e Consiglio d’Europa. Polonia e Ungheria non sono in linea con i valori dell’Unione Europea e il Consiglio europeo sta facendo poco e male per riportarle all’ordine. «Ha il tono pesante la risoluzione approvata oggi dall’Europarlamento a Strasburgo che mette in stato d’accusa non solo i governi di Varsavia e Budapest, per violazioni dello stato di diritto, ma anche il modo in cui il Consiglio degli Stati membri sta portando avanti il suo lavoro di verifica sui due paesi membri», la sintesi di Angela Mauro sull’Huffington Post. E non fidandosi più, l’Europarlamento chiede di poter partecipare alle audizioni dei due governi sotto inchiesta.

Dal Ppe al fascioleghismo?

Problema che si apre dopo aver cercato di nasconderlo. La vera collocazione politica dei nazionalisti Jaroslaw Kaczynski, premier della Polonia, e Viktor Orban, premier dell’Ungheria. Dalla discussa adesione al Partito popolare europeo, la sua ultradestra da imbarazzo, e un possibile avvicinamento dei due alla Lega di Salvini con oltre cento eurodeputati, che comunque già votano quasi sempre assieme. «È certo che l’area politica a destra del Ppe è in movimento. Anche perché il 4 febbraio la famiglia dei Popolari potrebbe effettivamente espellere Orban, il quale potrebbe così entrare nell’Ecr (che ospita già gli eletti di Fratelli d’Italia), visti i suoi buoni rapporti con Kaczynski. O magari nel gruppo Identità e democrazia?». Con la Brexit poi, a fine mese, altri movimenti tra i gruppi (anche la decisione finale dei Verdi sul ‘che fare’ con i 14 eletti del M5s).

Frammento politici d’Europa

Spezzettati quanto vuoi, ma la larga maggioranza dell’Europarlamento s’è arrabbiata e ha affermato che Polonia e Ungheria di fatto se ne fregano dell’Ue (detta meglio, ma questa è la sostanza). La Polonia è nel mirino per la riforma della giustizia, la magistratura sotto controllo del governo, come contestano i magistrati polacchi di recente in piazza. Per l’Ungheria l’allarme è concentrato sul funzionamento del sistema costituzionale ed elettorale, ancora l’indipendenza della magistratura, la corruzione, la tutela della vita privata e la protezione dei dati, la libertà di espressione. Democrazie incerte a spinta autoritaria sul baratro del dispotismo, e lo sostengono anche l’Onu, l’Osce e il Consiglio d’Europa, La Commissione che tentenna, mentre quei governi dispoteggiano contando sull’impotenze Ue e sulla loro impunità di fatto.

Tra democrazia e autoritarismo

Sintesi oltre il linguaggio felpato di Strasburgo (parlamento), diretto al Bruxelles (governo). ‘Datevi una mossa’, basta tergiversare. Dubbio parlamentare: ‘possibile affrontare le presunte violazioni dei diritti fondamentali in Polonia nel contesto delle audizioni in corso’? E vengono chieste procedure d’infrazione accelerate e provvedimenti provvisori dinanzi alla Corte di giustizia Ue. Nella risoluzione si sottolinea “l’imminente necessità” di un meccanismo dell’Ue in materia di democrazia, Stato di diritto e diritti fondamentali, quale proposto dal Parlamento. «Si tratterebbe di un esame annuale indipendente, basato su riscontri oggettivi e non discriminatorio, che valuti, su un piano di parità, il rispetto da parte di tutti gli Stati membri dell’Ue dei valori stabiliti dall’articolo 2 del Trattato dell’Unione».

http://www.ansa.it/europa/notizie/europarlamento/approfondimenti/2019/01/14/i-gruppi-politici_16829cb6-76d4-4159-8bdb-fdd5ec368ae0.html

Remocontro

Remocontro

Read Previous

La guerra ad al-Shabab in Somalia e quei 120 soldati italiani

Read Next

Scioperi in Francia, il problema di Macron? Monsieur Emmanuel M.