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mercoledì 29 Gennaio 2020

Nato schizofrenica da contagio Usa, 70 anni portati male

‘Una strana NATO, un po’ schizofrenica, quella che viene festeggiata a Londra’, sostiene Stefano Silvestri, Consigliere scientifico ed ex presidente dell’Istituto Affari Internazionali, sull’Huffington Post

Alleanza Atlantica stanca e litigiosa

«È una strana NATO, un po’ schizofrenica, quella che viene festeggiata a Londra», sostiene Stefano Silvestri, Consigliere scientifico ed ex presidente dell’Istituto Affari Internazionali sull’Huffington Post. «Dal punto di vista militare essa sembra funzionare abbastanza bene». Punto di vista militare appunto, con quei 130 miliardi di dollari in più ottenuti dal comando Usa dagli alleati europei e dal Canada, obiettivo 400 miliardi entro il 2024. Russia al posto dell’Unione sovietica ma poco cambia. Controllo dell’Atlantico del Nord dove la Nato è arrivata minacciosa ai confini russi, 40mila uomini disponibili in 24/48 ore nelle repubbliche baltiche e in Polonia per assicurare il supporto di 30 battaglioni corazzati, 30 navi da guerra e 30 stormi aerei, ovunque necessario, entro 30 giorni.

Quasi guerra fredda fortemente sospettabile di intessi nazionali di parte rispetto all’emergenza terrorismo dal Mediterraneo, ad esempio.

Forti braccia poca testa

«Contemporaneamente però i paesi alleati non sembrano capaci di esprimere una posizione strategica comune. Anzi, si guardano tra loro con diffidenza», sempre Silvestri. Il presidente Francese va oltre e parla di ‘morte cerebrale’ della Nato, sottintendo il comando statunitense versione Trump. Diffidenza: «Quando gli USA hanno chiesto di approntare una missione navale comune nel Golfo, per far fronte alle minacce iraniane». Peggio, «La Francia ha addirittura stabilito un suo centro di comando, chiamando gli altri paesi europei a farne parte. In altri termini, gli alleati non si fidavano delle possibili scelte americane e non volevano essere coinvolti».

Putin Erdogan amici nemici a scelta

«Ma i veri nodi sono altri due, e si chiamano Putin ed Erdogan». Quale strategia con la Russia rispetto a mai superate ostilità post sovietiche dei Paesi ex comunisti, Polonia in testa, e sulla questione strategica Ucraina-Crimea. Per non parlare del nuovo gasdotto Nordstream che trasformerebbe la Germania nell’unico punto di accesso e distribuzione del gas russo in Europa, con addio all’Ucraina. E poi il ‘sultano’ Erdogan. La Turchia che tiene bloccata l’approvazione del discutibile piano Stoltemberg di rafforzamento delle Repubbliche baltiche e della Polonia, chiedendo in cambio che gli alleati NATO definiscano come terroristi le milizie curde siriane, eroi sino a ieri nella guerra contro l’allora Isis. «Nel frattempo la Turchia ha comprato i sistemi di difesa aerea russi S-400, e ne sta adattando le prestazioni sulla base delle capacità degli aerei americani di cui dispone».

Il Vertice si riduce a Consiglio

Troppe tensioni interne a rischio di rotture clamorose. ‘Vertice’ e non ‘Consigli, senza dover  concordare decisioni. «Per cui, al di là di qualche beccatina reciproca, la NATO riesce a superare con successo la soglia dei 70, senza improvvisi scivoloni o palpitazioni», saggiamente Silvestrini. Salvo il fatto che (Macron con qualche ragione) la NATO non ha espresso alcuna linea politica e strategica comune su nessuno dei grandi problemi che si trova ad affrontare, «dall’Afghanistan all’Iraq, dalla Cina all’Iran, dall’Ucraina alla Russia». L’ondivago e umorale Trump primo colpevole, ma anche la «incredibile debolezza politica di troppi alleati europei, bloccati dalla confusione e mutevolezza delle loro politiche interne».

Dopo Trump, quando sarà, ancora Nato?

«Molti sperano che l’anno prossimo Trump non sia rieletto e che il nuovo Presidente americano eserciti una leadership più stabile e sicura. Nulla è meno certo», avverte Silvestrini. Innanzitutto perché Trump ha sino ad oggi molte possibilità di essere rieletto. Due, «non è affatto detto che un nuovo Presidente democratico sarebbe più conseguente e più attento alle preoccupazioni europee». Conclusione possibili per chi non ha fede in un padreterno che possa salvarci in questo bordello? Nato più o meno moribonda, dice Macron, che vuole un’Europa autonoma sulla difesa. Sempre all’armi. Alla fin fine, molto simile a ciò che chiede Trump. Considerazione finale, pungente battuta compresa, a Stefano Silvestri.

«Gli USA vogliono dei fedeli alleati che non abbiano troppo bisogno degli USA. Forse dovremmo accontentarli».

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