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lunedì 11 Novembre 2019

Attentato esplosivo in Iraq, cinque militari italiani feriti

Tre sono in gravi condizioni ma non in pericolo di vita. L’attentato in mattinata quando un ordigno esplosivo rudimentale è detonato al passaggio di un team misto di Forze speciali italiane. Il team stava svolgendo attività di addestramento per le forze di sicurezza irachene impegnate nella lotta all’Isis

Iraq, rivolta e terrorismo

Attentato esplosivo contro militari italiani in Iraq: cinque i feriti, di cui tre in gravi condizioni. Lo apprende l’ANSA da fonti della Difesa.

L’attentato, riferisce lo Stato maggiore della Difesa, è avvenuto in mattina quando un Ied, un ordigno esplosivo rudimentale, è esploso al passaggio di gruppo di Forze speciali italiane presenti in Iraq. Il team stava svolgendo attività di addestramento (“mentoring and training”) in favore delle forze di sicurezza irachene impegnate nella lotta all’Isis, scrive l’Ansa.

Gravi ma non in pericolo di vita

I cinque militari coinvolti dall’esplosione sono stati subito soccorsi, evacuati con elicotteri USA e trasportati in un ospedale militare. Tre dei cinque militari sono in condizioni gravi, ma non sarebbero in pericolo di vita. I tre militari sono tutti in prognosi riservata ed attualmente ricoverati in un ospedale militare a Baghdad. Dei tre il più grave ha riportato un’emorragia interna; un altro ha perso alcune dita di un piede e il terzo ha gravissime lesioni a entrambe le gambe, che sono state parzialmente amputate. Gli altri due militari coinvolti nell’esplosione, invece, hanno riportato solo micro fratture e lesioni minori.

Blast in Iraq injures five Italian soldiers -army

Reuters- An explosion in Iraq has injured five Italian soldiers, three of them seriously, the Italian military said on Sunday.

The military said an improvised explosive devise detonated as a team of Italian special forces passed close by. The wounded men were evacuated to safety by U.S. helicopters and none of them are believed to have suffered life-threatening injuries.

The group were in Iraq as part of an international mentoring and training mission, which is helping local forces who are battling the Islamic State militant group, the military said.

The military did not say where the incident happened, but the AdnKronos news agency said the attack took place near the northern Iraqi city of Kirkuk.

(ARCHIVIO) Italian soldiers from the Sassari Brigade, operate a checkpoint in Nasiriyah, Iraq on Friday, 26 December, 2003. ANSA /Stefan ZAKLIN

Iraq: 1.100 i militari italiani missione ‘Prima Parthica’

ANSA – Il contributo italiano alla missione, iniziata il 14 ottobre 2014, prevede un impiego massimo di 1.100 militari, 305 mezzi terresti e 12 mezzi aerei. La missione prevede in particolare l’addestramento delle forze di sicurezza curde ed irachene – con il personale italiano dislocato tra Erbil, nel Kurdistan iracheno, e Baghdad – la ricognizione aerea con i droni e attività di rifornimento carburante in volo per i velivoli della coalizione. Ad Erbil opera il personale dell’Esercito nell’ambito del ‘Kurdistan Training Coordination Center’ il cui comando è attribuito alternativamente per un semestre all’Italia e alla Germania.

A Baghdad e a Kirkuk – dove oggi c’è stato l’attentato – sono invece impegnati gli uomini delle forze speciali, appartenenti a tutte le forze armate italiane, che hanno il compito specifico di addestrate i militari iracheni del ‘Counter Terrorism Service’ e le forze speciali e di sicurezza curde. Nella capitale irachena sono poi dislocati altri 90 militari nell’ambito della ‘Police task force Iraq’, che ha il compito di addestrare i poliziotti iracheni che devono operare nelle zone liberate dall’Isis.

Per quanto riguarda infine l’impegno dei mezzi aerei, 4 elicotteri da trasporto Nh90 sono ad Erbil mentre in Kuwait sono i Boeing Kc 767 A, gli Eurofighters e i Predator. A questi velivoli è affidato il compito di rifornimento in volo e sorveglianza del territorio.

Le forze dei vari Paesi che aderiscono alla coalizione operano in base a due risoluzioni dell’Onu: la numero 2170 del 15 agosto 2014 e la numero 2178 del 27 settembre 2014, sulla base della richiesta di soccorso presentata il 20 settembre 2014 dal rappresentante permanente dell’Iraq all’Onu al Presidente del Consiglio di Sicurezza.

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