• 26 Febbraio 2020

Mosca attacco alla sede dell’ex Kgb e per la Russia Putin all’infinito

Russia, Putin ma terrorismo in casa

Bolshaya Lubyanka, famosa/famigerata piazza dove troneggia la sede centrale sede centrale del Fsb -i servizi di sicurezza russi-, erede col maquillage un po’n rifatto del potentissimo ex Kgb sovietico, a 500 metri dal Cremlino. Attacco terroristico suicida, perché la sfida era militarmente impossibile, ma la provocazione è massima ed è riuscita. Morti due degli attentatori e di un poliziotto a guardia del palazzo. I feriti sarebbero cinque, alcuni in gravi condizioni. Il terzo terrorista riuscito a fuggire in un primo momento per le vie del centro starebbe stato catturato dalla polizia dopo un violento scontro a fuoco. Ma le notizie che si rincorrono contraddittorie, ammonisce da Mosca Yurii Colombo, che annota «Era da 11 anni che a Mosca non si verificavano attentati terroristici».

Versione ANSA e agenzie varie

«Caos, paura, morti. E il timore di un insabbiamento da parte delle autorità. E’ questo l’immediato, lacunoso, bilancio della sparatoria». L’assalto nel pieno del periodo prefestivo, in una zona della capitale zeppa di negozi e ristoranti di lusso, infiocchettata dalle luminarie. La conferenza stampa di fine anno del presidente Vladimir Putin era finita da poco quando si è diffusa la notizia di spari nell’area di Lubyanka, dove appunto si trova il palazzo giallo-rosso dei servizi eredi del KGB. «Sui social hanno iniziato a impazzare video artigianali girati da gente barricata dietro vetrine e finestre di uffici, in cui si poteva vedere (almeno) un uomo nerovestito imbracciare un mitragliatore. Poi grida e colpi di arma da fuoco. Moltissimi».

Chi, come e quanti terroristi?

RT, l’emittente ufficiale del Cremlino e un dispaccio dell’agenzia Moskva che fa capo al Comune di Mosca, racconta di tre assalitori, due uccisi, uno in fuga, una guardia uccisa, e poi gli agenti dell’ Fsb che uccide l’ultimo terrorista. Ma poco dopo, contrordine. «Un solo terrorista che non è penetrato nell’edificio», dichiara l’Fsb. La notizia dell’agenzia Moskva a quel punto è stata cancellata dal sito. Un errore? Possibile, ma pensar male non è peccato. Nella nebbia voluta attorno all’attentato, l’Fsb ha aperto un’inchiesta penale per «terrorismo». « Da tempo è alta l’attenzione della polizia russa alle frontiere dell’Afghanistan e del Tagikistan dove si sarebbero ammassati centinaia di guerriglieri musulmani», ricorda Colombo sul Manifesto.

Attentato provocazione

L’azione sulla Bolshaya Lubyanka, a non più 500 metri dalla piazza Rossa, durante il concerto al Cremlino Della Giornata del controspionaggio russo -ironia delle sorte- a cui era presente Vladimir Putin. Che subito dopo ha dato il via alla tradizionale conferenza fiume di fine anno con la stampa internazionale, 2000 giornalisti presenti. E lì le vere bombe, politiche per fortuna. Conferenza stampa fiume, 259 minuti di Putin, dallo scioglimento dei ghiacci nell’Artico –‘minaccia per la Russia’- alla difesa del presidente Usa da accuse ’fabbricate’. E«E parole ambigue riaprono l’ipotesi di terzo incarico consecutivo (il quinto totale) dopo il 2024» annota Michela A.G. Iaccarino sull’Huffington Post. Non una nuova Costituzione, ma un ‘ritocchino’ per eliminare la clausola sugli ‘incarichi consecutivi’ e consentire a Vladimir Putin di ricandidarsi per un terzo mandato presidenziale dal 2024’. La sua quinta volta al Cremlino, sino ai suoi 80 anni!

Il mondo letto da Putin

  • «L’impeachment a Trump? Si tratta solo della continuazione della lotta politica interna». «Un ulteriore episodio di un’intensa lotta di apparati». «Ma continueremo a confrontarci con Trump finché resterà in carica e non è detto che non lo resterà ancora a lungo», ha chiosato.
  • Ucraina e trattativa sul Donbass. Nessuna modifica degli accordi di Minsk chiesta da Zelensky ad evitare soluzioni tragiche, pulizia etnica della popolazione russofona «stile Sebrenica da parte dei nazionalisti ucraini».
  • Questione ambientale, Putin riconosce l’esistenza del problema, ma ha respinto l’accusa alla Federazione di tutti i malanni del pianeta: «La Russia non è tra i primissimi produttori di emissioni nocive. Secondo l’Onu, gli Usa e la Repubblica popolare cinese ne emettono il 16% del totale. Quindi c’è la Ue con l’11% e poi la Russia con il 6%».
  • Riscaldamento globale sia frutto di un’emergenza ambientale? «Calcolare come l’umanità moderna sta influenzando il cambiamento climatico globale è molto difficile, se non impossibile», ha sostenuto Putin che ha però ribadito l’impegno a combattere i cambiamenti climatici.
  • La decisione del parlamento europeo di equiparare l’Urss staliniana alla Germania nazista: «Assolutamente inaccettabile. La nostra gente è stata la prima vittima del totalitarismo. Lo abbiamo condannato così come il culto della personalità. Ma mettere sullo stesso piano l’Unione Sovietica e la Germania nazista è l’apice del cinismo».
  • Comunque i conti con la storia (e con il comunismo) con un attacco frontale a Lenin, precursore del «grande terrore» staliniano, una tesi abbastanza avventurosa diventata negli ultimi anni in Russia ‘la vulgata di regime’: deviare memoria e simpatie post sovietiche da sinistra alla nuova destra che Putin ora rappresenta e sostiene nel mondo.

rem

rem

Read Previous

Mediterraneo ‘ottomano’ dalla Siria alla Libia, e gli Usa zitti o le basi…

Read Next

Raid impuniti dei coloni israeliani contro i villaggi palestinesi