Privacy Policy Venezuela e la guerra dell'oro: massacro d’indigeni in Amazzonia -
venerdì 13 Dicembre 2019

Venezuela e la guerra dell’oro: massacro d’indigeni in Amazzonia

Bande armate di assassini arruolati, nella riserva indigena nel cosiddetto “Arco minero”, area ricchissima di oro e altri metalli preziosi. Strategia del terrore. Nove persone uccise, tra loro anche un ragazzo di 17 anni. È la terza strage in meno di un anno

‘Arco Minero’ e strategia del terrore

«Il commando è arrivato dopo il tramonto. Tutti uomini vestiti di nero e pesanti fucili a tracolla, alcuni con il volto coperto. All’improvviso hanno cominciato a fare fuoco sulla comunità di Ikabarú, nel municipio della Gran Sabana venezuelana, non lontano dal confine con il Brasile. Nove persone sono rimaste uccise, tra loro anche un ragazzo di 17 anni e un esponente della Guardia nacional». Il racconto senza sconti di Lucia Capuzzi  su Avvenire. La strage – la terza in meno di un anno, ha denunciato il vicario apostolico del Caroní, Felipe González – è avvenuta venerdì ma solo ora la notizia è uscito dall’Amazzonia venezuelana per circolare a livello internazionale.

Dove e cosa sta accadendo

«È stato un massacro indiscriminato. Vogliono terrorizzarci», denunciano i 2500 abitanti di Ikabarú che denunciano la pressione sulla zona, legalmente riconosciuta come riserva indigena. Ikabarú, però, si trova nel cosiddetto “Arco minero”, area ricchissima di oro e altri metalli preziosi. Dal 2016, il governo Maduro  l’ha definita «zona di sviluppo strategico nazionale» e ha autorizzato l’estrazione. Ma ad oltre tre anni dall’avvio del progetto, non c’è ancora alcuna mappa completa delle concessioni accordate, fatto che fa sorgere forti dubbi sulla trasparenza dell’iniziativa, la critica legittima.

‘Camimpeng’ e forze armate

Unica presenza statuale in zona è Camimpeng, ente amministrato dalle forze armate. Nel territorio non si vedono aziende ma vari gruppi armati – i cosiddetti “sindicatos” – che sulla base di non si sa quale concessione, reclutano la manodopera e impongono le diverse fasi del processo di lavorazione della ricerca dell’oro . «Il tutto sotto lo sguardo indifferente dei militari. E contro i “sindicatos” puntano il dito gli abitanti di Ikabarú per difendere la loro storica estrazione di oro praticata su scala artigianale dalla comunità.

Bande armate di chi e per chi?

Alza la voce la chiesa venezuelana, denuncia l’organizzazione per i diritti umani Provea. Tutti di colpo distratti da quelle parti? «Insolito (eufemismo  per dire fortemente sospetto) che, né i militari né i servizi di sicurezza presenti in forza nella zona siano intervenuti per impedire a quella bande armate di spadroneggiare». Chiesta un’indagine per verificale eventuali responsabilità e connivenze. «Le autorità devono risolvere questi casi nel rispetto della giustizia, senza trovare comodi capri espiatori», mette le mani avanti il vescovo González in una lettera aperta.

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