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venerdì 13 Dicembre 2019

Brexit, ancora prima di uscire loro, regole e rotture per entrare noi

I Conservatori britannici vogliono passaporto e obbligo di visto per entrare nel Regno Unito. Nuove regole per cittadini Ue promette Simpatico Boris in caso di vittoria (quasi certa) alle elezioni. Piccolo Trump prevede modalità simili a quelle già richieste per viaggiare negli Stati Uniti

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Dentro e fuori comunque rompono

Boris Johnson versione Donald Trump. In caso di pronosticata vittoria alle ormai prossime elezioni politiche, oltre a promettere la Brexit come regalo di Natale al mondo, prevede modalità simili a quelle già richieste per viaggiare negli Stati Uniti. «Il governo ultra-euroscettico di Boris Johnson -avverte Antonello Guerrera su Repubblica- si sta già preparando al trattamento dei cittadini Ue che vogliono trasferirsi o semplicemente viaggiare oltremanica. E per gli europei non ci sono buone notizie». Sola speranza per noi e per il mondo, che si tratti, almeno in parte di una delle sua solite spacconate a dire che esiste.

Brexit prima di uscire loro regole e rotture per entrare noi

Simpatico e pettinato Boris

Per prima cosa, se Johnson vincerà le elezioni e come le vincerà per la sua fretta di Exit da bullo, tutti i cittadini europei che dal primo gennaio 2021 vorranno entrare anche solo da turisti nel Regno Unito dovranno compilare preventivamente un modulo simile al cosiddetto Esta per superare il confine degli Stati Uniti. E sempre ‘modello Usa’ anti migranti, bisognerà avere l’ok di ingresso tre giorni prima dell’arrivo in qualsiasi aeroporto britannico, altrimenti si verrà rispediti a casa. Un solo anno di uso della semplice carta di identità da esibire a frontiere che quasi non esistevano più, e dal 2021 passaporto obbligatorio. Ma attenti: gli europei con vecchie condanna (ancora non specificate di che tipo) saranno rispediti anche loro nel Paese di origine.

Rognosa Albione e cotanto premier

Fiscale Boris e crudelmente preciso Guerrera. «E, affinché nessuno faccia il furbo scavallando i tre mesi di permanenza in Regno Unito permessi dal visto turistico stile ‘Esta’, il ministero dell’Interno britannico porrà in vigore anche un sistema di conteggio ‘In&Out’, un calcolo di quanti europei sono entrati e quanti sono usciti dal Paese in un certo periodo di tempo». Stile antiterrorismo che forse, quello sì, dovrebbero un po’ migliorare. Ma si sa che in campagna elettorale le promesse al peggior elettorato fioriscono. «In piena campagna elettorale, i conservatori vogliono rimarcare la loro propaganda anti-immigrazione (Johnson vuole un modello “australiano” con la valutazione “a punti” dei migranti) e sul controllo dei confini». Prova simpatia per Johnson, interesse per gli scandaletti di corte, o apprezzamento della cucina inglese?

Immigrati e intelligenza a punti

Questa norma, precisa Repubblica, si applicherebbero soltanto dal 1 gennaio 2021 e solo se si verificassero prima i seguenti casi, sparando, molti di noi, in una nuova pernacchia del buon senso britannico al borioso Boris. Noi prossimi ‘migranti’ solo se:

  1. Johnson vince le elezioni a man bassa e riesce a far passare il suo accordo Brexit, innescando  il periodo di transizione per negoziare con l’Ue i rapporti futuri post Brexit con le attuali norme sino al 31 dicembre 2020. Il giorno dopo, nello scenario dei conservatori di Johnson al potere, cambierebbe tutto per i cittadini Ue.
  2. Se il 12 dicembre Johnson non dovesse vincere alle urne con la maggioranza assoluta (attenti ai voti scozzesi e irlandesi contro a Wstminster), confusione con un’unica certezza: i cittadini Ue residenti in Regno Unito avranno tempo fino alla fine del 2020 per registrarsi al programma ‘Settlement Scheme’ e ottenere la residenza provvisoria o permanente. E l’ incubo Brexit nuovo serial tv a puntate.

Peggio di Boris la non dolce Priti

«Intanto, la ministra ‘trumpiana’ dell’interno Priti Patel», come la definisce Guerrera che a Londra ancora ci vive, «una che in passato ha invocato il ritorno della pena di morte, commenta: ‘A causa delle leggi Ue, oggi droghe e armi entrano nel nostro Paese dall’Europa, aumentando violenze e dipendenze. Dopo la Brexit i nostri confini saranno molto più solidi e avremo più sicurezza’». Noi esportatori clandestini di spaghetti ci sentiamo offesi e discriminati e decideremo presto un boicottaggio organizzato a Londra, alla Case reale, al porridge e al Tamigi, le cui acque, dati britannici incontestabili, scorre più cocaina di trote (anche il nostro Tevere non se la cava male come residui di polverine). E per studiare l’inglese, meglio Malta dove al momento c’è ancora un po’ di mafia ammazza Daphne Caruana Galizia, ma almeno hanno buon clima.

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