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venerdì 13 Dicembre 2019

Francia, se la sanità pubblica muore la democrazia è molto malata

Francia, sanità pubblica moribonda, (in Italia è molto malata). Sistema in «pericolo di morte», a causa della privatizzazione e dell’austerità. Lo sciopero del settore riempie le piazze. Macron promette un «piano d’emergenza», con più soldi, in tempi brevi. La scusa della Francia per riflettere sui guai simili di casa.

Emergenza dell’ospedale pubblico

«Dai primari agli infermieri, dagli amministrativi agli studenti di medicina, ieri a Parigi e in molte altre città, una delle più grandi manifestazioni di protesta del settore sanitario pubblico degli ultimi anni. Non una semplice manifestazione di categoria, ma un grido di allarme su uno dei pilastri del welfare, che riguarda tutti i cittadini», racconta da Parigi Anna Maria Merlo sul Manifesto, uno dei pochi quotidiani a interessarsene nonostante il segnale che quella crisi manda a casa nostra. Camici bianchi per le strade a denunciare lo «stato d’emergenza dell’ospedale pubblico». In Italia non siamo a quel punto, ma forse è utile prestare attenzione ai guai dei vicini di casa, magari per evitarli.

Contro la sanità all’americana

Duecentosessantotto ospedali mobilitati, già in stato di agitazione da settimane, a chiedere più soldi (300 euro per tutti) e la fine del taglio dei letti (quelli pubblici, mentre crescono quelli privati a pagamento). Un su Le Monde e firmato anche da molti primari, alla vigilia della giornata di cortei, ha puntato il dito contro tutti i mali che colpiscono gli ospedali, l’istituzione centrale nel sistema sanitario, ormai «in pericolo di morte». «L’ospedale pubblico soffoca, i pazienti si rivolgono sempre più al Pronto soccorso mentre il numero dei letti diminuisce, ci sono difficoltà ad assumere medici e infermieri, che si tirano indietro di fronte al carico di lavoro sempre più pesante e a stipendi che non seguono». Cosa in parte già vissute o sentite anche a casa nostra,

La politica ‘temporeggia’

La ministra della Sanità, Agnès Buzyn, medico che ha passato la vita in ospedale, promette ma non troppo. ‘Equilibrio di bilancio’ lo spauracchio nella spesa pubblica francese, loro come noi a inseguirlo senza mai raggiungerlo. «E la ricaduta in termini di austerità sulla sanità stanno chiudendo un sistema che resta eccellente in un vicolo cieco». Medici già classe privilegiata alle prese con la sconosciuta ‘Lotta continua’. «Da 15 anni le riforme hanno trasformato l’ospedale in impresa», è la sintesi migliore di uno dei tanti medici scioperanti forse per la prima volta in vita loro. Emmanuel Macron ha dato una prima risposta ieri. Ha annunciato che ci sarà un «piano d’emergenza» per gli ospedali, diventati «il luogo dove tutte le difficoltà si sono accumulate».

Un male che viene da lontano

«La situazione sociale con l’aumento delle diseguaglianze, della povertà, si riversa sull’ospedale, che non ce la fa più a seguire. Prima del 1970, l’ospedale era ancora organizzato secondo vecchi criteri paternalistici. Poi, via via, viene istituzionalizzato il servizio del Pronto soccorso, Nascono le Agenzie regionali di ospedalizzazione, ma invece di decentrare creano altra burocrazia, denunciano in francese. Se traduci in italiano, metti l’autonomia regionale ed hai la realtà parallela. Le polemiche francesi ripropongono scontri politici destra-sinistra (ma non dovevano scomparire nel minestrone plebiscitario?). A stringere, altro bis con casa nostra, l’esplosione del ricorso al Pronto soccorso come scorciatoia per ottenere un ricovero. Ma è Sarkozy a dare il colpo mortale (oltre che alla Libia di Gheddafi e tutti noi): l’ospedale diventa un’impresa, deve rispettare un bilancio, quindi tagliare i costi.

Francia diseguale tendente al peggio

Oggi in Francia la salute è tutelata ad ‘Arlecchino’. Differenze sulla presenza di ospedali pubblici a seconda delle regioni e  nelle città, tra periferia e centro privilegiato. Ma soprattutto, siano alla privatizzazione accelerata del sistema sanitario. «Pronti soccorso pubblici chiusi – denuncia la parlamentare della France Insoumise, Caroline Fiat, che è aiuto infermiera – mentre 163 hanno aperto nel privato». Negli ultimi mesi, nei 35 ospedali pubblici della regione parigina sono stati tagliati 900 letti, perché manca il personale medico e infermieristico. I contratti sono sempre più a tempo determinato. Nel frattempo, le cliniche private, sempre più affiliate a grandi gruppi internazionali, prosperano. Nei mesi scorsi, c’era stata una forte mobilitazione tra gli infermieri delle case di riposo, che denunciavano una deriva simile a quella vissuta dall’ospedale pubblico». Non sentire anche voi una preoccupante aria di casa?

Studente si uccide per troppa precarietà

Un ragazzo di 22 anni si è dato fuoco davanti all’università di Lione, informa sempre Anna Maria Merlo da Parigi. Un dramma a sbattere in faccia a tutti le crudeltà- della precarizzazione della vita degli studenti. Il giovane ha lasciato uno scritto per spiegare il suo gesto. Aveva perso la borsa di studio e l’alloggio perché aveva fallito, per due volte di seguito, il secondo anno di licenza, la laurea breve: «Accuso Macron, Hollande, Sarkozy e l’Ue di avermi ucciso, creando incertezza sul futuro di tutti/e». Secondo l’Osservatorio della vita studentesca, solo il 45% degli studenti universitari francesi ha abbastanza soldi per vivere, mentre il 22% deve far fronte a importanti difficoltà finanziarie (dati 2016). I diritti di iscrizione in Francia sono bassi (174 euro l’anno), ma il livello delle borse non è alto (tra i mille e i 5.600 euro l’anno), e ne beneficiano  712mila studenti, circa un terzo degli iscritti.

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