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mercoledì 29 Gennaio 2020

La Persia che diventa Iran, un secolo di guerre e interferenze

Il secolo che corre dalla prima guerra mondiale a oggi, nella Persia divenuta Iran. Prima i tre imperi (ottomano, zarista e quello britannico) alla fine del loro percorso storico, poi il colonialismo britannico contro il neonato potere sovietico. Una brevissima ‘Repubblica Socialista Sovietica Persiana’, e dopo seconda guerra mondiale le interferenze statunitensi, dal golpe Cia anti Mossadeq, allo Scià Reza Phalavi, alla feroce guerra dell’allora alleato Saddam Hussein.

La Prima Guerra mondiale

Nel secolo che va dalla Prima Guerra mondiale ad oggi l’Iran ha conosciuto periodi di pace, ma anche numerose guerre, a cominciare dal coinvolgimento subito nelle operazioni militari di tre imperi che si combatterono sul suo territorio dal 1914 al 1918 e poco oltre. Per la sua posizione strategica infatti l’Iran, all’epoca meglio conosciuto come Persia, fu occupato da forze russe, ottomane e inglesi e costretto a subirne l’ingombrante presenza. Una prima fase di combattimenti tra russi e turchi si svolse alla fine del 1914 intorno alla città di Urmia, nell’Azerbaigian occidentale nella parte settentrionale del paese. Nessuno dei due contendenti riusciva però ad organizzare un fronte stabile e territori e città furono persi e conquistati più volte. Una svolta nella guerra si ebbe con l’intervento inglese nell’estate del  1915 che occupò la città  di Busher, sulla costa del golfo Persico.

Teheran 1900

A dicembre fu imposto un governo favorevole agli alleati occidentali ma, fino allo scoppio della rivoluzione d’Ottobre che travolse l’impero russo, la situazione rimase mutevole. Per impedire che gli ottomani avessero il sopravvento e soprattutto per tenere sotto controllo le forze bolsceviche a nord, gli inglesi costituirono allora la “Dunsterforce” (dal nome del generale Dunsterville) che però fu sconfitta nella battaglia di Baku (settembre 1918) e costretta a ritirarsi. Nel 1919 sembrò che le forze della ‘Repubblica Socialista Sovietica Persiana’, appoggiate dai bolscevichi, stessero per avere il sopravvento, ma un terzo intervento inglese li respinse. Nel frattempo – sul piano politico ed economico – furono stretti i primi accordi ‘misti’ per lo sfruttamento delle risorse petrolifere e nacque, proprio mentre la Persia stava diventando una sorta di protettorato inglese, la Anglo-Persian Oil Company.

Reza Pahlavi e II° Guerra mondiale

I sovietici furono sconfitti definitivamente solo nel 1921 e, dopo un colpo di stato militare sostenuto dagli inglesi, salì al potere Reza Pahlavi che, praticamente senza interruzioni dal 1914, sino a quel momento aveva combattuto tra le file della brigata cosacca persiana contro i turchi prima e i bolscevichi poi. Nel 1925 Reza si proclamò Scià (Re, imperatore), imponendo la dinastia Pahlavi e tentando di avviare tra molte difficoltà la modernizzazione del paese. La fondamentale importanza strategica della Persia si riafferma allo scoppio della Seconda Guerra mondiale, creando una situazione molto simile a quella della Prima. In questo caso, nonostante le grandi ricchezze che si ricavavano dal petrolio, il paese non era in grado tuttavia di difendere la propria neutralità, né poteva ancora definirsi moderno.

Seconda guerra mondiale, l’invasione anglo sovietica

Per le sue simpatie nei confronti della Germania, Reza Scià fu costretto ad abdicare nel settembre 1941 e vi fu un’occupazione anglo-sovietica fino alla fine della guerra. Gli alleati si erano assicurati il controllo del petrolio, ma anche dell’ importante ‘corridoio persiano’, il percorso attraverso il quale giungevano in Unione Sovietica i rifornimenti alleati. Fu attraverso il ‘corridoio persiano’ percorso in senso inverso, che migliaia di prigionieri polacchi, catturati dai sovietici nel 1939, furono avviati attraverso il Medio Oriente in Africa e poi a combattere nella campagna d’Italia fino a Montecassino. Le ultime truppe sovietiche lasciarono l’Iran nel 1946, ma alle occupazioni militari si sostituirono altre forme di condizionamento politico, soprattutto da parte anglo-americana.

Il confronto nel Golfo Persico

Date queste vicende, facile capire  come la simpatie politiche del nuovo Scià Mohammad Reza, figlio di Reza, molto realisticamente anche in seguito si rivolsero sempre agli occidentali. Sebbene non si trattò di guerre combattute con altri paesi, vale la pena di ricordare che dalla fine della Seconda Guerra mondiale al 1953, anno della rimozione del primo ministro Mossadeq da parte dello Scià dopo un colpo di stato organizzato dalla Cia, la situazione interna fu comunque molto agitata. Nel 1978 cominciò la rivoluzione che avrebbe allontanato lo Scià e portato al potere Khomeini. Scontri diretto Usa Iran nel 1980 quando gli americani tentarono la liberazione degli ostaggi catturati nella loro ambasciata l’anno precedente. Il tentativo delle forze speciali americane però fallì, costò la rielezione all’allora presidente Usa Carter e rafforzò Khomeini.

Guerra Iran Iraq e Saddam filo Usa

La guerra aperta e feroce scoppiò nello stesso anno (vecchi conti statunitensi aperti) quando l’irakeno Saddam Hussein aggredì l’Iran nell’errata convinzione che le tormentate vicende interne lo avessero indebolito. Il dittatore di Bagdad reclamava infatti i diritti sulla provincia del Khuzestan, popolata da arabi e ricca di giacimenti petroliferi. La guerra fu sanguinosissima e si concluse solo nel 1988. Sebbene colti di sorpresa gli iraniani reagirono con fermezza dando fondo ai vasti arsenali accumulati dallo Scià che aveva acquistato armi in tutto il mondo nella speranza di diventare il dominatore incontrastato del Golfo Persico. Saddam Hussein non esitò ad impiegare già allora armi chimiche. Ancora oggi è difficile stabilire un bilancio dei caduti, ma una spaventosa cifra possibile si aggira poco al di sotto del milione di vittime tra le due parti coinvolte.

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