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mercoledì 29 Gennaio 2020

‘Extinction Rebellion’, guerriglia ecologista contro l’ecofascismo

Il movimento ecologista nato in Gran Bretagna e presente in 72 Paesi del mondo. Il Counter Terror Police South East britannico aveva compreso il movimento ecologista tra le minacce fondamentaliste, religiose o politiche, accanto al gruppo neonazista National Action e quello islamista estremista Al Muhajiroun e formazioni sataniste. Dibattito tra la semplice stupidità o Ecofascismo di chiari riferimento politoco statuali

Salviamo il pianeta dall’ecofascismo

Extinction Rebellion (Xr), il gruppo di disobbedienza civile protagonista di una serie di spettacolari blocchi del traffico in varie zone centrali di Londra nei mesi scorsi. Sino al novembre scorso catalogato come «ideologia estremista» dalle unità antiterrorismo dell’Inghilterra meridionale. Una tra le minacce fondamentaliste, religiose o politiche, accanto al gruppo neonazista National Action e quello islamista estremista Al Muhajiroun e formazioni sataniste.  L’antiterrorismo vede il diavolo ma le corna spuntano a loro. Non appena la notizia esce sul Guardian, venerdì, si beccano loro, l’antiterrorismo, una unanime catalogazione di imbecilli.  

Counter Terror Police South East

Non solo Boris Johnson ‘originale’ oltre Manica. Il Ctpse, Counter Terror Police South East per darsi importanza e coprire le sue stupidità, aveva distribuito un prontuario di dodici pagine ai suoi agenti e agli insegnanti per «salvaguardare giovani e adulti dall’estremismo ideologico». Vi si legge / leggeva (scomparsa la prova del reato di scemenziagine) che Extinction Rebellion rappresenta una minaccia per via della sua «filosofia anti-establishment» e che tra le espressioni in suo sostegno vanno considerate le persone che «parlano in termini forti o emotivi di questioni ambientali come il cambiamento climatico, l’ecologia, il fracking, l’espansione aeroportuale o l’inquinamento».

Xr poco meno che jihadisti

Obiettivo dichiarato dal Ctpse, incoraggiare la denuncia/delazione di chiunque non andasse a scuola o partecipasse a scioperi simili a quelli dei Fridays for Future organizzati dalla giovane attivista svedese Greta Thunberg. E si estendeva a tutti coloro partecipassero ad «azioni dirette e nonviolente» o che «scrivessero slogan ecologisti sui muri». Tutto questo nel nome di ‘Prevent’, «programma controverso, già oggetto di polemiche e critiche per le sue possibili derive censorie e autoritarie di cui questa è lampante esempio. Il Ctpse si è affrettato poi a ritrattare, specificando che il documento era stato distribuito a livello locale e che non considera Xr come un gruppo terroristico», denuncia il Manifesto. «L’inclusione di Extinction Rebellion in questo documento è stato un errore di giudizio» si legge in una dichiarazione tardiva.

«Ecofascismo» planetario

Il gruppo ‘Extinction Rebellion’, vocazione transnazionale modello dei nostri radicali, agisce in tutto il mondo con diversa modalità e forza di adesioni, ma coinvolge ormai milioni di cittadini. «La sua incarnazione britannica è tra le più attive e creative in assoluto –scrive Giansandro Merli-. L’anno scorso ha sbarrato Westminster Bridge e presidiato Oxford Circus per giorni con un’imbarcazione vera dipinta di rosa. In ottobre aveva ripetutamente bloccato linee della metropolitana paralizzando il traffico dell’ora di punta, mentre lo scorso dicembre ha compiuto azioni di disturbo durante la campagna elettorale di Libdem e Brexit Party». Considerazione politica frinale:

«Se l’opporsi all’eutanasia ambientale è pericolosa e destabilizzante ideologia, da annoverarsi alla stessa stregua del fondamentalismo islamico o del fascio-razzismo, non è solo per una forma di cretinismo securitario, ma il segno della lotta che verrà».

COSA E PERCHÉ ECOFASCISMO

Gail Bradbrook, studiosa di biofisica molecolare e co-fondatrice di Extinction rebellion (Xr) spiega perché ‘Ecofascismo’. Parlando prima di fascismo nella versione moderna di molte ‘post-democrazie’ occidentali. «In generale ci sono vari indicatori di fascismo che misurano i livelli di misoginia, xenofobia, militarismo, etc. Oggi sono tutti in aumento. Il fascismo cresce quando le persone sono spaventate, circolano meno soldi e si approvano rigide politiche patriarcali. Se le persone capiscono che c’è un’emergenza, il rischio è che vadano nel panico, vogliano meno democrazia e chiedano modelli di comportamento più rigidi». E fin qui è analisi politica abbastanza diffusa.

L’ecofascismo nasce dall’ipotetico (loro denunciano come certo) collasso ecologico e sociale del sistema. «Prima o poi ci saranno carenze alimentari, picchi dei prezzi del cibo e accadranno cose che destabilizzano la società. Su questi temi non c’è abbastanza ricerca, ma la Anglia Ruskin University (Uk) sostiene che entro il 2040 il cibo scarseggerà. L’Istituto Goddard per gli studi spaziali, che fa parte della Nasa, ritiene che fenomeni simili accadranno prima. Con questo rischio in gioco, il pericolo dell’ecofascismo può solo crescere».

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