Privacy Policy Cile, dramma della Mimo e delitto solo sui social? -
venerdì 13 Dicembre 2019

Cile, dramma della Mimo e delitto solo sui social?

Daniela Carrasco, in arte “La Mima”, trovata impiccata a Santiago. L’artista avrebbe anche lasciato un biglietto per spiegare le ragioni del suicidio. Le avvocate che rappresentano la famiglia: nessun indizio di omicidio, ma comunque ‘le indagini continuano’

Una vita consumata da sola?

«Sono state realizzate con il maggior scrupolo possibile tutte le indagini e queste portano a scartare la partecipazione di un terzo in questa triste vicenda». Salvo aggiungere in conclusione, «Almeno fino a quando le indagini, ancora in corso, non saranno concluse definitivamente». Nessun assassino o peggio, salvo novità d’indagine. La morte di Daniela Carrasco, in arte “La Mimo”, avvenuta tra il 19 e il 20 ottobre scorso, all’inizio della protesta che ha scosso il Cile, sarebbe, dunque, un suicidio. I medici forensi non hanno trovato, al momento, segni di tortura né di stupro sulla 36enne. A sostenerlo non è un’istituzione legata in qualche modo all’apparato governativo fortemente sospettabile, ma  l’associazione delle avvocate femministe cilene, Abofem, che ha assunto la rappresentanza legale della famiglia dell’artista deceduta.

Solo la verità onora Daniela

Per rispetto a Daniela Carrasco, l’organizzazione ha rivolto, via Twitter, un appello ai media a rivedere la notizia di torture e violenza e assassinio de ‘La Mimo’ diffuse via social e comparse, soprattutto in Italia su quasi tutti i principali quotidiani (Remocontro compreso), «per non ferire la memoria di Daniela e dei suoi cari e non screditare il movimento sociale». Tutto è cominciato la settimana scorsa quando qualcuno ha filmato con un cellulare la protesta di un gruppo di donne nel quartiere Pedro Aguirre Cerda di Santiago, il luogo dove è stato trovato il corpo impiccato di “La Mimo”. Alcuni partecipanti, in quell’occasione, sostennero di aver visto Daniela Carrasco, il giorno prima, lasciare una marcia in compagnia di due Carabineros. Più che legittimo il sospetto con possibile aggiunta di sospetti popolari che si autoalimentano.

Le violenze diffuse e sospette

Le affermazioni delle manifestanti mescolate ad altre violenza conclamate, hanno creato la «vera storia dell’omicidio di Daniela». Così Daniela Carrasco -soprattutto in Italia- si è tramutata nell’emblema della violenza sulle donne, alla vigilia della Giornata mondiale dedicata a tale piaga. Un dramma tragicamente reale in Italia, in Europa e in Cile. Soprattutto nel Cile di ‘La Mimo’  dove l’Istituto nazionale per i diritti umani ha documentato «gravi e numerose violazioni» sui dimostranti da parte dei Carabineros.

Indagini in corso e virtù del dubbio

Nella lista dei casi non si può annoverare ‘la Mimo’, «Almeno fino a quando le indagini, ancora in corso, non saranno concluse definitivamente», leggiamo, e finalmente nella smentita si concede lo spazio del dubbio (con qualche tono di censura professionale) preteso dagli altri. Indagini in corso e prudenza, ma per tutti. Come sulla morte di Albertina Martínez Burgos, fotografa freelance che ha raccontato le proteste, il cui corpo senza vita è stato trovato, giovedì scorso, nel suo appartamento di Santiago. Sospetti anche su quella morte.

AVEVAMO DETTO

Potrebbe piacerti anche