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mercoledì 29 Gennaio 2020

Trump fuori tutto, al vertice Nato litiga col mondo

Il presidente Usa al vertice Nato di Londra prende a schiaffi tutti, e nel pieno dell’inchiesta di casa sulla sua incriminazione, vuole imporre nuove tariffe su 2,4 miliardi di prodotti francesi. Nuovi rischi anche per il made in Italy. E prossimamente forse, addio Nato.

Stile ‘padrone del mondo’

Quand’è che l’arroganza supera il limite e diventa prepotenza offensiva e stupida? Se trovi l’arrogante che è potente, maleducato e ignorante assieme, allora sei sistemato.

 Trump appena giunto a Londra per il vertice e col suo solito garbo, è subito rissa. Inizia con la Francia, ma ce n’è per tutti. Tariffe del 100% sulle esportazioni di prodotti francesi per 2,4 miliardi di dollari verso gli Stati Uniti, accompagnate dalla minaccia di imporre simili misure anche ad altri Paesi, fra cui l’Italia. Peggio di così difficile immaginare. O forse no. Secondo un previsione dell’ex consigliere per la sicurezza nazionale ‘Stranamore’ Bolton, poi cacciato, “se Trump otterrà un secondo mandato alle elezioni del 2020 potrebbe anche ritirare gli Usa dalla Nato”.

Rischio ritirata dalla democrazia

La proposta di imporre dazi del 100% su 2,4 miliardi di prodotti francesi -scrive Paolo Mastrolilli su La Stampa- è ritorsione contro la digital tax decisa da Parigi, accusata di penalizzare soprattutto le grandi multinazionali americane del settore come Google, Apple, Amazon e Facebook. Per la verità, anche l’Italia chiede che se quelle aziende producono profitti in casa nostra, paghino le tasse. Ma ‘America First’ e il mondo si fotta. Le tariffe Usa-Trump colpirebbero 63 categorie di prodotti francesi, ma non prima della metà di gennaio. Il tempo per negoziare un compromesso stile Donald, con la pistola dei dazi puntata alla tempia. Mentre lo ‘US Trade Representative’ minaccia ritorsioni simili anche contro l’Italia, la Turchia e l’Austria, sempre contro le tasse digitali.

La Cina nell’agenda Nato

A Parigi il ministro delle Finanze Le Maire prova a ritorcere, e chiede vendetta Ue. E l’Unione europea, in caso di nuovi dazi americani, promette «una forte risposta», ma nessuno a Washington trema. Resta la villania politica Usa versione Trump. «Non è comportamento da alleati con la Francia e in generale con l’Europa». Ma si sa che Trump è rozzo di natura, twitta, straparla, salvo smentirsi il giorno senza neppure vergognarsi. Eppure al G7 di Biarritz, agosto scorso, Trump e Macron sembravano fidanzati. Parigi impegnata a rimborsare le tasse raccolte dalle aziende americane, se avessero superato gli importi di un’imposta digitale globale da negoziare nella Organization for Economic Cooperation and Development. Ma Trump resta mercante di immobili, a sino alla firma dal notaio, mai fidarsi.  

Nato e ‘morte cerebrale’, di chi?

L’Alleanza Atlantica, che Macron  ha diagnosticato ad un passo dalla «morte cerebrale», proprio per la presidenza Usa di Trump. Oggi, Trump Macron, se non si picchiano, tornano a parlarsi. Anzi, no: a litigare. Macron vorrebbe che Bruxelles-Nato si concentrasse sulla lotta al terrorismo invece della Russia con la Nato ormai ai suoi confini occidentali, mentre gli Usa spingono a contenere l’espansionismo della Cina che modifica gli equilibri globali tanto sul piano militare, quanto su quello tecnologico. Per difendere il primato economico Usa sempre più fragile e sgradito a pezzi crescenti di mondo. E i nuovi dazi minacciati contro i paesi europei non attirano certo simpatie in casa europea, salvo il suo emulo britannico Boris Johnson, tanto amico dell’Unione europea quanto pettinato.

Dopo la ‘morte celebrale’ funerale Nato Usa?

Trump mercante che vuole sempre più soldi per la difesa Nato. 130 miliardi di dollari in più li ha ottenuti per il 2020, ma non gli bastano. Sino ad oggi i ‘cazziatoni’ da caserma. Ora la ufficiosa minaccia via Stranamore-Bolton sulla possibile uscita Usa dalla Nato (come dal Clima, dal nucleare iraniano, dal disarmi Reagan Gorbaciov), se otterrà il secondo mandato nel 2020. Isolazionismo contro tutti. Poi, il capo del Pentagono che obbedisce, azzarda un ritiro Usa dall’Afghanistan anche senza un accordo con i talebani.  E i nostri 900 soldati  irresponsabilmente ancora là? Tutto questo con Trump sotto schiaffo di impeachment, che non ne migliora il già pessimo carattere. Capi d’accusa per l’incriminazione quasi pronti. Il voto della Camera, poi al Senato per il processo. E questa volta lui sarebbe costretto a presentarsi.

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