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mercoledì 29 Gennaio 2020

Sahel, dalla Francia altri 220 soldati anti jihad ma gli Usa si sfilano

L’integralismo islamico cresce nel Sahel, a sud della Libia. Vertice Macron e i leader della regione africana. Tutti a chiedere l’appoggio di Washington, che però potrebbe chiudere le basi nell’area

Jihad che non minaccia Washington

Eredità coloniale francese nel Sahel e Parigi paga pegno. Il governo francese decide di inviare altri 220 soldati per combattere il terrorismo nella regione. Vertice a Pau, nel sud della Francia con i capi di Stato dei cinque Paesi del gruppo G5 Sahel (Niger, Ciad, Mauritania, Burkina Faso e Mali), «per rafforzare la collaborazione militare di fronte al moltiplicarsi degli attacchi jihadisti», spiega Paolo M. Alfieri su Avvenire. Tutti assieme a chiedere «il prosieguo dell’appoggio cruciale degli Stati Uniti», proprio mentre  l’amministrazione Trump sta cercando invece di ridurre la sua presenza militare nella regione, tutta concentrata in chiave anti Iran in Medio Oriente.

Guerre che Trump vuole scegliersi

Macron ha invece annunciato l’invio di altri 220 militari francesi per rafforzare la missione ‘Barkhane’, iniziata nel 2014 e che attualmente impegna già 4.500 uomini. «I partecipanti al vertice di Pau hanno deciso di concentrare immediatamente i loro sforzi militari nella zona delle tre frontiere (Mali, Burkina Faso, Niger)», dove in questi ultimi mesi si sono concentrati gli attacchi, a cominciare da quelli del cosiddetto «Gruppo Stato Islamico nel Grande Sahara». Comando congiunto della ‘Barkhane’ e della ‘G5 Sahel’. Nessuno ha citato la presenza dei militari italiani da poco presenti in Niger, e speriamo non sia una furberia.

L’attacco jihadista in Nigeria

L’incontro di Pau all’indomani di una delle peggiori perdite subite dall’esercito nigerino, giovedì, in un attacco jihadista: «89 soldati sono stati uccisi nel campo di Chinégodar, vicino al Mali». Scelta della località insolita per un vertice, non casuale. A Pau c’è la base del 5° reggimento elicotteri da guerra di cui facevano parte sette dei 13 soldati francesi uccisi nel Mali in un attacco a dicembre. In Mali è presente anche la missione di stabilizzazione Onu Minusma con 13mila uomini. Nei giorni scorsi l’inviato dell’Onu per l’Africa occidentale e il Sahel, Mohamed Ibn Chambas, ha parlato di “violenza terroristica senza precedenti” nell’intera regione del Sahel.

I dati noti e allarmanti

Sempre dalle Nazioni unite sappiamo che gli attacchi in Burkina Faso, Mali e Niger sono aumentati di cinque volte dal 2016, con oltre 4mila morti registrati nel 2019 rispetto a una stima di 770 decessi del 2013. In Burkina Faso, poi, i morti sono aumentati ancora più drammaticamente: dai circa 80 nel 2016 agli oltre 1.800 nel 2019. Macron si è poi rivolto indirettamente verso la sponda Trump dalla simpatie e decisioni alterne e mai scontate. «Spero di riuscire a convincere il presidente Trump che la lotta al terrorismo si gioca anche in questa regione e che il tema libico non può essere separato dalla situazione nel Sahel e nella regione del Lago Ciad».

Gli Stati Uniti in Africa

«Gli Usa schierano in Africa circa 7mila uomini delle Forze speciali, che conducono operazioni congiunte con gli eserciti nazionali locali contro i jihadisti, in particolare in Somalia -sempre da Avvenire-. Inoltre, dispongono di circa 2mila soldati che conducono missioni di addestramento in circa 40 Paesi africani e partecipano a operazioni di cooperazione, in particolare con le forze francesi in Mali, a cui forniscono principalmente assistenza logistica». Ma gli Usa hanno altre guerre che premono, e il capo di Stato maggiore americano, Mark Milley, annuncia che le forze destinate all’Africa o al Medio Oriente «potrebbero essere ridotte e anche reindirizzate per migliorare la preparazione delle nostre forze negli Stati Uniti o nel Pacifico».

«Il capo del Pentagono Mark Esper starebbe anche pensando di chiudere la base di droni ad Agadez, nel nord del Niger, costata centinaia di milioni di dollari che fornisce a Stati Uniti e alleati una piattaforma di sorveglianza sul Sahel».

AVEVAMO DETTO

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