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venerdì 13 Dicembre 2019

Yemen, i sauditi trattano coi ribelli prima di perdere la guerra

L’Arabia Saudita e i ribelli Houthi hanno aperto delle trattative segrete per un accordo di pace. Riad ha fretta di lasciare lo Yemen dove teme danni politici e sconfitte, ma teme anche di lasciare campo all’Iran

Perdere la faccia o perdere la guerra

Il dubbio saudita che lascia intendere Marco Dell’Aguzzo su EastWest, tra il perdere la faccia o peggio ancora, perdere ufficialmente una guerra. E qui si tratta dell’enormità mal spesa della Arabia Saudita rispetto ai nani ribelli Houthi. Ora i due inconciliabili nemici hanno aperto delle trattative segrete per un accordo di pace o almeno di cessate il fuoco, rispetto ad una popolazione falciata da fame ed epidemie. Riad ha fretta di lasciare lo Yemen dove teme ulteriori danni politici e sconfitte militari, ma teme anche di lasciare campo all’arcinemico Iran. Trattativa segreta ma non troppo, confermata all’agenzia di stampa Associated Press da funzionari di entrambi gli schieramenti.

Mediazione Oman videoconferenza

«I negoziati si stanno svolgendo in videoconferenza sotto la mediazione dell’Oman –scrive EatWest- Sono iniziati lo scorso settembre, dopo gli attacchi a due impianti della compagnia petrolifera Aramco, attacchi rivendicati dagli Houthi, ma alcuni Governi avevano ricondotto la responsabilità all’Iran». La potenza dell’attacco che ha semi paralizzato la produzione di petrolio nel cuore del regno saudita, che ha esibito al mondo la plateale inadeguatezza delle difese saudite, iper armata a miliardi dagli Stati Uniti, ma gestite senza alcuna capacità militare. I petrodollari non producono guerrieri e se quelli servono se li comprano.

Zona cuscinetto tra Arabia e Yemen

Uno dei punti discussi nei negoziati – ancora informali – è la creazione di una zona cuscinetto lungo il confine tra Arabia Saudita e Yemen. Riad vuole infatti allontanare il più possibile gli Houthi sciiti dal suo territorio. Il timore di nuovi attacchi come quelli alle raffinerie di Aramco (anche se la base di partenza di droni e missili che hanno colpito resta incerta e comunque non limitata dalle distanze), ma soprattutto teme uno stanziamento dell’Iran in prossimità del confine. Altro problema saudita (perdere la guerra o la faccia), il ritiro dallo Yemen non è una decisione facile per il Regno, dopo costi enormi e successi difficili anche per la propaganda regale.

Riad alle prese con alleati litigiosi

Intanto a Riyadh il 5 novembre si è celebrato un po’ di teatro diplomatico di corte: «Accordo di pace siglato tra il governo riconosciuto dello Yemen e il Consiglio di Transizione del Sud», enfatizza il Cesi da Roma. La pace tra litiganti in casa. Il governo yemenita di Hadi che esiste per il supporto saudita, e il Consiglio di Transizione del Sud, un gruppo separatista meridionale guidato da al-Zubaidi e supportato dagli Emirati. Fazioni alleate all’inizio della guerra contro la comune minaccia Houthi, che hanno finito per scontrarsi perché al-Zubaidi ed Emirati vorrebbero tornare ad uno Stato indipendente nello Yemen del sud. Recita di corte, ripetiamo, visto che tutti i protagonisti di Riyadh sanno bene che la guerra rischiano di perderla di contro gli Houthi nel nord del Paese.