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venerdì 13 Dicembre 2019

Israele trincea, ora Golan, e gli Usa dichiarano legali gli insediamenti

Razzi dalla Siria verso la parte del Golan occupato e reazione di Tel Aviv promessa. Ma la vera benzina sul fuoco la buttano gli Stati Uniti: ‘Gli insediamenti ebraici in territorio palestinese non solo illegali’, ma Onu e Ue contestano

Israele in cerca di governo con la certezza della guerra

Razzi dalla Siria verso la parte del Golan occupato dagli israeliani e reazione di Tel Aviv promessa e scontata (esplosioni nei dintorni di Damasco ma Tel Aviv nega), a sommarsi con la crisi di Gaza dove il premier uscente Netanyahu contesta l’accordo di tregua raggiunta via Egitto e dichiara che su Gaza ed eventuali altri  interventi decide lui. Ma la vera benzina sul fuoco Mediorientale la buttano gli Stati Uniti con una sparata politica dell’amministrazione Trump: ‘Gli insediamenti ebraici in territorio palestinese non solo illegali’ dichiara il segretario di Stato Pompeo a stupire il mondo, contro infinite risoluzioni Onu e persino sentenze statunitensi. Dipartimento di Stato 1978, «gli insediamenti civili israeliani nei territori occupati in Cisgiordania sono in contrasto con la legge internazionale».

Golan siriano occupato

Secondo il portavoce militare israeliano ci sono stati quattro lanci (di razzi o di missili) i quali sono stati intercettati in cielo dal sistema di difesa Iron Dome. Secondo la radio militare non ci sono vittime. «Prevedibile (scontata) una reazione dell’esercito israeliano», ha affermato la radio militare. Secondo l’emittente è possibile che questo episodio vada inserito negli sforzi attribuiti da Israele all’Iran di destabilizzare il suo confine settentrionale attraverso milizie sciite attive nella zona. Sempre dalla Siria, notizie di esplosioni avvertite dall’aeroporto di Damasco, e sempre la radio militare ha dichiarato che la scorsa notte Israele non ha condotto alcun attacco in Siria.

Insediamenti in terra altrui diventato legali

Ma la vera bomba non è militare ma politica, fatta esplodere da Washington. Gli Stati Uniti cambiano ufficialmente la loro politica verso gli insediamenti israeliani in Cisgiordania, che Washington non considererà più contrari al diritto internazionale, rinnegando il loro stesso Dipartimento di Stato 1978 (e infinite risoluzioni Onu), secondo cui gli insediamenti civili israeliani nei territori palestinesi occupati in Cisgiordania sono “in contrasto con la legge internazionale”. Audace sul piano politico e della logica la ragione sostenuta dal segretario di Stato Mike Pompeo nell’annunciare la decisione: «Abbiamo aumentato le probabilità per la pace». «La decisione è stata presa in base ai “fatti sul terreno” e fornisce un’opportunità a israeliani e palestinesi di mettersi insieme e trovare una soluzione a questo problema assillante».

‘Aiutino’ di Trump a Netanyahu

Due certezze nell’altalena politica di Trump su ogni cosa e per ogni dove: l’amico Netanyahu e in nemico Obama. Per Pompeo, sugli insediamenti ebraico israeliani in casa palestinese, «la precedente politica, voluta dall’Amministrazione Obama, non ha fatto fare progressi sulla strada della pace». Per il segretario di Stato Usa, la decisione annunciata ieri non pregiudica quello che dovrebbe essere lo status della Cisgiordania in qualsiasi eventuale accordo di pace. Per il premier israeliano Benjamin Netanyahu, la decisione di Washington «riflette una verità storica, cioè che gli ebrei non sono colonialisti stranieri in Giudea e Samaria», e rispunta la storia letta sulla Bibbia.

Minaccioso ‘gesto di pace’

Che la decisione non sia considerata foriera di pace dai suoi stessi protagonisti, nonostante quanto dichiarato da Pompeo, lo dimostra l’allarme dell’ambasciata Usa a Gerusalemme, che ha messo in guardia gli americani che viaggiano a Gerusalemme, in Cisgiordania e a Gaza. «Individui e gruppi contrari al recente annuncio del segretario di stato potrebbero colpire infrastrutture, interessi privati e cittadini Usa», ha spiegato l’ambasciata. Contro la decisione dell’amministrazione Usa, Nazioni Unite ed Unione europea, che si ripropongono infinite risoluzioni che definiscono da sempre il diritto internazionale condiviso. Pompeo rovesciato: «le attività di insediamento sono illegali ed erodono la soluzione a due Stati e le prospettive di una pace duratura, come ribadito dalle Nazioni Unite Risoluzione del Consiglio di sicurezza 2334».

AVEVAMO DETTO

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