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mercoledì 29 Gennaio 2020

GB al voto, BoJo-Exit in vantaggio ma rischio ‘Parlamento appeso’

Voto decisivo per il futuro del Regno Unito tra Brexit ed Europa: tutti gli scenari possibili. E Boris è ancora in testa. Corbyn si appella agli indecisi. Tutto quello che c’è da sapere tra partiti in lizza, favoriti, sondaggi e fattori decisivi

«Get Brexit done»

‘Ottieni la Brexit’, la traduzione più letterale, ‘Regalati la Brexit’ nell’inglese gridato di Boris Johnson. Stampato sul grembiule da cuoco esibito sugli ultimi manifesti pre elettorali del composto quanto pettinato premier britannico, che sa di vincere ma non di quanto. Col rischio di essere alla guida del partito più votato ma costretto all’opposizione in Parlamento da una coalizione di anti Brexit e da separatismi sempre più forti.

‘Parlamento appeso’

«Se la vittoria dei conservatori, infatti, è data per scontata -informa Giulia Belardelli sull’HuffPost-non è più così scontato che il partito guidato da BoJo riesca a ottenere la maggioranza assoluta. In base al sistema politico britannico, basta una leggera variazione per tornare a una situazione di ‘hung parliament’, di ‘parlamento appeso’, con l’incubo di un governo di minoranza Labour con l’appoggio dei liberal democratici e nazionalisti scozzesi.

18 collegi decisivi

Il troppo Brexit alla fine stufa, ma a vantaggio di chi? Obiettivo di Boris Johnson,  arrivare a quei 326 seggi della maggioranza assoluta. «Le preoccupazioni dei Tories si concentrano sui 18 collegi ‘super marginali’ che potrebbero ancora privare il partito di Johnson della vittoria annunciata, con le rilevazioni che ne hanno assottigliato il vantaggio (conservatori al 43%, laburisti al 34%)». Collegi che potrebbero passar di mano con poche decine o un centinaio di schede.

BoJo senza alleati esterni

Urne aperte dalle 7 per chiudersi questa sera alle 22, le nostre 23. Subito dopo usciranno i primi exit poll. Per i risultati, invece, bisognerà aspettare le prime ore del mattino. A determinare la sfida, una collezione di 650 piccole sfide, tante quante i seggi da conquistare. Partita politica, il vantaggio di Johnson e la fatidica soglia della maggioranza assoluta: quei 326 seggi che per BoJo, non potendo contare su alleati esterni, fanno la differenza tra “get Brexit done” oppure no.

Tutto purché Brexit finisca

Psicodramma nazionale durato tre anni e mezzo. Secondo Antonello Guerrera su Repubblica,  «molti britannici voteranno tory soltanto per chiudere definitamente la Brexit, turandosi il naso su altri temi». Contro Johnson, «un apparente schiacciamento nei confronti di Donald Trump che potrebbe pesare dopo l’uscita dall’Ue, la quale inoltre potrebbe rivelarsi rovinosa se Uk e Ue non trovassero un accordo commerciale nei loro rapporti futuri.

Il sistema elettorale britannico

“First past the post”, chi arriva primo vince. Maggioritario uninominale secco. Il candidato del singolo collegio che prende più voti vince il seggio in Parlamento. Dunque non si tratta di una sfida sul numero di voti a livello nazionale, bensì di una lotta elettorale capillare e locale, composta dunque di 650 piccole sfide che comporranno il Parlamento e la sua maggioranza. Per questo si tratta di elezioni estremamente imprevedibili, a maggior ragione con la Brexit di mezzo.

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