Privacy Policy «Forza della Siberia», gasdotto strategico dalla Russia alla Cina -
mercoledì 29 Gennaio 2020

«Forza della Siberia», gasdotto strategico dalla Russia alla Cina

Inaugurato da Xi e Putin il gasdotto russo-cinese. L’enormità di 38 miliardi di metri cubi di gas anno. 5 anni per costruire un gasdotto lungo quasi 3 mila chilometri

«Forza Siberia», enormità da paura

La crisi politica ad Hong Kong blocca Xi Jinping a Pechino e la cerimonia a Soci in teleconferenza. Inaugurazione dei 3 mila chilometri di tubi che porteranno il gas naturale russo in Cina attraverso la cosiddetta “rotta orientale”. 38 miliardi di metri cubi di gas anno.

Cina Russia da 200 miliardi

38 miliardi di metri cubi di gas. «Per avere un’idea delle dimensioni dell’affare si pensi che Turkish stream, entrato in funzione qualche settimana fa, pomperà 15 miliardi di metri cubi in Turchia ma raggiungerà la massima capacità di fornitura di 30 miliardi solo se raggiungerà Bulgaria, Serbia e Grecia», segnala Yurii Colombo da Mosca. Putin, «Questo accordo ci fa avvicinare all’obiettivo che ci siamo dati con il presidente Xi di portare il nostro commercio bilaterale a 200 miliardi di dollari entro il 2024». Prima della stagione delle sanzioni anti-russe il primo partner commerciale della Federazione era la Germania  con 100 miliardi di dollari di interscambio, ma la questione Ucraina-Crimea…

Xi Jimping ecologista

Il presidente cinese a sorpresa e convenienza ecologista d’occasione. Affidabilità dell’impianto ma anche «la sua compatibilità con l’ambiente: è importante prestare particolare attenzione alla sua protezione, a un sfruttamento delle risorse rispettoso della natura e efficiente sotto il profilo energetico a basse emissioni di carbonio». Gasdotto ‘Forza della Siberia’, messaggio forte e chiaro verso Washington.

I giacimenti di Kovyktinskoye

3000 chilometri di enormi tubi dai giacimenti siberiani di Kovyktinskoye e Chayandinskoye sino a Blagoveshchensk, la città russa sul fiume Amur che segna il confine fra Federazione Russa e Repubblica Popolare Cinese. Nomi impronunciabili di passaggi strategici segnalati da Francesco Sassi, dell’Ispi, l’Istituto di Studi di Politica Internazionale. Un’opera da 400 miliardi di dollari annunciata a Shanghai nel maggio del 2014, «agli albori della crisi in Ucraina e a poche settimane dall’annessione della Crimea alla Federazione Russa», segnala il ricercatore. «Allora furono in molti a leggere l’evento come il punto di svolta in cui Mosca cercava la spalla di Pechino per sostenere il peso diplomatico ed economico dell’allontanamento forzato dall’Occidente».

La Russia a tutto gas

La Russia è il primo esportatore di gas naturale al mondo, con oltre 247 miliardi di metri cubi di gas esportati nel 2018, 200 dei quali ai mercati europei, Italia compresa, terzo importatore dopo Germania e Turchia, con circa 22 miliardi di metri cubi.

L’esportazione di risorse naturali, primi fra tutti petrolio e gas, è una componente fondamentale del bilancio statale russo. Dati dal servizio doganale recentissimi, l’export di idrocarburi è stato il 65,38% dell’intero volume di esportazioni della Federazione mentre nel 2018 l’intero settore ha portato in cassa il 40% di tutte le entrate. E la Cina rappresenta il principale mercato di consumo in espansione per quanto riguarda il gas naturale.

Cina Russia interessi incrociati

La crescente interdipendenza energetica fra Mosca e Pechino, sempre Francesco Sassi, e la guerra a colpi di dazi di Trump. «Dal maggio 2019, a causa della guerra commerciale fra Washington e Pechino e dei dazi imposti da quest’ultima sulle importazioni di gas naturale liquefatto dagli impianti americani, nessun cargo è salpato verso la Cina». Ed ecco il presidente di PetroChina, a mettere il dito sulla piaga (di Trump), «In assenza dello scontro fra Stati Uniti e Cina, il gas americano avrebbe rappresentato una “fonte molto promettente di crescita per la Cina”».

E ora assieme nell’Artico

La partnership energetica con soldi e tecnologie fornite da Pechino anche nell’Artico, progetti di Yamal LNG e Arctic LNG-2. «E Mosca e Pechino stanno già negoziando per la costruzione di un nuovo gasdotto, che collegherà l’Artico con il mercato cinese passando attraverso la Mongolia. Questa volta però, ad essere sul tavolo delle negoziazioni è lo stesso gas proveniente dai giacimenti da cui i paesi europei, Italia compresa, si riforniscono. Una nuova era della geopolitica dell’energia e del gas naturale sembra essere alle porte».

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