• 26 Febbraio 2020

«Costituente terra»
«Perché la storia continui»

Chi ha detto che non si sono alternative?

Aderisco volentieri alla proposta anche a me indirizzata da Raniero La Valle e all’appello che segue, apparso giorni fa sul “Manifesto”. Spero che anche molti di voi condividano. Non solo per l’autorevolezza dei promotori, ma proprio perché affiancato dal progetto di “una rete di scuole con aule reali e virtuali”, di cui ovviamente attendiamo di conoscere nei particolari le modalità di sviluppo concreto. So bene che iniziative di questo tipo vengono ancora snobbate dallo scetticismo di tanti “maîtres a penser” come utopistiche e velleitarie, ma ciò che viene giudicato realistico da costoro mi appare sempre più distante sia dall’analisi scientifica che dalle tendenze più diffuse tra le giovani generazioni di tutto il pianeta. Prima o poi anche i sostenitori (interessati) di T.I.N.A. (there is no alternative) dovranno arrendersi. (nandocan)

«Costituente terra. Perché la storia continui»

Nel pieno della crisi globale, nel 72° anniversario della promulgazione della Costituzione italiana, Raniero La Valle, Luigi Ferrajoli, Valerio Onida, Adolfo Perez Esquivel, il vescovo Nogaro, Paolo Maddalena, Riccardo Petrella e molti altri lanciano il progetto politico di una Costituzione per la Terra e promuovono una Scuola, «Costituente Terra», che ne elabori il pensiero e prefiguri una nuova soggettività politica del popolo della Terra, «perché la storia continui».

L’Amazzonia brucia e anche l’Africa, e non solo di fuoco, la democrazia è a pezzi, le armi crescono, il diritto è rotto in tutto il mondo. “Terra! Terra!” è il grido dei naufraghi all’avvistare la sponda, ma spesso la terra li respinge, li rimanda ai loro inferni. Ma Terra è anche la parola oggi più amata e perduta dai popoli che ne sono scacciati in forza di un possesso non condiviso; dai profughi in fuga per la temperatura che aumenta e il deserto che avanza; dalle città e dalle isole destinate ad essere sommerse al rompersi del chiavistello delle acque, quando la Groenlandia si scioglie e i mari son previsti salire di sette metri sull’asciutto. “Che si salvi la Terra” dicono le donne e gli uomini tutti che assistono spaventati e impotenti alla morte annunciata dell’ambiente che da millenni ne ospita la vita.

Ci sono per fortuna pensieri e azioni alternative, ma se nei prossimi anni non ci sarà un’iniziativa politica di massa per cambiare il corso delle cose, se le si lascerà in balia del mercato della tecnologia o del destino, se in Italia, in Europa e nelle Case Bianche di tutti i continenti il fascismo occulto che vi serpeggia verrà alla luce e al potere, perderemo il controllo del clima e della società e si affacceranno scenari da fine del mondo.

Il cambiamento è possibile

L’inversione del corso delle cose è possibile. Essa ha un nome: Costituzione della terra. Il costituzionalismo statuale che ha dato una regola al potere, ha garantito i diritti, affermato l’eguaglianza e assicurato la vita degli Stati non basta più, occorre passare a un costituzionalismo mondiale della stessa autorità ed estensione dei poteri e del denaro che dominano la Terra.

La Costituzione del mondo non è il governo del mondo, ma la regola d’ingaggio e la bussola di ogni governo per il buongoverno del mondo. Nasce dalla storia, ma deve essere prodotta dalla politica, ad opera di un soggetto politico che si faccia potere costituente. Il soggetto costituente di una Costituzione della Terra è il popolo della Terra, non un nuovo Leviatano, ma l’unità umana che giunga ad esistenza politica, stabilisca le forme e i limiti della sua sovranità e la eserciti ai fini di far continuare la storia e salvare la Terra.

Il diritto internazionale è già dotato di una Costituzione embrionale del mondo, grazie alle grandi Carte dei diritti prodotte in quella straordinaria stagione costituente seguita alla seconda guerra mondiale, ma non sono mai state introdotte le garanzie internazionali dei diritti proclamati. È come se un ordinamento statale fosse dotato della sola Costituzione e non anche di leggi attuative, cioè di codici penali, di tribunali, di scuole e di ospedali che “di fatto” la realizzino. Una Costituzione della Terra significa oggi compiere quel processo e munirlo di garanzie e istituti efficaci.

All’obiezione secondo cui non può esserci una Costituzione se non c’è un’unità politica di un popolo che la promuova si può rispondere che oggi, come mai avvenuto prima, l’unità del popolo della Terra può realizzarsi: lo reclama la scena del mondo, dove lo stato di natura delle sovranità in lotta tra loro non permette più neanche la nuda vita; lo invoca l’oceano di sofferenza in cui tutti siamo immersi; lo rende possibile la vetta ermeneutica raggiunta da papa Francesco e da altre religioni con lui, grazie alla quale non può esserci più un dio a pretesto della divisione tra i popoli perché – hanno detto ad Abu Dhabi – “ il pluralismo e le diversità di religione sono una sapiente volontà divina con cui Dio ha creato gli esseri umani”.

Una politica dalla parte della Terra

Di per sé l’istanza di una Costituzione della Terra dovrebbe essere perseguita da quello strumento privilegiato dell’azione politica che è il partito, ossia un artefice collettivo che, pur sotto nomi diversi, agisca nella forma partito. Oggi questo nome è in agonia perché evoca non sempre felici ricordi, ma soprattutto perché i grandi poteri che si arrogano il dominio del mondo non vogliono essere intralciati dal controllo e dalla critica dei popoli, e quindi cercano di disarmarli spingendoli a estirpare le radici della politica e dei partiti fin nel loro cuore. È infatti per la disaffezione nei confronti della politica a cui l’intera società è stata persuasa che si scende in piazza senza colori; ma la politica non si sospende, e ciò a cui comunque oggi siamo chiamati è a prendere partito, a prendere partito non per una Nazione, non per una classe, non “prima per noi”, ma a prendere partito per la Terra, dalla parte della Terra.

Una “politica interna del mondo” non può nascere però senza una scuola di pensiero che la elabori, e un pensiero non può attivare una politica per il mondo senza che dei soggetti politici ne facciano oggetto della loro lotta. Le due cose devono nascere insieme, perciò quello che proponiamo è di dar vita a una Scuola denominata “Costituente Terra” che produca un nuovo pensiero della Terra e fecondi nuove soggettività politiche per un costituzionalismo della Terra.

“Costituente terra: una politica per un nuovo pensiero”

Questa Scuola deve essere pensata come una Scuola disseminata e diffusa, telematica e stanziale, una rete di scuole con aule reali e virtuali. Se il suo scopo è di indurre a una mentalità nuova e a un nuovo senso comune, ogni casa dovrebbe diventare una scuola e ognuno in essa sarebbe docente e discente. Il suo fine potrebbe perfino spingersi oltre il traguardo indicato dai profeti che volevano cambiare le lance in falci e che non si imparasse più l’arte della guerra. Ciò voleva dire che la guerra non era in natura: per farla, bisognava prima impararla. Senonché noi l’abbiamo imparata così bene che per prima cosa dovremmo disimpararla; e a questo la scuola dovrebbe addestrarci, a disimparare l’arte della guerra, per imparare invece l’arte di custodire il mondo e fare la pace.

Molte sarebbero in tale scuola le aree tematiche da perlustrare:

  1. le nuove frontiere del diritto e la rifondazione del potere;
  2. il neo-liberismo e la crescente minaccia dell’anomia;
  3. la critica delle culture ricevute e i nuovi nomi da dare a eventi e fasi della storia passata;
  4. il lavoro e il Sabato, un lavoro non ridotto a merce, non oggetto di dominio e alienato dal tempo della vita;
  5. la “Laudato sì” e l’ecologia integrale;
  6. il principio femminile;
  7. l’Intelligenza artificiale (il Führer artificiale?) e l’ultimo uomo;
  8. come passare dalle culture di dominio e di guerra alle culture della liberazione e della pace;
  9. come uscire dalla dialettica degli opposti, dalla contraddizione servo-signore e amico-nemico per assumere invece la logica dell’ et-et, della condivisione, dell’armonia delle differenze, dell’“essere per l’altro”, dell’ “essere l’altro”;
  10. il congedo del cristianesimo dal regime costantiniano, nel suo arco “da Costantino ad Hitler”, e la riapertura nella modernità della questione di Dio;
  11. il “caso Bergoglio”, preannuncio di una nuova fase della storia religiosa e secolare del mondo.

Partecipare al processo costituente

Pertanto i firmatari di questo appello propongono di istituire una Scuola denominata “Costituente Terra”, e a questo scopo hanno costituito un’associazione denominata “Comitato promotore partito della Terra” con il compito di dare inizio alla Scuola, e insieme con essa ad ogni azione utile al fine che “la storia continui”. I firmatari propongono che persone di buona volontà e di non perdute speranze si iscrivano a tale associazione all’indirizzo ‘[email protected]’ versando la relativa quota sul conto BNL intestato a “Comitato promotore del partito della Terra”, IBAN IT94X0100503206000000002788.

La quota annua di iscrizione, al Comitato e alla Scuola stessa, è libera, e sarà comunque gradita. Per i meno poveri, salva la libera scelta di ciascuno, la quota è stata fissata nella misura significativa di 100 euro, con l’intenzione di sottolineare che la politica, sia a pensarla che a farla, è cosa tanto degna da meritare da chi vi si impegna che ne sostenga i costi, contro ogni tornaconto e corruzione, ciò che per molti del resto è giunto fino all’offerta della vita.

*** Raniero La Valle, giornalista, Luigi Ferrajoli, filosofo del diritto, Valerio Onida, già presidente della Corte Costituzionale, Adolfo Perez Esquivel, premio Nobel per la pace 1980, Raffaele Nogaro, ex vescovo di Caserta, Paolo Maddalena, già vicepresidente della Corte Costituzionale, Mariarosaria Guglielmi, Segretaria generale di Magistratura Democratica, Riccardo Petrella, ecologo, promotore del Manifesto dell’acqua, Giacomo Pollastri, studente in Scienze Politiche ….. (e molti altri)

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Fernando Cancedda

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