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mercoledì 29 Gennaio 2020

Londra addio, Johnson a tutta Brexit stravince

Maggioranza assoluta. I Tory avrebbero 368 seggi mentre Corbyn si fermerebbe a 191, per il Labour un tracollo. La Scozia va da sola, boom dei nazionalisti dello Snp Solo 13 seggi per i Lib-Dem, 55 agli indipendentisti scozzesi. Nessun seggio per il partito di Nigel Farage. Vola la sterlina.

Trionfo a valanga per Boris Johnson

Il voto delle elezioni britanniche, secondo l’exit poll di Ipsos Mori diffuso dalla Bbc ieri sera e primi risultati certi, assicura una larga maggioranza assoluta Tory alla prossima Camera dei Comuni cercata dal primo ministro Boris Johnson per portare il Regno Unito fuori dall’Ue entro il 31 gennaio.

Dati ancora non ufficiali, il partito conservatore ha 368 seggi su 650, mentre al Labour di Jeremy Corbyn ne vengono attribuiti solo 191 e all’intero fronte ‘referendum bis’ 260 circa.

Tracollo Corbyn

Tracollo per il partito guidato da Jeremy Corbyn. Deludenti anche i Lib-Dem, che otterrebbero soltanto 13 seggi, mentre 55 seggi andrebbero agli indipendentisti scozzesi. La nuova formazione guidata da Nigel Farage, il Brexit Party, non prende alcun seggio. Il risultato del Labour è il peggiore dal 1935. Dimissioni di Corbyn annunciate già nella notte, giustificazione, “voto dominato dalla Brexit”. Nelle scorse elezioni, nel 2017, il partito laburista ottenne 262 seggi.

Trionfo personale di BoJo

Nella consultazione elettorale di due anni fa i conservatori, allora guidati da Theresa May, ottennero 317 seggi, sotto i 326 necessari per avere la maggioranza ai Comuni. I Tory guidati da Boris Johnson, stando a queste indicazioni, ne otterrebbero 50 in più.

@BorisJohnson. Thank you to everyone across our great country who voted, who volunteered, who stood as candidates. We live in the greatest democracy in the world.

Scozia sempre più separata

‘La Scozia l’altra faccia della luna del trionfo Tory alle elezioni britanniche’, scrive l’Ansa. «Nel territorio del nord, stando all’exit poll, gli indipendentisti dell’Snp di Nicola Sturgeon, decisi a chiedere una rivincita referendaria anche e soprattutto sulla secessione da Londra come risposta alla Brexit, fanno il pieno: spazzando via tutti i partiti nazionali e quasi azzerando l’avanzata del 2017 degli stessi conservatori». Il partito della Sturgeon è l’unica formazione anti Brexit ad avanzare. Male i secessionisti gallesi di Plaid Cymru e i Verdi, fermi a 1.

Unione Europea addio di Natale

Possibile voto su Brexit già prima di Natale. La Ue: “Ora più chiaro, siamo pronti all’addio di Londra” Possibile voto su Brexit già prima di Natale.

Sarà un Natale con la Brexit? Il destino della Gran Bretagna segnato dal voto dei cittadini inglesi e gallesi, visto che gli scozzesi hanno votato per l’europeista Scottish national party. Ma con questi numeri, è possibile che già il sabato prima di Natale, il 21 dicembre, si voti ai Comuni l’accordo della Brexit e che poi si passi alla Camera dei Lord tra Natale e Capodanno. «Tempi ancora più serrati di quelli che comunque obbligavano Londra a prendere una decisione entro il 31 gennaio, data di scadenza della proroga concessa da Bruxelles. Che nelle ore notturne del post-voto sembra quasi rasserenata dall’avere un orizzonte chiaro e definito invece delle incertezze degli ultimi tre anni», registra Andrea Bonanni su Repubblica.

Commissione Ue Von der Leyen

La presidente della Commissione Ue Ursula von der Leyeb: «Ascolteremo immediatamente il primo ministro per essere rassicurati sul percorso, pronti a negoziare qualsiasi cosa sia necessaria. Domani sarà importante ricevere il mandato dal Consiglio europeo sulle linee negoziali da tenere nelle trattative sulle relazioni future». Divorzio accertato, restano ancora da definire molte questioni normative e finanziarie a suon di Euro e di Sterline. Charles Michel, presidente del Consiglio Europeo: «Se il parlamento britannico accettare gli accordi sulla Brexit raggiunti, noi siamo pronti e uniti per i prossimi passi per portare avanti una cooperazione stretta con il Regno Unito».

Londra di corsa

Michael Gove, esponente dei Tory, si mostra ottimista sulle tempistiche della Brexit: «Riusciremo a portare a termine i negoziati commerciali entro la fine dell’anno prossimo», ha dichiarato a Sky. Ma oggi è ancora politica. «Johnson, da bulldozer a re: il trionfo del leader che parla al cuore della gente», la sintesi di Antonello Guerrera. ‘Get Brexit Done’, portiamo a termine la Brexit. Un messaggio semplicissimo nel psicodramma politico e nazionale scaturito dal referendum del 2016. Mentre Enrico Franceschini osserva, «Goodbye Corbyn, l’idealista ostinato che ha commesso troppi errori», con il Labour che rischia di restare all’opposizione fino al 2024.

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