Privacy Policy Calamità non più «naturali», uomo stupido e governanti irresponsabili -
venerdì 13 Dicembre 2019

Calamità non più «naturali», uomo stupido e governanti irresponsabili

E c’è ancora qualcuno che insiste a negare il cambiamento climatico favorito dai comportamenti umani. Sempre più frequenti gli eventi estremi globali. Il livello del mare salirà un po’ ovunque. Per Venezia ora tutti ad invocare il Mose-miracolo. Col dubbio atroce che possa rivelarsi «un altro problema, invece che la soluzione».

‘Calamità naturale’ un cavolo!

Chi vuol barare, scambia l’evoluzione del clima con la variabilità meteorologica. Come l’acqua alta a Venezia, ‘che c’è sempre stata’. Un singolo temporale che dimostra tutto e il suo contrario. Ma se guardi i dati storico metereologici più da lontano, allora sì che c’è da avere paura, spiega Andrea Capocci. «E allora i dati sull’acqua alta a Venezia di questi giorni diventano ancora più allarmanti. Dal 1923, l’acqua ha raggiunto i 140 cm di altezza ventidue volte, ma dieci di questi eventi eccezionali si sono verificati nell’ultimo decennio. La tendenza al peggioramento è evidente e non riguarda solo Venezia».

L’acqua sale Venezia scende

Aumento della temperatura media a livello globale al ritmo preoccupante di 0,1°-0,2° per decennio, ma a dover far paura è altro. Ciò che è accaduto a Venezia, ad esempio, Mose funzionante o meno. Sappiamo per certo che il mare salirà un po’ ovunque, grazia allo scioglimento dei ghiacci che riverseranno negli oceani grandi quantità d’acqua oggi congelata, e il riscaldamento stesso. Come ogni sostanza, anche l’acqua marina si dilata se si scalda. Venezia? «Nel ventesimo secolo, il livello dei mari si è innalzato tra gli undici e i sedici centimetri», scrive il Manifesto. E in più, mentre l’acqua sale, il suolo di Venezia sprofonda a causa delle attività umane. «In totale, nel solo ‘900 l’acqua della laguna veneta è cresciuta di oltre trenta centimetri».

Uccelli del malaugurio?

Entro il 2050, i climatologi si attendono altri venti o trenta centimetri di innalzamento delle acque, e allora saranno davvero guai. «Anche se si tagliassero istantaneamente le emissioni di anidride carbonica –ci spiega Andrea Capocci-  entro la fine del secolo il livello globale degli oceani dovrebbe salire di un altro mezzo metro». Se poi vogliamo passare direttamente alle previsione da film dell’orrore –previsioni scientifiche attenti!- «scenari peggiori (e più realistici) prevedono che l’innalzamento si avvicini ai due metri, con conseguenze catastrofiche per moltissime persone».

Basilica di San Marco navigabile

Altro che piazza e basilica di San Marco navigabili! Una ricerca di pochi giorni fa, firmata dagli scienziati Scott Kulp e Benjamin Strauss del «Climate Central» e pubblicata sulla rivista Nature. Oggi 110 milioni di persone vivono sotto del livello di alta marea, e 250 milioni sotto il livello delle inondazioni annuali. Poi, cambi scenari e scappi dalla paura, ma dove?  Se le emissioni continuano a crescere e il ghiaccio antartico diventa instabile, diventeranno 630 milioni le persone al di sotto del livello delle inondazioni periodiche entro la fine del secolo. Un essere umano su dieci a rischio inondazione. Tra i paesi più colpiti Cina, Bangladesh, India, Indonesia.  Ovviamente, nel nostro piccolo, e Mose o non Mose, Venezia addio.

Il Mose che non c’è

Mose senza accento, ma da lui quasi l’attesa delle ‘tavole della legge’ e della salvezza. Illusioni e bugia. Governo, regione e comuni, tutti ad invocare il Mose finora delle ruberie. Ora, da quella diga mobile anti marea che forse arriverà nel 2021- dice Conte- si vorrebbe il miracolo di rimediare «alla crisi strutturale dell’ecosistema lagunare, causata dalle manomissioni profonde (interramenti, scavi di nuovi canali, stravolgimento del regime idrodinamico e geologico) e dagli effetti locali della crisi climatica globale», denuncia Gian Franco Bettin.

Mose ‘è il ritardo’

«In queste ore, si leva il piagnisteo di amministratori e politici che lamentano i ritardi a completare l’opera. Ma il Mose non è «in» ritardo: il Mose è «il» ritardo». «L’errore storico di chi ha voluto il Mose, progettato immaginando un innalzamento medio del mare dovuto quasi solo a effetti locali e minimizzando quelli globali, dunque destinato a essere azionato pochi giorni l’anno per qualche ora». In realtà (vai all’inizio del pezzo) «i mutamenti dell’ecosistema e del clima globale producono alte maree più frequenti e potenti, così il Mose, se fosse operativo, finirebbe per essere troppo utilizzato, compromettendo laguna e porto».

Mose nato male da subito

La legge speciale per Venezia (1973 e poi 1984), con almeno una decina di alternative che prevedevano interventi «graduali, sperimentali e reversibili» (l’esatto opposto del Mose). Queste alternative (sistemi flessibili di paratoie a gravità, sbarramenti mobili, interventi di riequilibrio dell’ecosistema, rialzi dei fondali e del terreno su cui poggia la città, eccetera eccetera) vennero proposte al governo Berlusconi che, come scrive uno dei maggiori esperti di idraulica lagunare, il prof. Luigi D’Alpaos, «le escluse a vantaggio del prescelto Mose, l’unica grande opera, forse, approvata pur avendo subìto una Valutazione di Impatto Ambientale negativa». Qualche sospetto su quatto scoperto dopo è legittimo.

Mose ‘quasi finito’

«Ora, che fare del Mose ‘quasi finito’ (e costato finora 5, 3 miliardi, di cui uno circa di tangenti, su una previsione finale di 5,5 ma in crescita, come le maree)?», la domanda impegnativa del verde Gianfranco Bettin. Col dubbio atroce che il Mose possa rivelarsi «un altro problema, invece che la soluzione». Altri ricordano quando l’Ufficio Maree era una delle perle dell’amministrazione del Comune. Previsioni sempre puntali e precise. Una delle prime operazioni della nuova giunta fucsia, -né di destra né di sinistra ripete il sindaco Luigi Bugnaro che ha nella sua maggioranza Lega e Fratelli d’Italia- è stata quella di smantellare il servizio, privandolo di fondi e pensionando i tecnici che avevano espresso dubbi sul sistema Mose diffondendo statistiche secondo le quali, da quando hanno cominciato a scavare per l’opera, le maree in laguna sono sempre più frequenti.

ATTUALITA’ PIU’ RECENTE

Potrebbe piacerti anche