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mercoledì 29 Gennaio 2020

Malta cambia premier ma è solo ‘maquillage’ del dopo Daphne

L’avvocato 42enne Robert Abela è stato eletto leader del Partito laburista maltese, diventando automaticamente anche primo ministro dopo le dimissioni di Joseph Muscat accusato di interferenze nelle indagini sull’omicidio della giornalista investigativa Daphne Caruana Galizia.

Malta dopo Muscat grazie a Daphne

Joseph Muscat premier maltese coinvolto almeno politicamente negli scandali denunciati dalla giornalista investigativa Daphne Caruana Galizia, poi assassinata per le sue denunce, aveva annunciato l’intenzione di dimettersi dall’incarico con nuovo anno. Il  coinvolgimento di alcuni ministri del suo governo nello scandalo dell’assassinio della giornalista Daphne Caruana Galizia e l’arresto per complicità nel delitto mafioso del capo di gabinetto del premier, non gli lasciavano alternativa.

Addio Muscat, dal ‘volitivo mento’ di memoria italiana

Neo premier, l’avvocato 42enne Robert Abela, dopo essere stato eletto leader del Partito laburista maltese, che ha vinto la scorse elezioni. Semplice ‘maquillage’ dicevamo nel titolo, a segnalare un cambio politico abbastanza relativo.  Roberto Abela è figlio dell’ex presidente George, ed è visto come garante della continuità col suo predecessore.

Cambia poco e per poco tempo

 Abela è stato scelto dalla maggioranza dei 17.500 elettori laburisti per la sua promessa di continuare “con le ricette vincenti” di Muscat (l’economia e non certo la trasparenza). È stato preferito al chirurgo 52enne Chris Fearne, vicepremier uscente. Abela -segnala Alberto Custodero su Repubblica- «attivista di lunga data del Partito laburista, è diventato membro del parlamento maltese solo durante le ultime elezioni legislative del 2017, convocate in anticipo da Muscat e vinte a mani basse dal suo partito nonostante un’ondata di scandali che hanno scosso il suo entourage. Abela subentra per soli due anni e mezzo in carica, fino al settembre 2022».

L’assassinio di Daphne Caruana Galizia.

Il governo uscente di Joseph Muscat travolto da scandali e sospetti. Insuperabili  le polemiche seguite al   coinvolgimento di alcuni ministri del suo governo (in particolare Keith Schembri, capo di gabinetto dell’esecutivo, il ministro del turismo Konrad Mizzi e quello dell’Economia Chris Cardona), nello scandalo dell’assassinio della giornalista Daphne Caruana Galizia.

Il primo dicembre Malta era scesa in piazza, per l’ottava volta, chiedendo che Joseph Muscat, nel mirino per i suoi legami con i presunti mandanti dell’omicidio di Daphne Caruana Galizia, se ne andasse subito. E il premier si era arreso, ammettendo in un discorso alla televisione che le sue dimissioni “sono ciò di cui il Paese ha bisogno in questo momento”. Dimissioni date, nuovo premier, non è garantita una svolta sul fronte della pulizia politica. E qualche colpevole, ispiratore o complice  dell’assassinio di stampo mafioso della giornalista Daphne Caruana Galizia  deve ancora essere trovato e punito.

BISCA MALTESE

Alle 14.58 del 16 ottobre 2017 una bomba piazzata nella sua Peugeot 108 uccide vicino casa la giornalista maltese Daphne Caruana Galizia. Due anni dopo, sono in carcere tre sicari e un presunto mandante.    

Nei giorni successivi all’esplosione dell’auto di Caruana Galizia, la polizia di Malta, aiutata nell’indagine dall’FBI, dall’Europol e da uno speciale dipartimento investigativo della Finlandia, aveva arrestato una decina di persone, tre delle quali – i fratelli George e Alfred Degiorgio e il loro amico Vincent Muscat (omonimo ma non parente del primo ministro) – erano state incriminate nel luglio del 2019 per sei diversi reati, tra cui omicidio volontario e possesso e detonazione di esplosivo. Nessun mandante era stato però identificato.

Yorgen Fenech, noto uomo d’affari maltese numero uno del gruppo immobiliare Tumas e direttore delle operazioni della centrale elettrica Electrogas, è stato arrestato come presunto mandante soltanto a fine 2019 dell’omicidio di Daphne Caruana Galizia. Fenech si accingeva a lasciare l’isola a bordo del suo yacht. L’arresto di Fenech è frutto delle rivelazioni di un altro arrestato eccellente  nella speranza di una qualche immunità o scontro di pena.

Yoneck Fenech ha forti interessi economici anche nel gioco d’azzardo online attraverso la società 17 Black, fondo domiciliato a Dubai e collegato agli interessi di alti esponenti del gabinetto Muscat, il ministro del Turismo (ex ministro del-l’Energia), Konrad Mizzi, e il capo di gabinetto del premier, Keith Schembri.

La riconducibilità di Fenech alla 17 Black è emersa solo un anno fa grazie al lavoro del “Daphne project”, indagine giornalistica permanente, nata dalle piste aperte da Caruana Galizia: nella primavera del 2017, la giornalista aveva denunciato sul suo blog -Running time- l’esistenza di tale fondo segreto, senza tuttavia individuarne il titolare.

 Nel febbraio di quest’anno, la 17 Black è nuovamente uscita dall’ombra, accusata in Svezia di far parte di «un vasto network criminale» internazionale. La controllata L&L Europe Ltd è stata privata della licenza di gioco per i Paesi scandinavi.

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