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venerdì 13 Dicembre 2019

Usa, parte lo show impeachment in diretta tv e Trump fa finta di riderne

Il presidente accusato di abuso di potere per aver fatto pressioni sull’Ucraina affinché indagasse sui suoi rivali politici. America incollata allo schermo per l’inizio in Congresso della fase pubblica dell’indagine che potrebbe portare all’impeachment di Donald Trump.

Politica estera a vantaggio  personale

Il presidente è accusato di abuso di potere per aver fatto pressioni sull’Ucraina affinché indagasse sui suoi rivali politici.

(Ansa) I primi testimoni ad essere ascoltati in diretta tv alla Camera, davanti a una vera e propria giungla di telecamere, sono William Taylor, ambasciatore Usa a Kiev, e George Kent, sottosegretario al dipartimento di stato con delega all’Europa. Entrambi, a porte chiuse, hanno raccontato come Trump cercò di condizionare gli aiuti militari a Kiev e la visita del neo presidente Voldymyr Zelensky alla Casa Bianca all’avvio da parte della autorità ucraine di indagini contro i Biden (l’ex vicepresidente con Obama e attuale candidato concorrente e il figlio imprenditore) e i democratici. Domani toccherà a Marie Yovanovitch, l’ex ambasciatrice statunitense in Ucraina.

Commissione intelligence

La commissione intelligence della Camera ha respinto la mozione dei repubblicani per obbligare a testimoniare la ‘talpa” che ha dato avvio all’indagine denunciando la controversa telefonata di Donald Trump al presidente ucraino.

Trump apparentemente sprezzante

«Non ho visto neppure un minuto dell’udienza dell’indagine impeachment farsa, il presidente Erdogan era più importante», ha detto Donald Trump nella conferenza stampa congiunta con il presidente turco, annunciando che pensa di rendere nota oggi la trascrizione della sua prima telefonata con il presidente ucraino Volodymyr Zelensky. Il colloquio risale al 21 aprile, giorno dell’elezione di Zelensky e tre mesi prima della controversa telefonata che ha poi dato avvio all’indagine di impeachment.

Problemi reali

Durante la sua testimonianza, William Taylor, diplomatico statunitense in Ucraina, ha confermato che Trump bloccò gli aiuti economici all’Ucraina per far pressione su Zelensky, e ha rivelato il contenuto di una telefonata del 26 luglio, un giorno dopo la telefonata di Trump a Zelensky. Telefonata tra il presidente degli Stati Uniti e Gordon Sondland, ambasciatore Usa all’Unione Europea, che aveva appena concluso un incontro con un alto funzionario ucraino a Kiev. Trump avrebbe parlato a Sondland delle ‘indagini’, e Sondland gli avrebbe detto che l’Ucraina era «pronta a procedere». Lo staff di Taylor chiese a Sondland cosa pensasse Trump dell’Ucraina: «il presidente Trump è più interessato alle indagini su Biden».

L’ombra di Rudolf Giuliani

George Kent, sottosegretario al dipartimento di stato, nella sua testimonianza si è detto preoccupato dalle azioni di Rudy Giuliani, l’avvocato personale di Trump accusato di aver condotto una campagna potenzialmente illegale per trovare informazioni imbarazzanti su Joe Biden, e ha detto che queste azioni portarono alla rimozione dell’allora ambasciatrice statunitense in Ucraina, Marie Yovanovitch. Kent ha affermato che le accuse di Giuliani si basavano su «informazioni false date da ex pubblici ministeri corrotti che volevano vendicarsi di chi aveva denunciato la loro cattiva condotta, compresi i diplomatici statunitensi».

Se non impeacment, ‘discraising’

Nelle trascrizioni rilasciate la settimana scorsa dagli investigatori della Camera, Yovanovitch, che testimonierà domani, ha parlato di come è stata avvertita da un alto funzionario ucraino che è stata presa di mira da Giuliani e dai suoi colleghi a causa del suo lavoro anticorruzione. Ha detto che nel tempo le è diventato chiaro che Giuliani era interessato alle indagini “per trovare cose che utili per la corsa presidenziale”, aggiungendo che la spinta di Giuliani per le indagini sui Bidens, erano “senza precedenti. L’ex assistente del Dipartimento di Stato Michael McKinley aveva dichiarato che la sua decisione di andarsene è stata motivata dalla sua convinzione che Yovanovitch fosse stata rimossa per motivi politici e che l’apparato di politica estera del paese fosse utilizzato per scavare sporcizia politica sui rivali di Trump.

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