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mercoledì 29 Gennaio 2020

Israele, terze elezioni in un anno per un dopo Netanyahu

Israele di nuovo al voto il 2 marzo. Tre elezioni in meno di un anno. Nessun accordo tra le forze politiche e la Knesset è stata di nuovo sciolta. Il Likuk farà le primarie a fine mese con un Netanyahu indebolito

Premier uscente che non esce mai

Terze elezioni anticipate in un anno con un premier uscente a rischio di incriminazione e galera per corruzione, che non molla. Tre mesi di negoziati a vuoto dal voto del 17 settembre. Netanyahu disposto alla grande coalizione, ma a patto di essere lui a guidarla, per lo meno nella prima parte della legislatura. In vista anche del processo per corruzione e abuso di ufficio che dovrà affrontare a breve, a meno che la stessa Knesset gli conceda l’immunità. Era una delle poste in gioco nella trattativa con Gantz, ma l’ex generale è stato inflessibile. Come è stato inflessibile sulla richiesta di essere lui il nuovo premier avendo il suo partito ottenuto più voti e più seggi. E ieri pomeriggio la Knesset ha deciso nuove elezioni il 2 marzo. Netanyahu a questo punto ha tentato un colpo di teatro, disposto a rinunciare all’immunità se i partiti si fossero messi d’accordo nel formare un governo da lui guidato.

Tra il potere e la galera

Il partito del premier, il Likud, si è però detto subito contrario. E da qui al prossimo marzo, molte cose potrebbero cambiare.  Il Likud sembra intenzionato a organizzare nuove primarie interne per scegliere il nuovo leader. Netanyahu gode ancora di ampio sostegno nel suo partito ed è probabile che possa ottenere una nuova vittoria, ma nelle ultime settimane è stato sfidato dal suo ex ministro Gideon Saar, che ha annunciato l’intenzione di candidarsi. Netanyahu, inoltre, dovrà fare i conti con l’incriminazione, che formalmente non gli impedirà di candidarsi o continuare a fare il primo ministro, ma politicamente di fatto impraticabile. Netanyahu sembra intenzionato a chiedere al parlamento di votare la sua immunità, cosa che gli ha già causato grosse critiche.

Trump Netanyahu destini incrociati

Elezioni decisive per l’attuale premier Netanyahu, incriminato per corruzione, frode e abuso di potere in tre casi giudiziari. E insidiato anche all’interno del suo Likud. Per i sondaggi, stavolta il possibile ribaltamento: centrosinistra accreditato di 60 seggi su 120, con una netta prevalenza di Blu-Bianco (37 seggi) a danno del Likud (fermo a 33). La formazione di Gantz potrebbe con questi numeri formare un governo di minoranza, con il sostegno esterno della Lista araba unita. Contemporaneamente crescono preoccupazioni e tensioni nel mondo palestinese per la minacciata annessione dei territori occupati della Cisgiordania, per l’inarrestabile espansione della colonie ebraiche in terra palestinese e per l’ormai drammatica crisi di Gaza. Con Netanyahu che sulle guerre e sul mito sicurezza interna basa i suoi consensi politici da sempre.

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